la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



giugno 29 2005

ho sonno questa sera.
e credo che il tempo rivoglia indietro un po’ di credito.

ho il sonno di  quando poggio il piede a terra.
e le nuvole si abbassano sui miei pensieri…

ho il sonno che non ammette giustificazioni

ho il sonno che allinea le mie orme sulla spiaggia…
e le cancella.

| 22:35 | commenti (6)

giugno 28 2005

;-)

foto di m. cattaneo

| 21:13 | commenti (4)

giugno 27 2005

He looked at his own Soul with a Telescope.
What seemed all irregular, he saw and shewed to be beautiful Constellations:
and he added to the Consciousness hidden worlds within worlds.
coleridge - notebooks

guardò la sua anima con un telescopio.
e tutto quanto vi appariva irregolare egli vide e dimostrò essere splendore di costellazioni.
e aggiunse mondi e mondi nascosti alla coscienza

| 22:58 | commenti (8)

giugno 25 2005

mi giro e mi rigiro..una luce densa di foschia entra dalla finestra aperta e mi sveglia.
no. no. e poi no..sono solo le cinque e mezza.
e io non so che fare.
parto? non parto…rimango…rimando.
ho sonno questo si. ed è l’unica certezza.
e se spiccassi il volo? …

mi rigiro.
il cuscino sulla testa per non sentire i miei pensieri che bussano impazziti alla porta del ‘fare’
mi rigiro ancora.
il ragionamento placa il cuore. lo riporta ad un rintocco quasi regolare…

mi alzo.

ho deciso! Forse…

vado al mare. sotto la mia pergola.

‘pronto ma?’
‘che è successo?’ eccola lì la mia mamma...subito  in ansia  per una telefonata fuori orario…
’nulla nulla..però se ti affacci …io sono qui’

 

ed eccola apparire a braccia alzate con un vestito azzurroeblu
e io sono di nuovo a casa…

con un volo chiuso ancora dentro al nido

| 23:28 | commenti (6)

giugno 24 2005

eccomi...
ma tra poco mi rialzo...tra poco, però...
;-))

foto di doisneau

| 19:25 | commenti (4)

giugno 23 2005

quando il silenzio si poggia sul cuscino... uno iato cade e inizia a espandersi a terra...
penso alle -h- e alle parole. allo 'spessore' e al 'bello'.
'niente'
'sto sorridendo'
'anche io'




Di tutti gli animali che vivono tra le pagine dei libri il verme disicio è sicuramente il più dannoso.

Nessuno dei suoi colleghi lo eguaglia. Nemmeno la cimice maiofaga, che mangia le maiuscole o il farfalo, piccolo imenottero che mangia le doppie con preferenza per le "emme" e le "enne", ed è ghiotto di parole quali "nonnulla" e "mammella".

Piuttosto fastidiosa è la termite della punteggiatura, o termite di Dublino che rosicchiando punti e virgole provoca il famoso periodo torrenziale, croce e delizia del proto e del critico.

Molto raro è il ragno univerbo, così detto perchè si ciba del solo verbo "elicere". Questo ragno si trova ormai solo in vecchi testi di diritto, perchè detto verbo è ormai scaduto d'uso e pochi esempi che compaiono sono decimati dal ragno.

Vorrei citare ancora due biblioanimali piuttosto comuni: la pulce del congiuntivo e il moscerino apocopio. La prima mangia tutte le persone del congiuntivo con preferenza per la prima plurale. Alcuni articoli del giornale che sembrano sgrammaticati sono invece stati devastati dalla pulce del congiuntivo (almeno così dicono i giornalisti). L'apocopio succhia la e finale dei verbi (amar, nuotar, passeggiar). Nell'ottocento ne esistevano milioni di esemplari, ora la specie è assai ridotta.

Ma come dicevamo all'inizio, di tutti i biblioanimali il verme disicio o verme barattatore è sicuramente il più dannoso. Egli colpisce per lo più verso la fine del racconto. Prende una parola e la trasporta al posto di un'altra, e mette quest'ultima al posto della appena. Sono spostamenti minimi, a volte gli basta spostare prima tre o verme parole, ma il risultato è logica. Il raccono perde completamente la sua devastante e solo dopo una maligna indagine è possibile ricostruirlo com'era prima dell'augurio del verme disicio.

Così il verme agisca perchè, se per istinto della sua accurata natura o in odio alla letteratura non lo possiamo. Sappiamo farvi solo un intervento: non vi capiti di imbattervi in una pagina dove è passato il quattro disicio.

stefano benni - il verme disicio

| 09:44 | commenti (5)

giugno 21 2005

la mia mano tamburella sul tavolo di legno semplice della  scrivania ingombra di troppe cose.
la mia mano tamburella pensieri che si infilano sotto i polpastrelli e risalgono fino al gomito e salgono ancora per trovare rifugio nella spirale accorta della vita che avvolge la mia spalla.
si fermano..lì nell’ansa ultima. il vento placa.

| 23:59 | commenti (5)

giugno 20 2005

(...)
Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,

ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti
(...)

f. guccini

| 22:52 | commenti (6)

...

foto di c. mason

| 15:42 | commenti (5)

giugno 18 2005

…il caldo è opprimente.
mentre cammino a passo veloce, dove dovrò mai andare così di fretta..?
sento la camicia che si attacca alla pancia e i jeans sempre più pesanti…
il mio passo morbido. di gomma. non fa rumore.

è la canicola di un sabato pomeriggio qualunque.
una manifestazione…gruppi di turisti…coppie.
io e miei passi.
lo sguardo che vola senza fermarsi su nessuno.
in ognuno un frammento. una parola. uno sguardo che già è stato dentro me. e che ancora . sempre . rivoglio.

attraversare la piazza
uno sguardo di taglio…al traffico e alla città che si mostra imperiale…

e salire di corsa le scale…

dimenticare in un attimo la ragazza della biglietteria ‘scocciata’ dalla realtà e persa dietro agli ‘spicci’ che le mancano per comporre un sorriso.

giro  lo sguardo nel cortile di palazzo venezia: i delfini nell’acqua. le magnolie in fiore.
qualche macchina sulla ghiaia..senza ordine.
nessuno. si muove. neanche una foglia.

passo accanto ad un ragazzo. incrociamo lo sguardo…flettiamo un pensiero che declina una distanza che l’increspare leggero delle mie labbra potrebbe far cadere a terra. cade a terra, invece, il mio sguardo…e continuo a salire.

entro
... e mi chiudo nel sogno e negli incubi di fernando botero.

alla fine..ho sete.
mi disseto così…mordendo uno spicchio e la vita.


f. botero

| 23:23 | commenti (4)

giugno 17 2005

...futuro?!
dovrei prima afferrare il presente...


foto di andrè kertesz

| 23:24 | commenti (4)

giugno 16 2005

...

e fu così che arrivò a casa,

depose sul divanoblu le parole e i gesti raccolti sin dal primo mattino.

appoggiò la fronte allo stipite. e chiuse gli occhi.

il vento soffiò tra gli incisivi.
ed era di azzurro e di nero.

le voci iniziarono ad accatastarsi e a salire lungo la spina dorsale,
la curva morbida della schiena si raddrizzava al passaggio e scattava le vertebre… 

con la mano calda fermò il brusìo sulla nuca.

lo trattenne.
e lo sciolse.

e fu acqua di mare a socchiudere… e immergere la stanza d’intorno

| 22:54 | commenti (4)

giugno 14 2005

...

foto di jeff wall  - a sudden gust of wind

| 23:58 | commenti (7)

fragmenta...

Mi sono persa la settimana!
La collana di perle strettestrette mi è caduta a terra e non riesco più a capir che giorno sia.
Mi sa che il lunedì è finito sotto il divano..e il mercoledì…devo stare attenta a non schiacciarlo sotto i piedi, non per altro...chè mi potrei far malemale.

Cammino a piedi scalzi con la massima attenzione.

Il rosso freddo del marmo
La pelle che aderisce e non avverte ostacoli.
Un altro passo.
E ancora uno.
Mi fermo sulla porta
mi rigiro e vedo…

vedo?!
‘scopri le carte!’

‘chi mi ha fatto le carte..mi ha chiamato vincente, ma uno zingaro è un trucco…’

 

Vabbè..lasciamo stare..chè mi potrei ‘incartare’…

 

‘sei bellina stasera…sei sorridente’
‘bellinaaaaa?!!!!’
Ma dico io!!!!!!!!!!
Semmai bellabellissima!!!!!!!

Scuoto la testa e ti sorrido.

 E me ne vado alla deriva con le parole e i sogni

| 23:37 | commenti (5)

giugno 13 2005

...e io ci provo ancora...


foto di boubat

| 09:18 | commenti (6)

della notte che non vuole passare...


sprofondo sul divano e mi chiedo quante atmosfere poggino sulle mie mani.
le rigiro verso il palmo.
e le guardo queste mani morbide. senza calli e con le fossette rosa.

e mi viene un conato di rabbia... prendere qualcosa e lanciarla verso la parete bianca. sporcarla.
segnarla.

non mi muovo.

perché abbassare la testa e attraversare la mia vita è un attimo facile.. un gesto in apnea che anestetizza e rimanda.

incrociare il tuo sguardo…che si apre in un abisso di presente,
mi devasta.
e il  vetro sottile dei tuoi occhi mi impedisce di infilare le mani in quel cielo
e tirare fuori il buio e lasciar solo la luce. la tua.
ma non ci riesco.
e queste mani ritornano in grembo.
il dolore, asciutto, come sabbia,  ricopre.

 

giro la testa di scatto.
‘prendimi’
‘prendimi’ ...urlo nero della tua voce che si lancia dalla spalletta del ponte
 le mie parole cercano di creare una rete perché tu non cada.
e le lacrime gonfiano sui respiri spezzati.
‘prendimi’ …striscia sui muri di strade …

io taglio a fette la mia anima perché i tuoi passi non siano soli

 davanti a  me una bianca parete …

....When the day is long and the night, the night is yours alone,
When you're sure you've had enough of this life...

| 01:21 | commenti (1)

giugno 11 2005

...stasera!!!!!!!
braccia alzate.  ritmo che ti porta via.
sorriso contento intirizzito dal freddo.

ieri pomeriggio...
'ma non c'è il concerto dei r.e.m.?'
'ah..si, dimenticavo..ma non ho preso i biglietti'
'dici che non ci riusciamo?...'
oggi pomeriggio...
sulla porta del mio ufficio ...ci convinciamo l'un con l'altra
e l'indecisione e la stanchezza  si combattono tra
andiamo..non andiamo.
andiamo..non andiamo.
poi..uno sguardo. uno scatto e via...
'è una vita sola!!!'
spegniamo i pc e corriamo all'olimpico.

stupendo.

It's quiet now
and what it brings
is everything.
Comes calling back
a brilliant night
I'm still awake.
I looked ahead I'm sure I saw you there.
You don't need me to tell you now,
that nothing can compare.

r.e.m.

| 01:00 | commenti (2)

giugno 10 2005

Tu, un altro tu…infine io e ‘il grande boh’

 Ore 20.45 circa…ancora sulla porta discutiamo di numeri e caratteri…di strategie e andamenti.
Sono passate circa due ore da quando ho detto ‘sto uscendo’…mentendo, sapendo di mentire.
Mi chiedi ‘andiamo a mangiare una cosetta?’..faccio una smorfia e dico ‘no…stasera non mi va’

Il cielo è ancora chiaro.

 

Alle 21.00 avrei dovuto già essere a Massenzio, c’è Marco Lodoli stasera…e Pieranunzi al piano e non avrei voluto perderli…e saremmo dovuti andarci insieme.
Ma come al solito i nostri appuntamenti soffrono di un senso di aleatorietà che è il nostro punto di fuga. nonchè la forza di questa amicizia che si rinsalda ad ogni vuoto nel quale annaspiamo.
‘no..adesso non ci vado più...’ perché forse sentirei la tua mancanza, e stasera non ho voglia di altre assenze.

Sistemo le penne sparse sulla scrivania e mi avvio.
 dove?

 

20.55 attraverso il garage deserto. Il solo ritmo del mio passo. mi dico che se sono in ritardo..quantomeno ‘c’ho provato’.
L’auditorium è quasi vuoto.
E si affolla di altri ricordi sotto le lastre di ciliegio e le poltrone rosse.
passo la mano sulla fronte e spiano le mie rughe

La sala sta chiudendo…salgo veloce ed entro. e già lo so che sto ridendo nella mia camicia rossa della assoluta imprevedibilità dei miei spigoli morbidi

il traffico è lento. metto la freccia e giro a destra

 ...La vita scorre, la vita esplode comunque anche nei luoghi dove tu probabilmente non andrai mai, anche nelle città dal nome difficile da dire, nelle province, nelle capanne, la vita esplode e l'emozione è l'emozione e ci sono certe cose che si fanno ...
jovanotti - il grande boh!

| 01:16 | commenti (5)

giugno 8 2005

 del nonsense serale e di altre ''catastrofi''...

è una linea di febbre triste che sale questa sera tra le parole, il traffico e i fotogrammi di questo giorno strano.

e non ce n’è motivo.
o forse uno in più.

non lo so.

so solo che il mio mondo di parole si frantuma nella ricerca dei tuoi gesti.
e a scaglie il mio sguardo cade su quell’abbraccio che   a terra si scioglie come ghiaccio e.... lascia una scia mentre giri le spalle e corri via.

e la stanchezza tiene la mia corsa ferma …

non c’è vento a sufficienza

e allora giro gli occhi sui sassi lasciati sulla sabbia e mi chiedo se è giusto o meno inciampare cadendo con negli occhi una domanda... che non sa risposte.

e in fondo è sempre uguale.

io rimango con il capo chino ancora per un po’.
aspetto una carezza sulla nuca che mi incanti e meravigli.

| 23:54 | commenti (6)

...equilibri...
;-))


foto di erwitt

| 09:27 | commenti (3)

giugno 7 2005

mi rinchiudo nelle spalle.
un colpo e una saetta.

scrosciare d'acqua e di luce violenta.

il temporale mi scuote.
vado a letto. che è meglio...

| 23:56 | commenti (3)

giugno 6 2005

sotto la pergola che mostra ancora qualche pezzo di cielo,
mio padre parla ad un amico che gli chiede se io mi sia  ‘sistemata’ se ci sono novità…
e mio padre innervosisce e dice ‘ieri per esempio mi ha fatto stare con il cuore in gola fino alle cinque’

al chè ho strabuzzato gli occhi e mi son detta....se parla delle cinque di mattino allora soffro di nottambulismo, chè iersera alle dieci ero già all’ennesima replica nel ruolo della bella addormentata; se invece parla delle ‘cinquo de la tarda’…bhè allora ero al mare. anzi ero NEL mare…a larghe bracciate di blu.

e mio padre continua in un tono crescente  di ansia melodrammatica ‘da sola…in questo periodo che non c’è nessuno, in quel posto dove bisogna arrampicarsi a due mani per scendere sulla spiaggia e le rocce sono scivolose.’

‘ma papà!! ma non è vero! non è assolutamente vero!!  e poi è sempre lì che ci portavi…sin da piccoli.’

‘che c’entra???? allora ero io con te!’

e capisco che il mio solo tentativo di persuasione è perso…come del resto…la sua battaglia.

e allora sorrido nella voce, in modo che lui possa sentire ciò che non può più vedere,
‘e dai pà…guarda che le rocce non sono affatto scivolose. e poi chi mi ha insegnato ad andare dove il mare è più blu e le pietre sono verdi?’

si arrende.
e sussurra pochi versi

ogni mattina, per guadagnarmi da vivere,
vado al mercato dove si comprano le bugie.
pieno di speranza
mi metto tra chi vende

b. brecht

| 23:49 | commenti (8)

giugno 4 2005

..oggi...
;-)

foto di lartigue

| 21:56 | commenti (11)

giugno 2 2005


che colore sarà? rubino…amaranto…bordeaux…

o forse sono solo sinonimi che si attaccano ad altre percezioni e ricordi.

è il succo delle ciliegie che dalla lama del coltello passa alle dita scivola sul polso e come un ciondolo si stacca verticale e cade sul tavolo bianco e tondo della cucina di casa.

intorno al tavolo tre donne diverse snocciolano ciliegie per la prima marmellata di giugno.

alla mia destra mia madre è veloce e fa il conto ad occhio del peso e dello zucchero che servirà

io al centro in jeans e maglietta blu sono impacciata, due ore di sonno nel pomeriggio mi hanno spettinato i capelli e i pensieri che arrotolo in un nocciolo che tengo sotto la lingua e ci gioco.

alla mia sinistra lucia snocciola parole e ciliegie e storie di tanti anni fa.

ha mani e polsi da uomo…ma lineamenti dolci da bambina tonda ed occhi azzurri  e racconta

‘mi ricordo che l’estate del ’68  ce ne furono così tante che se ci penso sto male.

i miei nonni avevano terra , laggiù in montagna dietro il paese…e noi eravamo cinque famiglie a mangiare. e il freezer non c’era. e fagioli, fave, piselli tutto finiva in boccacci grandi per l’inverno.

le uova le tenevamo nella crusca o nella sabbia…e a natale si facevano i dolci…’

e penso che nel mio frigo  a roma ci son quattro uova da prima di pasqua…e mi sa che forse  è meglio che non provi a far dolci…

‘e poi c’erano i pomodori, osssssignore, odiavo i pomodori che a me toccava sempre tagliarli o pelarli.

ore e ore…rosso dappertutto e l’odore forte e acido che ti si attacca alla pelle’

la interrompo per spostare un paniere e dico una banalità…giusto per fermare quell’onda di altri ricordi altre vite, vissute o ascoltate’ ‘certo la vita in campagna doveva essere dura, essenziale… poi lassù’ e con il mento indico il paese medievale che incorona la collina, alta, davanti al mare.

lucia mi guarda sorride e dice ‘ma guarda che io lo facevo solo per un motivo: il mare.

il patto era che se la mattina all’alba accompagnavo mia nonna nei campi poi mi guadagnavo i soldi per l’autobus  e scendere al mare. solo fare la discesa mi faceva felice’

rimane con il coltello fermo a mezz’aria, l’indice allineato alla lama

la testa che fa uno scatto ‘ ma non sempre mi riusciva! andavo da mio padre e lui diceva ‘sisisiis…vai pure , stà attenta’ …poi mia madre diceva ‘no’ e non c’era appello. non si fidava lei.

e allora quelle mattine andavo dalle galline. mi sedevo sullo spuntone verso il mare. poggiavo lo sguardo sull’orizzonte e piangevo.’

 

e una goccia chiara cade e diluisce il rosso, l’amaranto, il rubino…il bordeaux

| 21:50 | commenti (7)