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novembre 15 2005 Non ricordo esattamente il giorno…
Le onde arrivavano e portavano via tutto. Le orme si scioglievano nella sabbia… E io camminavo con i pantaloni arrotolati sopra il ginocchio. Mi girai indietro solo una volta. Non c’era nessuno Ricordo perfettamente che era notte…e che le mie braccia si tendevano nel vuoto Poi il telefono iniziò a squillare e mi rigirai. Non avrei risposto. Avevo ancora la tua voce tra le dita…non volevo sentire più nessuno. Ma …guardo il numero. Metto a fuoco. sei tu. ‘possiamo parlare ancora un po’? La mia risposta è un sorriso che senti tirare nel respiro. Mi giro indietro…e ti trovo. ![]() foto di a. kertesz | 13:23 | commenti (11) luglio 19 2005 ... | 19:53 | commenti (6) giugno 17 2005 ...futuro?! | 23:24 | commenti (4) aprile 24 2005 ... | 00:43 | commenti (4) marzo 12 2005
foto di andrè kertesz | 21:15 | commenti (1) marzo 7 2005 ...
foto di kertesz | 15:01 | commenti (5) agosto 31 2004 ooohhhhissa.... ohhhhissa.... ohhhhhissaaaaaa foto di kertesz ...che bello veder lavorare sodo... | 09:34 | commenti (10) aprile 28 2004 foto di kertesz
sconnessione
guardarmi il palmo delle mani, chiudere il sinistro in un pugno duro e stretto… sciogliere la destra e passarla calda sugli occhi chiusi spegnere rumori e andare per mare sentire il vento che scivola il mare e invece restare a guardare le carte e coprirle di numeri e segni colorarle di rosso di giallo e di verde ma soprattutto ascoltare voci e parole che oggi non voglio sentire. Non oggi E neppure domani Mi affaccio al balcone che da sulla spiaggia… Così vicino che la notte sembra di dormire sull’acqua Mentre le onde salgono alte e bussano ai vetri Chiudo gli occhi e sento l’odore del sale che mi arriva al cervello. Punge e mi sveglia… | 17:10 | commenti (1) aprile 17 2004 …mio padre non ha mai avuto alcun senso dell’orientamento. Mia madre invece ha sempre precise in testa le sue coordinate geografiche. Non si perde mai. Non si perde mai d’animo. Mio padre usciva di casa…e non sapevi mai se e quando tornava… (a volte si perdeva…e le strade sembravano tutte uguali…) mia madre sulla spiaggia…rimaneva ad aspettare quando le luci segnavano il ritorno. Rientrava…spegneva l’ansia e l’ultima sigaretta Piegava le gambe sotto di sé…apriva un libro…e il suo sorriso era libero di correre incontro alla porta che si socchiudeva lentamente. mio fratello…si è perso mille volte nelle volute ardite dei suoi pensieri. Ma ha trovato un porto saldo. E naviga adesso sapendo dove andare. Manca ancora poco…poi potrà affrontare anche il mare alto… E in sere come queste… che la stanchezza bussa alla porta blu della mia malinconia… Guardo le mie mani muoversi lente su questa tastiera… Le vedo segnare percorsi… E vorrei deviarle su sentieri allegri e colorati… Vorrei farle ridere veloci e farle correre… Lo farò domani…adesso ho ancora un po’ di tempo…e mi immergo. Così non sento nulla. | 21:37 | commenti (6) |