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agosto 30 2005
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 nicola de maria
| 14:57
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foto di doisneau
Oggi…primogiorno di lavoro
Come il primo giorno di scuola..grembiulino nuovo..e faccetta abbronzata.
birichina..trasognata
E ne ho combinata una delle mie…
Peggiore forse solo di quella volta che mandai al ‘tutti’ aziendale un’email dall’account di posta ‘ermione’…o ..meglio non rivangare…’che è meglio’!;-)
Si..peggiore..perchè accade che oggi…aprendo la posta…trovo un CV
Al chè niente di male..ne ricevo a decine…
Segno con la bandierina rossa l’email..e inizio a spuntare il resto…
Mentre mi aggiro tra gli spazi ancora sgombri della mia scrivania…mi accorgo che il responsabile vendite mi ha inoltrato un CV arrivato a lui direttamente..con tanto di fotina sorridente a mezzobusto.
Ed io che faccio?...
Gli rispondo subitosubitissimo e gli rinvio l’email che avevo ricevuto poc’anzi, così commentando...
‘ed eccomi qui a risponderti immantinente..pan per focaccia :)'
Passano una decina di minuti e squilla il mio diretto
‘pronto..dottoressa?..come sta? Passate bene le vacanze?
‘si grazie…’
‘sono xxx’
ed io penso..mi ricorda qualcuno..ma chi è..chi è…chi è..mah..lo faccio parlare ancora e vediamo di scoprire qualche dettaglio in più…e poi penso..se è passato al tu subito subito..vuoldire che lo conosco…mah…continuiamo…
‘ah..bene..dimmi pure’
‘no..sai..volevo ringraziarti’
‘e di chè..figurati!’ e vago nel buio più assoluto…
‘sai di solito non sono abituato a rapporti così informali..e mi ha fatto davvero piacere ricevere una tua risposta così simpatica e divertente al mio CV. Sarei davvero felice di lavorare in un ambiente così..’
Aaaaaahhhhhh
Ecco chi è…smanetto subito per cercare nella posta inviata …
non è possibile..non posso averlo fatto..non possononpossononposso
Trovo l’email…’oh merde..ho inviato la risposta a lui..invece che a Maurizio…merde..merde..merde
(son tornata dalla francia…;)
E inizio ad arrossire fino alla punta dei capelli…e con voce sempre ‘friendly’
‘ah..bene ne son contenta…’
E adesso che gli dico?
Che gli dicooooo?
‘allora tienimi aggiornata …ti faccio sapere’
Chiudo il telefono..e non so se ridere o se piangere…
Compongo subito il numero di Maurizio…
’ti sto inviando un CV…per cortesia chiamalo subito e fissagli un colloquio’
‘ma…’
‘per favore!!!'
‘ok…’
| 00:36
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agosto 29 2005
Ah, insensatez que você fez Coração mais sem cuidado...
(...) Vinicius de Moraes -Tom Jobim, insensatez
Ho srotolato oltre ottocento km oggi…il braccio destro dritto sul volante e la mano sinistra sul cambio.
Passando tra pensieri e affetti lungo una strada che segnava il tempo del mio ritorno.
Tre soste.
liguria, e ho lasciato il mio socio ‘disilluso’ di fronte alla stazione mentre riprendeva il suo bagaglio di ‘cose da affrontare’
toscana, e un caffè e un albero ferito. Una carezza sul mio viso bruciato dal troppo sole.
umbria, e l’ultimo socio lasciato tra gli scherzi di una famiglia a braccia sempre aperte. ‘su dai..mangia…ma che fai non rimani stasera?’ e la mia profusione di grazie e di sorrisi mentre scendo le scale, abbraccio il socio dinoccolato e chiudo la portiera.
Grazie. Voglio andare a casa.
Tornare dopo 10 gg stesi sulla costa francese con i miei due soci.
(li chiamo così perché al ritorno da ogni vacanza c’è sempre
un nuovo progetto da ‘sognare’ ..due anni fa era una barca a vela, mollare gli ormeggi…e via…
quest’anno…quest’anno è... terra ferma!!)
E mentre mi confondo nel traffico verso roma…inizio a sentire questo stesso fremito che sento anche adesso, si proprio adesso mentre scrivo…chè mi devo fermare un attimo e guardare meglio la tastiera.
Un fremito che parte dallo stomaco e arriva alle ginocchia.
Continuo a guidare. Sorpasso. Non mi fermo.
E sulla linea tratteggiata bianca vedo scorrere questi ultimi due anni.
Due anni di febbre. Vorace. Maledetta.
soffiata come vento dentro ogni fonte. Asciugando. Rubando. Portando via ogni sensazione. Emozione. Stimolo.
Come se il tempo non mi fosse concesso.
Ma avevo invertito la formula…
Me ne accorgo adesso..scrivendo…stasera che potrei parlare senza soste. Stasera che il fremito scende alle caviglie…
Stasera che sento la pianta dei miei piedi perfettamente a terra.
Che non ho bisogno di correre per la paura di aspettare.
Stasera che non ho paura che finisca tutto al sorgere dell’alba.
| 00:25
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agosto 23 2005
‘ma tu dove eri quando io non c’ero?’
Mi giro a guardarla, ha poco più di sei anni i capelli bagnati e i braccioli gialli.
Si avvicina nuotando insicura e mi chiede ancora
‘ma tu dove eri quando io non c’ero?’
Io ho la risposta ..ma non è per lei.
Non è per lei neanche la domanda.
…non faccio che sorriderti.
Con il mare sotto che disegna la costa e riflette le luci…ti giri, sorridendo tu stesso, verso di me e dici
‘ma quanti sorrisi!’
Io abbasso gli occhi.
E non sento farfalle, che passano e volano via,
ma un calore sulla nuca, come una mano che si posa. Ferma.
È un colpo di vento.
‘hai freddo’
‘si’
Un’altra folata…stradina medievale in discesa
‘dove andiamo?’
‘non lo so’
‘va bene, andiamo’
e mi fermo. tra le tue braccia.
‘ma tu dove eri quando io non c’ero?’
| 00:39
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agosto 15 2005
fra noi due
prima di: scusi, questo posto è libero prima del colore dei tuoi occhi, prima di che cosa bevi prima di: mi chiamo Rico, sono Dita, prima di una mano che sfiora la spalla, è passato fra noi due come lo spiraglio di una porta dentro il sonno.
Amos Oz - lo stesso mare
| 22:53
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agosto 12 2005
ho iniziato a scrivere questo post almeno una decina di volte
e poi ho cancellato altrettante volte, meno questa, l’ultima.
ogni inizio era un argomento o uno stato d’animo diverso.
la ‘tranquillità’ di essere a casa, la ‘stanchezza’ che non mi fa riposare, ‘il nervosismo’ che tende ogni corda.
l'impotenza di fronte ad un mondo che deve. deve. cambiare.
il caos mi ingorga l’anima.
e le dita sulla tastiera hanno perso il punto di fuga.
…eppure …
se chiudo un attimo gli occhi, e metto sopra la mano, calda morbida,
vedo solo un sogno blu…si si…prosegua dritto e poi giri, primo sogno a sinistra, mi raccomando non si sbagli
e mi immergo.
ed è solo una fluorescenza d’azzurro.
| 23:14
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agosto 8 2005
;-)
 foto di erwitt
| 22:56
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cosa accade quando dalla finestra aperta vedo filtrare luci e ombre…e non riesco a prendere sonno?
inizio a immaginare. e a sovrapporre ricordi e sogni.
It's gettin' dark, too dark for me to see I feel like I'm knockin' on heaven's door.
ed è una strada di agosto assolata…che scende ripida verso un mulino. alla fine della curva. sotto il cavalcavia.
odore di farina. di macinato.
in macchina ‘knocking on heavens door’ segue la mia guida…accanto qualcuno canta altri ricordi. gli occhi lontani. oltre il finestrino…
l’aria condizionata svuota la campagna e il mare sotto. senza spessore. come fondali.
abbasso il vetro
…
alzo lo sguardo ed è quasi il tramonto.
non c’è più nessuno sulla spiaggia. solo orme...
ho ancora i piedi nell’acqua.
mi inchino a scegliere una pietra piatta e arrotondata.
allargo il braccio e faccio scattare polso e indice.
uno..due ..tre salti sull’acqua.
un sorriso li accompagna
…
la strada è silenziosa.
dalla finestra entra solo un rumore di passi veloce.
un cancello si chiude.
io sono qui…sul mio divano blu.
a cercare nel filo di queste parole..una traccia che srotoli questo groviglio che ho sul respiro.
del resto scrivo solo per questo. per trovarmi.
There's a lady who's sure all that glitters is gold And she's buying a stairway to heaven When she gets there she knows, if the stores are all closed With a word she can get what she came for Ooh, ooh, and she's buying a stairway to heaven
| 00:56
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agosto 6 2005
| 20:47
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agosto 5 2005
della serie...oggi voglio solo leggere. non lavorare
...svegliarsi. riaddormentarsi. riaprire gli occhi di scatto. il radiogiornale. in testa che gira un racconto. un uomo sulla spiaggia. un 'acchiappatoio'.
Vedi, nuotano dentro una grotta dove c'è un mucchio di banane. Sembrano dei pesci qualunque, quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pesci-banana che, dopo essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiare la bellezza di settantotto banane. Naturalmente, dopo una scorpacciata simile sono così grassi che non possono più venir fuori dalla grotta. Non passano dalla porta."
J.D. Salinger - un giorno ideale per i pesci-banana
| 09:58
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agosto 3 2005
Giro nel mio deserto e stò tranquillo
ho solo il vento per barriera
Ah, che cavaliere triste
in realtà avevo dato il cuore
alla luna
e la luna l'ho barattata col temporale
e il temporale con un tempo ancor meno normale
e il tempo stesso con una spada
che mi accompagnasse
fuori dei confini di quello che è reale.
E più mi accorgo di amare l'ignota destinazione
più lungo sterpi e rovesci
non ritorno.
A me, a me, a me
una pazzia d'argento
al mio cavallo una pazzia di biada
Ah, come hai potuto pensare
di cambiarci la strada
che se la morte è soltanto un mare
vedi, mi ci tuffo vestito
Ahi, polvere delle mie strade
ah, scintille del mio mare inaridito
come hai potuto pensare
di spogliarmi proprio adesso
giro nel mio deserto e fa lo stesso
Per non scalfire il tuo senso morale
ma dentro
caro il mio ingegnoso narratore, dentro, dentro è tutto un altro carnevale
Mi porto dietro latta, legni l'antico arsenale carambole di fantasmi io conservo conservo pezzi di temporale le chiacchiere sul mercato
che vergogna, che spavento
la normalità eterna
Risvegliarmi un'altra volta senza fiato
fra il pianto scemo del barbiere
e il sudore muto del curato
io qui vedo l'orizzonte
e faccio finta di accettare
le predizioni della scimmia che indovina
Io, tirar di scherma con la grandine, le dame.
Ah, che compagnie infelici
cavalieri di specchi, minestre di radici
dormo nella follia
e tutto il teatro con me
Ma senti che odore di carta e incenso
da una parte ti dico grazie e dall'altra continuo solo e senza corpo a scornarmi con il vento.
i. fossati - confessione di alonso chisciano
| 02:04
| commenti (6)
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