la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



maggio 16 2009

Certi giorni, mentre tieni fermo lo sterzo con la mano sinistra e lasci la destra poggiata sulla gamba, ti sembra di aver fatto pace con il mondo.

Le curve si susseguono e si replicano nelle messi tagliate come cerchi in una dimensione liquida che tu stesso crei attraversando.

Vibrazioni che si estendono oltre il grano tra i papaveri che si inchinano sotto i palmi delle mie mani in corsa.

Sarà che questa mattina mi sono svegliata mentre parlavo con mio padre. La sua domanda era ancora nitida nella voce del sogno quando il normale arrovellarmi nel letto ha dissolto ogni cosa. Non ne ho parlato con nessuno. Non ne parlo con nessuno. La sensazione fresca senza memoria del sonno appena evaporato mi ha attraversato come un bagliore di lama. E ho capito cosa significasse per mio padre sognare: ottenere il risarcimento della vita privata di luce e di movimento.

Senza foto da rispolverare e senza più la possibilità di intravedermi:

‘mettiti in controluce…si così…ecco riesco a vedere appenaappena la forma del tuo viso’-

Non ci sono foto intorno a me. Aspetto che la mia mente ricomponga la sua figura che ogni giorno si spezzetta in mille ricordi e riprese.

E qualche volta, raramente, la notte parliamo.

 

foto di n. economopoulos
economopoulos1

| 23:12 | commenti (4)