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giugno 29 2005 ho sonno questa sera.
| 22:35 | commenti (6) giugno 28 2005 ;-) | 21:13 | commenti (4) giugno 27 2005 He looked at his own Soul with a Telescope. guardò la sua anima con un telescopio.
e tutto quanto vi appariva irregolare egli vide e dimostrò essere splendore di costellazioni. e aggiunse mondi e mondi nascosti alla coscienza | 22:58 | commenti (8) giugno 25 2005 mi giro e mi rigiro..una luce densa di foschia entra dalla finestra aperta e mi sveglia. mi alzo. ho deciso! Forse… vado al mare. sotto la mia pergola.
ed eccola apparire a braccia alzate con un vestito azzurroeblu con un volo chiuso ancora dentro al nido | 23:28 | commenti (6) giugno 24 2005 eccomi... | 19:25 | commenti (4) giugno 23 2005 quando il silenzio si poggia sul cuscino... uno iato cade e inizia a espandersi a terra...
Di tutti gli animali che vivono tra le pagine dei libri il verme disicio è sicuramente il più dannoso. Nessuno dei suoi colleghi lo eguaglia. Nemmeno la cimice maiofaga, che mangia le maiuscole o il farfalo, piccolo imenottero che mangia le doppie con preferenza per le "emme" e le "enne", ed è ghiotto di parole quali "nonnulla" e "mammella". Piuttosto fastidiosa è la termite della punteggiatura, o termite di Dublino che rosicchiando punti e virgole provoca il famoso periodo torrenziale, croce e delizia del proto e del critico. Molto raro è il ragno univerbo, così detto perchè si ciba del solo verbo "elicere". Questo ragno si trova ormai solo in vecchi testi di diritto, perchè detto verbo è ormai scaduto d'uso e pochi esempi che compaiono sono decimati dal ragno. Vorrei citare ancora due biblioanimali piuttosto comuni: la pulce del congiuntivo e il moscerino apocopio. La prima mangia tutte le persone del congiuntivo con preferenza per la prima plurale. Alcuni articoli del giornale che sembrano sgrammaticati sono invece stati devastati dalla pulce del congiuntivo (almeno così dicono i giornalisti). L'apocopio succhia la e finale dei verbi (amar, nuotar, passeggiar). Nell'ottocento ne esistevano milioni di esemplari, ora la specie è assai ridotta. Ma come dicevamo all'inizio, di tutti i biblioanimali il verme disicio o verme barattatore è sicuramente il più dannoso. Egli colpisce per lo più verso la fine del racconto. Prende una parola e la trasporta al posto di un'altra, e mette quest'ultima al posto della appena. Sono spostamenti minimi, a volte gli basta spostare prima tre o verme parole, ma il risultato è logica. Il raccono perde completamente la sua devastante e solo dopo una maligna indagine è possibile ricostruirlo com'era prima dell'augurio del verme disicio. Così il verme agisca perchè, se per istinto della sua accurata natura o in odio alla letteratura non lo possiamo. Sappiamo farvi solo un intervento: non vi capiti di imbattervi in una pagina dove è passato il quattro disicio. stefano benni - il verme disicio | 09:44 | commenti (5) giugno 21 2005 la mia mano tamburella sul tavolo di legno semplice della scrivania ingombra di troppe cose. | 23:59 | commenti (5) giugno 20 2005 (...) | 22:52 | commenti (6) ... | 15:42 | commenti (5) giugno 18 2005 …il caldo è opprimente.
attraversare la piazza e salire di corsa le scale… dimenticare in un attimo la ragazza della biglietteria ‘scocciata’ dalla realtà e persa dietro agli ‘spicci’ che le mancano per comporre un sorriso.
| 23:23 | commenti (4) giugno 17 2005 ...futuro?! | 23:24 | commenti (4) giugno 16 2005 ... e fu così che arrivò a casa, depose sul divanoblu le parole e i gesti raccolti sin dal primo mattino. appoggiò la fronte allo stipite. e chiuse gli occhi. il vento soffiò tra gli incisivi. le voci iniziarono ad accatastarsi e a salire lungo la spina dorsale, con la mano calda fermò il brusìo sulla nuca. lo trattenne. e fu acqua di mare a socchiudere… e immergere la stanza d’intorno | 22:54 | commenti (4) giugno 14 2005 ... | 23:58 | commenti (7) fragmenta...
vedo?! ‘chi mi ha fatto le carte..mi ha chiamato vincente, ma uno zingaro è un trucco…’ Vabbè..lasciamo stare..chè mi potrei ‘incartare’… ‘sei bellina stasera…sei sorridente’ Scuoto la testa e ti sorrido. | 23:37 | commenti (5) giugno 13 2005 ...e io ci provo ancora... | 09:18 | commenti (6) della notte che non vuole passare...
sprofondo sul divano e mi chiedo quante atmosfere poggino sulle mie mani. e mi viene un conato di rabbia... prendere qualcosa e lanciarla verso la parete bianca. sporcarla. perché abbassare la testa e attraversare la mia vita è un attimo facile.. un gesto in apnea che anestetizza e rimanda. incrociare il tuo sguardo…che si apre in un abisso di presente, giro la testa di scatto. io taglio a fette la mia anima perché i tuoi passi non siano soli
....When the day is long and the night, the night is yours alone, | 01:21 | commenti (1) giugno 11 2005 ...stasera!!!!!!! ieri pomeriggio...
oggi pomeriggio...'ma non c'è il concerto dei r.e.m.?' 'ah..si, dimenticavo..ma non ho preso i biglietti' 'dici che non ci riusciamo?...' sulla porta del mio ufficio ...ci convinciamo l'un con l'altra e l'indecisione e la stanchezza si combattono tra andiamo..non andiamo. andiamo..non andiamo. poi..uno sguardo. uno scatto e via... 'è una vita sola!!!' spegniamo i pc e corriamo all'olimpico. stupendo. It's quiet now
and what it brings is everything. Comes calling back a brilliant night I'm still awake. I looked ahead I'm sure I saw you there. You don't need me to tell you now, that nothing can compare. r.e.m. | 01:00 | commenti (2) giugno 10 2005 Tu, un altro tu…infine io e ‘il grande boh’
Il cielo è ancora chiaro. Alle 21.00 avrei dovuto già essere a Massenzio, c’è Marco Lodoli stasera…e Pieranunzi al piano e non avrei voluto perderli…e saremmo dovuti andarci insieme. Sistemo le penne sparse sulla scrivania e mi avvio. 20.55 attraverso il garage deserto. Il solo ritmo del mio passo. mi dico che se sono in ritardo..quantomeno ‘c’ho provato’. La sala sta chiudendo…salgo veloce ed entro. e già lo so che sto ridendo nella mia camicia rossa della assoluta imprevedibilità dei miei spigoli morbidi il traffico è lento. metto la freccia e giro a destra
| 01:16 | commenti (5) giugno 8 2005
è una linea di febbre triste che sale questa sera tra le parole, il traffico e i fotogrammi di questo giorno strano.
non lo so. so solo che il mio mondo di parole si frantuma nella ricerca dei tuoi gesti. io rimango con il capo chino ancora per un po’. | 23:54 | commenti (6) ...equilibri... | 09:27 | commenti (3) giugno 7 2005 mi rinchiudo nelle spalle. | 23:56 | commenti (3) giugno 6 2005 sotto la pergola che mostra ancora qualche pezzo di cielo, al chè ho strabuzzato gli occhi e mi son detta....se parla delle cinque di mattino allora soffro di nottambulismo, chè iersera alle dieci ero già all’ennesima replica nel ruolo della bella addormentata; se invece parla delle ‘cinquo de la tarda’…bhè allora ero al mare. anzi ero NEL mare…a larghe bracciate di blu. e mio padre continua in un tono crescente di ansia melodrammatica ‘da sola…in questo periodo che non c’è nessuno, in quel posto dove bisogna arrampicarsi a due mani per scendere sulla spiaggia e le rocce sono scivolose.’ ‘ma papà!! ma non è vero! non è assolutamente vero!! e poi è sempre lì che ci portavi…sin da piccoli.’ ‘che c’entra???? allora ero io con te!’ e capisco che il mio solo tentativo di persuasione è perso…come del resto…la sua battaglia. e allora sorrido nella voce, in modo che lui possa sentire ciò che non può più vedere, si arrende. ogni mattina, per guadagnarmi da vivere, b. brecht | 23:49 | commenti (8) giugno 4 2005 ..oggi... | 21:56 | commenti (11) giugno 2 2005
o forse sono solo sinonimi che si attaccano ad altre percezioni e ricordi. è il succo delle ciliegie che dalla lama del coltello passa alle dita scivola sul polso e come un ciondolo si stacca verticale e cade sul tavolo bianco e tondo della cucina di casa. intorno al tavolo tre donne diverse snocciolano ciliegie per la prima marmellata di giugno. alla mia destra mia madre è veloce e fa il conto ad occhio del peso e dello zucchero che servirà io al centro in jeans e maglietta blu sono impacciata, due ore di sonno nel pomeriggio mi hanno spettinato i capelli e i pensieri che arrotolo in un nocciolo che tengo sotto la lingua e ci gioco. alla mia sinistra lucia snocciola parole e ciliegie e storie di tanti anni fa. ha mani e polsi da uomo…ma lineamenti dolci da bambina tonda ed occhi azzurri e racconta ‘mi ricordo che l’estate del ’68 ce ne furono così tante che se ci penso sto male. i miei nonni avevano terra , laggiù in montagna dietro il paese…e noi eravamo cinque famiglie a mangiare. e il freezer non c’era. e fagioli, fave, piselli tutto finiva in boccacci grandi per l’inverno. le uova le tenevamo nella crusca o nella sabbia…e a natale si facevano i dolci…’ e penso che nel mio frigo a roma ci son quattro uova da prima di pasqua…e mi sa che forse è meglio che non provi a far dolci… ‘e poi c’erano i pomodori, osssssignore, odiavo i pomodori che a me toccava sempre tagliarli o pelarli. ore e ore…rosso dappertutto e l’odore forte e acido che ti si attacca alla pelle’ la interrompo per spostare un paniere e dico una banalità…giusto per fermare quell’onda di altri ricordi altre vite, vissute o ascoltate’ ‘certo la vita in campagna doveva essere dura, essenziale… poi lassù’ e con il mento indico il paese medievale che incorona la collina, alta, davanti al mare. lucia mi guarda sorride e dice ‘ma guarda che io lo facevo solo per un motivo: il mare. il patto era che se la mattina all’alba accompagnavo mia nonna nei campi poi mi guadagnavo i soldi per l’autobus e scendere al mare. solo fare la discesa mi faceva felice’ rimane con il coltello fermo a mezz’aria, l’indice allineato alla lama la testa che fa uno scatto ‘ ma non sempre mi riusciva! andavo da mio padre e lui diceva ‘sisisiis…vai pure , stà attenta’ …poi mia madre diceva ‘no’ e non c’era appello. non si fidava lei. e allora quelle mattine andavo dalle galline. mi sedevo sullo spuntone verso il mare. poggiavo lo sguardo sull’orizzonte e piangevo.’ e una goccia chiara cade e diluisce il rosso, l’amaranto, il rubino…il bordeaux | 21:50 | commenti (7) |