la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



luglio 31 2005

...

foto di f. scianna

| 18:19 | commenti (10)

luglio 29 2005

...della serie...
belcollo(1) è sempre belcollo(2)


...è un'ora che sorrido!!
ancora devo scartarlo...
insomma...ancora devo vederlo...
insomma...è stato annunciato. preannunciato...
insomma son contenta!

stamattina al telefono:
belcollo: ma allora..come stai? hai una voce...
io: mmm...non lo so.
belcollo: vuoi vedere che ti faccio sorridere io...
io: è dura. questa volta l'è proprio dura. sono poi due settimane che mi devi far sapere quale telefono comprare...il mio, lo sai, è ormai allo stremo.
belcollo: ehm ehm...veramente proprio oggi ho sollecitato la consegna
io: la consegna?? ma se ancora non so quale voglio?
belcollo: ehm ehm...ma  lo so io.
io...sempre più nervosamente: oh ma insomma. adesso non posso neanche scegliermi il telefono. uff.
mi interrompo...mi ricordo :'ma non dovevi farmi sorridere? allora? su su dai dai fammi sorridere!!'
belcollo: oh 'ma insomma' lo dico io!! ma non hai ancora capito?
io: capito?? capito cosa???
belcollo: è una sorpresa!
io: eh??? continuo a non capire
belcollo: a volte..gr...insomma ERA una sorpresa
io: diciamo che è una sorpresa che tu mi ordini un telefono del quale non so nè il modello nè il costo senza neanche interpellarmi. ma va beh...
belcollo: oh signore!! è un REGALO!!!!!! il MIO regalo per TE
io: ah! oh!...uh!
e con la voce morbidinamorbidina...'graaazieeee!'

| 13:19 | commenti (7)

in  questi giorni la mia tristezza è un lago grigio.
un cielo di pensieri sovrasta.

 
io rimango sulla riva. dove le onde finiscono e inizia il resto di niente
un raggio di sole, ognitanto, cade.
mi lascio abbacinare. 

nessuna goccia tracima dagli occhi.

| 09:45 | commenti (4)

luglio 27 2005

(...)
non è facile riuscire a descrivere il tipo di sensazioni che produce tutto questo groviglio in cui mi trovo ora.

Dovrei porre a premessa che il loro rivelarsi alla mia sensibilità non avvenne in un particolare istante, ma s’irradiò maestoso volta dopo volta, diventando unica ricorrente esperienza globale di anima e corpo.
E che nel corso degli anni ho imparato ad affrontare con ragionevole ottimismo il superamento di ogni nuova cateratta che opponevo allo scorrere della fiumana.
L’impeto degli eventi sempre più ha gonfiato i suoi muscoli lavorando sui millimetri della mia acquiescenza complice e raggiungendo anfratti inesplorati e nascosti, avviluppandomi nella sua tensione centripeta e sparpagliandomi con la sua occasionale necessità centrifuga...
(...)



Marlene Kuntz

| 12:38 | commenti (6)

luglio 25 2005

‘portami al largo!’
lo guardo tra il sorpreso e il timore di quello che sta per succedere.
perché tanto lo so..che farò ciò che vuole.

siamo già in acqua.
quando ho visto che sorretto da mamma si immergeva,
con lunghe bracciate sono tornata a riva per fargli un po’ di compagnia.
le onde sono andate via ed è rimasta una calma piatta che solo le correnti ,muovono un po’.
lo guardo.
ha gli occhi chiusi e il mento che punta verso il sole.
il collo invecchiato che si immerge tranquillo fino alla bocca. non ha paura. nessuno di noi nuota con il collo fuori dall’acqua…
è agganciato ad uno di quei galleggianti rossi dei bagnini…una corda rossa si muove nel blu.

un tempo nuotavamo lontano da ogni riva. ‘toccare’ era noioso. ‘toccare’ era l’arrivo ad uno scoglio o ad una boa o alla scaletta della barca. aggrapparsi e prendere il fiato.
e se non c’erano scogli o boe…era stare a galla. con le braccia aperte. sul dorso. e guardare il cielo…dimenticare ogni orizzonte. diventare un oggetto. la deriva che chiama.
lasciarsi chiamare.

‘allora..? ti muovi o no? portami al largo’
‘ehm ehm..pà..e se affondi?’
‘mi tiri su! e poi il fatto di non vedere più non implica il non saper nuotare più!'
‘ok’  mi arrendo alla sua logica...
guardo come poterlo ‘trainare’

‘allora che facciamo? come ci ‘muoviamo’? ti metti sul dorso e io ti trascino…o ti metti a nuotare?’
‘intanto portami dove non tocco che sono anni che non ‘volo’ più’
mia madre si irrigidisce e il mare vibra di ansia. Ci gira le spalle (‘meglio che non vedo’ la sento pensare…) e si allontana nuotando con il suo goffo stile a ‘ranocchia’. se ci penso sorrido.
mio padre intanto si stende…lo prendo per una mano e ci allontaniamo di qualche metro.
‘fermati!’
..penso..’ci ha ripensato???!!’
‘che c’è?’
fammi vedere se è vero che qui non ci tocco’
eccolo qui..il mio papà diffidente fino allo stremo. teme che lo abbia fatto girare in tondo’
si rimette in verticale…allunga un po’ la gamba per vedere se con la punta del piede tocca qualcosa… e al compimento del cerchio nell’acqua profonda. Inutilmente proteso. sorride. sollevato. soddisfatto
‘beneee’
andiamo ancora più al largo.
non riusciamo a coordinarci benissimo…lui piega le gambe per darsi la spinta nel momento in cui io invece la spinta l’ho già lanciata.
mi rallenta così. enormemente. ma fa nulla. tanto direbbe che è colpa mia ;-)

quando il rumore della riva è ovattato. Le figure son piccoli tasselli che si muovono. Mi fermo. qui può andar bene.
ho un po’ di fiatone.
‘adesso lascia la corda…che io mi metto sul dorso’
lo lascio.

Seguo il profilo della montagna che scende rapida a mare.
poi le volgo le spalle e annullo tutto sulla linea dell’orizzonte che non ha nessun ostacolo.
l’acqua mi bagna le labbra.
ogni tanto mi riempio la bocca di mare.

mi giro e non lo trovo.
Ma …eccolo li. mio padre …‘alla deriva’.
la corrente lo porta via. Lui ignaro sorride al sole..
mi immergo veloce…colpi di gambe e di braccia sott’acqua. …
vedo la sua sagoma che fa ombra nel cielo d’acqua.
riemergo silenziosamente. e lo prendo per mano.
‘dai pà..ti riporto un po’ più verso sud..che oramai sei un uomo alla deriva’

ti lasci portare senza nessuna obiezione.
ti lascio andare alla deriva ancora una, due volte.

quando poi usciamo. stesi come lucertole al sole.
mi dici ‘quando torni…di nuovo’
va bene …pà.

 

| 09:06 | commenti (10)

luglio 22 2005

Oggi ho fame.

...e che fame!!

ma niente cose dolci…cornetti..cappuccini freddi o caldi..o robetta simile

nonono.

Ho proprio fame. di salato.
da mordere e ungermi le mani.

Se fossi a casa  (intendo giù…al mare)
mangerei una pizza…sai di quelle del forno. Rosse. Con l’origano sopra. E l’olio arancione che scivola sulle dita.
Mi verrebbe da accartocciare la carta del pane e fare un lancio verso il cestino dei rifiuti.
Sfiorare il bordo. Veder la  palla di carta scura trovarsi indecisa …e poi cadere dalla parte giusta.
E poi si!...alzare le braccia.
Canestro..e vai vai vai…siiiii...

 

Invece sono qui.

Nessuna voglia di lavorare. 

però di canestri con i lavori finiti e già pronti ‘per l’archivio’..ne sto facendo un sacco!!

;-)))





| 11:14 | commenti (12)

luglio 21 2005

…ieri…

 oggi avevo un sorriso da esprimere, da mordere come una fetta d’anguria…

 ma lo avevo lasciato sottotraccia lungo queste riunioni estenuanti, dove si prendono decisioni a volte troppo..troppo…lontane da me.

eppure proprio ieri sera , parlando con sol, lei mi ha detto ‘non penso che lascerai mai questo lavoro…’
credo sia vero…per me è come una droga…o forse è solo un modo per ‘ingannare’ il tempo
(che film '2046'!!!..che film!!)
ma non divaghiamo..ermione..non divaghiamo.

insomma ero al telefono con mio padre che ha ogni sera una domanda sulle labbra che non osa fare
..e no..non la solita ‘novità?’…che fa parte del ‘mantra’..

ha sulle labbra la domanda fondamentale  in questo periodo: ‘quando vieni..quando prendi le ferie?’
e che ti debbo dire padremio…non lo so. ancora non ho deciso.
il 6..l’11..non so. ancora non so.

non riesco neanche  a prendermi un giorno… che sia per me sola…

allora lui prende il discorso alla larga…
’quando vieni…si, insomma..quando verrai....
vedrai quanto siamo ‘neri’ io e tua madre..ogni giorno al mare o in piscina…’
‘non ti fai mancare nulla, papà’
‘ e no..proprio nulla!’
‘ma riuscirò a riconoscerti?’ e lo dico ridendo
e lui ‘non so. certo al buio non mi puoi proprio vedere..’
‘ehy pà…sai come farò?’
‘no..dimmi..come?’
‘ti farò sorridere…come adesso..e così ti troverò anche al buio!’
e ti sei messo a ridere davvero.
e io son contenta. perché ti trovo. anche a distanza.

| 08:37 | commenti (7)

luglio 19 2005

...

foto di a. kertesz

| 19:53 | commenti (6)

luglio 18 2005

...a ritroso...


mi sono svegliata dalla parte sbagliata del letto.

mi sono addormentata dalla parte giusta. questo si, lo ricordo.
ho salito le scale di corsa verso la bottiglia d’acqua rimasta sul tavolo ieri mattina prima di girare la chiave e inserire la retromarcia.
e...ogni
curva una storia.

e una mano protesa ad indicare uno scorcio o un panorama.
tesa tra le parole, per non deviare il discorso.
tesa nel silenzio per non interrompere i pensieri.
una mano. tesa.

 

mi sono svegliata dalla parte sbagliata.

senza cuscino.
ho teso il braccio nell’ombra per cercarne qualcuno.
eccoli lì al loro posto. lungo la spalliera…dove sono invece puntati i miei piedi.

il fiato mi si è spezzato mentre accatastavo un passo dopo l’altro
per raggiungere corso vannucci
…il mio ‘passo di gomma’ che segue il tuo che si fermerà…dopo…
davanti ad una scritta su un muro.
 arancione scuro. il tuo nome. un altro nome.
un pensiero che vale. a prescindere.

 

meno ripida la salita per raggiungere il monumento e la pizzeria rinomata.
un paese qualunque.

a cortona ti ho detto scegli un paese…tu hai scorso veloce la lista bianca su fondo blu delle indicazioni stradali e hai detto ‘tra tanti posti …’
e ho spostato lo sguardo dalla linea bianca che segue l’asfalto.
ho girato verso il primo posto che avevi elencato. dopo che ad ogni bivio con la mano indicavi..avanti…ancora avanti. 

mi sono svegliata dalla parte sbagliata.
la mia linea telefonica è di nuovo interrotta.

mi sono svegliata e ho due messaggi da leggere.
in entrambi vi preoccupate…di sapere se il rientro è andato bene.
sento la carezza leggera della preoccupazione affettuosa
e sorrido leggendo...

chiudo gli occhi ancora un momento. la parte … sempre sbagliata.
è un frusciare di scatti che non ho scattato.
una ‘meringata’ e  un campo di girasoli che diventa una striscia di giallo mentre sorpasso veloce una macchina, un pensiero e un ricordo
il portone di pietra e una luce gialla. intorno perugia che esplode.
‘la tamuriata’ e la voglia di saltare.

gli sguardi.

il mio…tocca e lancia una storia.

storie che sogno.
dalla parte sbagliata.

| 08:52 | commenti (10)

luglio 15 2005

certi giorni mi sembra di non riuscire a reggere il passo.
cammino spedita fra storie diverse.

porcamiseria..a volte mi dimentico anche di innaffiare le voci più strette.

mio fratello..per esempio..per fortuna è una begonia. quando ha bisogno d’acqua lo chiede subito, te ne accorgi subito.
stasera era una settimana che non facevo vibrare il suo telefono.
fortunatamente non c’è stato troppo sole. e allora..allora va bene.. va bene così.

certe volte inciampo su qualche ‘perché’ che nove volte su dieci prendo e poi appendo al muro delle cose da fare. ne ho una parete piena come …edera frondosa. anzi no..come vite americana..che poi cambia colore. e si trasfigura in un rosso acceso che mi fa impazzire.

ci sono poi piante grasse da trattare con la massima delicatezza. che altrimenti ti pungi.
e invece  ti sorprendono con dei fiori carnosi e colorati. come non ce ne sono altri.

ho anche un girasole. ma a volte mi sembra che abbia sbagliato emisfero…e insegue uno zenith.
ci arriverà..ne sono sicura. ma ci vuole tutta la pazienza di questa terra nera. a volte marrone. a volte azzurra.

ho anche una bella aiuola di ‘nontiscordardime’ e di ‘viole del pensiero’
e alcune margherite bianche. bianche.

e  un anturium. rosso.

| 00:13 | commenti (13)

luglio 13 2005

...
inquietudine.
nessuna parola si mette in fila.
nessun pensiero trova pace tra due segni e una virgola. un punto e un’apostrofo.
mi rigiro tra i ricordi e i dubbi.
tra le decisioni e i desideri.
nessuna frase è comoda.
mi rigiro.
mi giro.
mi rivolto.
avvolgo i gesti in parole di carta morbida. li pulisco dai graffi e dalle attese.
prendo la sacca di velluto nero.
li faccio scivolare nel doppio fondo aperto.
non conservo niente.
solo i segni sul mio viso.

| 22:06 | commenti (6)

luglio 12 2005

(...)
L'intimità perduta...
  A ripensarci in quest'inizio di insonnia,
il rituale della lettura, ogni sera, ai piedi del suo letto, quando era piccolo -l'orario fisso e gesti immutabili - aveva qualcosa della preghiera.
Quell'improvviso armistizio dopo il frastuono della giornata, quell'incontro al di là di ogni contingenza, quel momento di silenzio raccolto che precede le prime parole del racconto, la nostra voce finalmente identica a se stessa, la liturgia degli episodi...

Sì, la storia letta ogni sera assolveva la più bella funzione della preghiera, la più disinteressata, la meno speculativa, e che concerne solamente gli uomini: il perdono delle offese.
Non confessavamo nessun peccato, non cercavamo di conquistarci nessuna fetta di eternità, era un momento di comunione, tra di noi, l'assoluzione del testo, un ritorno all'unico paradiso che valga: l'intimità.
Senza saperlo, scoprivamo una delle funzioni essenziali del racconto e più in generale dell'arte, che è quella di imporre una tregua alla lotta degli uomini.
 L'amore ne usciva rinato.
 (...)

d. pennac - come un romanzo

| 23:40 | commenti (3)

mezzogiorno di fuoco


1..2…3…..4…..5……

conta e respira…
com’era il film?...conta e cammina.!
sai camminare e contare insieme?!

io invece conto..1..2….3…4….5…6…..

e respiro.
piano.
piano…

regolare respiro.
stemperare colore delle guance.
riportare tonalità voce in modalità bassa.

socchiudere gli occhi

ascoltare.
annotare mentalmente.
aspettare la contraddizione.
sferrare l’attacco

infilzare e lasciare a terra.

ecco.

mezzogiorno è rintoccato.

| 12:41 | commenti (7)

quando io e sol usciamo dal cinema per ultime...e non parliamo.
 i passi in silenzio...
vuol dire che il film..come dice sol..è stato BELLISSIMO


exils

| 01:19 | commenti (4)

luglio 11 2005

...lundì...

foto di m. alvarez bravo

| 19:36 | commenti (2)

luglio 10 2005

..'a piccolè...

mentre facevo manovra e il rosso degli stop ti illuminava fermo dietro il cancello..già ridevo e pensavo a cosa scrivere di te. e come.
e non sei un personaggio facile da tirare giù in due battute come non lo è la nostra amicizia ormai vecchiotta.
che faccio?..parto dalle tue camicie dai colori improbabili…o da quegli splendidi bermuda blu con cui oggi ti sei presentato sotto casa?
età…quanti anni hai?
‘ermiò…te sei scordata pure di farmi gli auguri quest’anno. ma ‘ndo sta quel computerino bello che era il tuo cervello. cche dobbiamo fa’ ‘ na resetatta?
‘nonono…basta anche un bel defrag’
'dici??!!'
‘dico!’
‘comunque 47!!’
‘capperina antò stai diventando vecchio..opss..’grande’’
mi dai uno scappellotto sulla nuca e mi dici ‘piccolè!!!..andiamo và,,,e guida piano. e spegni l’aria condizionata. e cambia musica. e gira a destra..anzi no..vai a sinistra…’
ti fermi un attimo, mi guardi e chiedi ‘ma ti è venuta l’idea brillante per stasera?’
‘no. oggi la mia mente è opaca’
‘capisco…andiamo giù a cola di rienzo…qualche idea ci verrà’

un paio d’ore dopo stiamo seduti sul muretto del gianicolo…in basso…quello sopra regina coeli.
le mie gambe penzolano nel vuoto e tu invece dai le spalle al panorama che cambia colore sotto le nostre parole.
cartocci di pizza e suppli…ecco la mia idea ‘brillante’…cena all’aperto.
rimestiamo un po’ negli ultimi sette anni.
al tuo divorzio e al tuo secondo matrimonio…sempre con la stessa donna.
al secondo divorzio sempre imminente e sempre recuperato (è che te lo dico sempre..che sarebbe inutile…perché tu senza di lei..non saresti tu)
e poi finiamo a parlar di andrea.
‘quanti anni sono passati?’
‘oltre tre’
‘me la ricordo ancora quella notte che mi hai chiamato singhiozzando. chè ti aveva lasciato.
non lo hai mai perdonato. vero?’
‘no. gli perdonai di avermi lasciato. non gli ho mai perdonato di essere tornato.’
‘ e mi ricordo anche questo..quel periodo strano…come lo definii..ah si mi ricordo..eutanasia di un amore’
ti giri a guardare la luce che lascia il posto al blu e al giallo delle illuminazioni al neon…
‘e adesso non ti sembra che sia ora…di innamorarti ancora?’
‘mi sono dimenticata come si fa…ricordo solo l’incipit..la seconda battuta me la perdo sempre’
e mentre già rido della tua faccia buffa tu inizi a ‘stonare’

‘la costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un'altare di sabbia
in riva al mare

la costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole’

 

‘una birra?’

salto dal muretto e dico
 ‘si. andiamo’

| 23:36 | commenti (4)

...

And I don't believe in the existence of angels
But looking at you I wonder if that's true
But if I did I would summon them together
And ask them to watch over you
To each burn a candle for you
To make bright and clear your path
(...)

And I believe in Love
And I know that you do too
And I believe in some kind of path
That we can walk down, me and you
So keep your candlew burning
And make her journey bright and pure
That she will keep returning
Always and evermore

Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms

Nick Cave & the Bad Seeds

| 15:58 | commenti (2)

luglio 9 2005


(...)
raccontami una storia, mi hai detto.
ok, ho risposto io. che tipo di storia?
una storia d'amore, hai detto tu.
allora mi sono raggomitolata nel lettto che piano piano si andava riscaldando. me ne stavo lì con la tua testa poggiata sul braccio e pensavo a come raccontarla.
(...)
pensavo che mi piaceva tanto quando aprivi la porta, stavi sulla soglia e ti appoggiavi allo stipite. ma ho pensato che se te l'avessi detto poi non l'avresti fatto più.
(...)

ma non ti volevo far sapere che pensavo queste cose, mi piaceva pensare che erano cose di te che sapevo solo io. pensavo alla tua voce al buio. la prima volta che ho sentito quella voce così ho capito che ti avrei amata.
ma non è questo che ti ho detto.
ho detto invece: c'era una volta una storia che veniva raccontata attraverso altre storie. fine.
tu non hai detto niente. ti ho sussurrato nell'orecchio. può bastare?, ho chiesto.
ho sentito la tua voce che veniva da un luogo vicino al sonno.
può bastare, hai detto.
(..)

Ali Smith - Altre storie (e altre storie)


| 22:20 | commenti (5)

luglio 7 2005

i tavolini all’aperto erano oltre una decina. dozzinale plastica verde che cercava di mimetizzarsi dentro villa borghese. il laghetto in fondo che sciabordava remi di turisti a mollo nella romantica pozzanghera e noi che giocavamo a scacchi con il sole.

pare che vincesse sempre lui…che ad ogni trasloco di tavolo..tu con il bicchiere di birra sempre pieno..io con la mia borsa e la tua …agganciate e trascinate..solo pochi minuti d’ombra e poi sempre ‘scacco’ alla regina (che sarei sempre io)…e nuovo spostamento con l’alfiere.

noi..ovviamente eravamo i neri…tant’è che il sole ha mosso per primo!

e ad ogni ‘cambio’ si aggiungeva un pezzo…

…il cavallo  si muoveva a tratti irregolari tra le zone chiare e scure del nostro tempo diseguale

…la torre, veloce e diretta, raggiungeva senza ostacoli questo presente pieno

…l’alfiere tagliava tutte le linee e segnava la traiettoria esatta tra il mio sorriso ed il tuo.

‘scacco’

‘matto?’

‘sicuramente!!...assolutamente matti!’

'sciocca!!'

;-)

fred plaut

| 23:04 | commenti (12)

luglio 6 2005

...estemporanea...
e mi son messa a ridere da sola.
stavo proprio qui, con la testa abbandonata sul bracciolo.
la lingua che passava in rassegna i denti e i punti aspri di questi giorni mai uguali e sempre troppo brevi…
che proprio tra gli incisivi superiori…tra lo spazio infantile dove si dice passi ‘il vento del profeta’,
mi son fermata un attimo.
ho inclinato la testa da un lato e ho sorriso.
ho sorriso al cuscino giallo che non so più perché …sta sul tavolo invece che sulla poltrona,
ai miei poster da srotolare e appendere…ad un libro che mi guarda serioso e alle copertine dei cd arruffati nella stanza…
arruffati come i miei capelli che crescendo hanno deciso di essere individui e indipendenti e sfidano ogni legge di gravità e di fermaglio.
e davanti agli occhi ha iniziato a muoversi …mossa dal vento…una ciocca ribelle a spirale stretta…solletico alle lentiggini impertinenti

| 00:02 | commenti (8)

luglio 4 2005



foto di m. franck

ed oggi ho un po’ di febbre. senza senso.
e sul divanoblu...
giro le spalle alla finestra e mi addormento un po’.

in fondo sono solo stanca. forse troppo


...
la mezzanotte scuote la memoria come
un pazzo scuote un geranio appassito
...
t. s. eliot


| 23:10 | commenti (9)

luglio 3 2005

Rinchiudersi in casa a contare
le ore che fai scivolare
pensando confuso al mistero
dei tanti "io sarò" diventati per sempre "io ero"...

Rinchiudersi in casa a guardare
un libro, una foto, un giornale
e ignorando quel rodere sordo
che cambia "io faccio" e lo fa diventare "io ricordo"...
f. guccini


e...io adoro questi miei giorni in ‘sospensione’…
mi capita oramai sempre più raramente,
di poter chiudere la porta alle mie spalle il venerdì notte e riaprirla poi il lunedì mattina…

oggi riuscirò a ‘tirare’ solo fino alle cinque…ora in cui ho ‘trasformato’ una cena in un aperitivo con una persona che mi mette a disagio.
mi hai chiesto l’altro giorno ‘ma perché le hai detto sì? che l’avresti vista? ma come fai a metterti sempre in certe situazioni?’
ho alzato le spalle…e ho detto ‘non lo so’
credo sia ‘curiosità’…allo stremo.
stare lì e cercare di capire cosa accade, chi è  e cosa vuole..è cosa alla quale non riesco a rinunciare.
è come se la mia fame di vita non si placasse mai.

| 16:05 | commenti (7)

della serie...non c'è niente da capire...

e così capita che certe sere…certe sere che dovrei essere in giro a portare le mie belle guanciotte tonde in giro per questa città con un brivido di vento sulla nuca sudata…
alzo i remi in barca e incrocio le gambe sul  letto  ancora in disordine di bianco e di azzurro.

e mentre mi rigiro meno velocemente di quanto non facciano i miei pensieri…mi ritrovo a guardare il soffitto alto e i fasci di luce che si infilano tra gli scuri…
ecco…un motorino..adesso invece.. una macchina..i fari disegnano la curva nell’angolo in alto a sinistra…
e in quello stesso istante…

 in questo stesso istante il mio pensiero esplode.
e sono parole e immagini. ricordi e sogni che prendono la via dell’acqua…per pulire il mio sorriso stretto.
e in un riflesso vedo una notte blu e senza stelle

 

ed era notte.
una notte calda. che il respiro pesava.
quando mi riaccompagnasti sotto casa. una pizza…
frasi spezzettate e discorsi interrotti per non ferirci troppo
nei miei occhi e tra i miei pensieri solo lame affilate di rancore e gelosia.
ero giovane, troppo, e me lo potevo ancora permettere…
mi potevo ancora permettere di concentrare tutto su di te.
come se da te dipendesse il sorgere del sole e della luna.
 
ad un certo punto ti chiesi ‘mi dai un bacio?’
mi guardasti come se non aspettassi altro…
come se fosse il punto mancante per la tua partita che pensi poker e invece è un solitario scemo…
ti avvicinasti con la lentezza ostentata di chi sa che non verrà rifiutato.

mi baci.
mi lascio baciare

poggio le mani sulle tue spalle e ti allontano.

sorpreso chiedi ‘e perché?’
‘perché volevo solo sentire la differenza?’
‘differenza?!’
‘tra quando ti amavo e adesso…’
..e non fai la domanda facile che ti ho posto…
dici solo ‘è tardi, devo andare’
‘si. troppo tardi. ormai’
scendo e chiudo lo sportello sui pianti e le bugie.
e ad ogni passo mi prometto ‘mai più’.


| 01:13 | commenti

luglio 1 2005

Quasiquasi incrocio le braccia e appoggio la testa di lato.

Le veneziane sottili urtano il mio sguardo…ci passo in mezzo e seguo il vento

| 14:27 | commenti (3)



foto di f. scianna

| 07:52 | commenti (1)