la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



maggio 31 2005

...

foto di rodney smith

| 06:23 | commenti (8)

maggio 30 2005

...

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare"... il verbo "sognare"...
 Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: "Amami! " "Sogna! " "Leggi! " "Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!" " Sali in camera tua e leggi! "
 Risultato?
 Niente.

d. pennac - come un romanzo

| 11:08 | commenti (6)

maggio 29 2005


| 23:24 | commenti

….a volte attraverso la strada e il mondo lo guardo.
rimane dietro la pellicola dei miei occhi
rimane dietro le  domande che non strappano…ma rimangono attaccate come adesivi su  un frigofero vecchio.

pensavo a questo mentre attraversavo la strada verso quel portone di legno sbarrato.

prima a destra..poi a sinistra, il traffico è intenso.
prendo una manciata di secondi e la butto lì . nell’attesa.
qualche macchina ci passa sopra indifferente.

è il mio tempo ma poco importa.

‘dove sei?’
‘per strada’
‘senti…’
‘papà sta bene?’
‘adesso meglio'
‘che vuol dire  adesso?’
‘oggi è stato male.’

ed io che cazzo ci faccio qui?
ed io...dov'ero?

| 19:48 | commenti (2)

maggio 28 2005

...
cosa hai fatto oggi?

non posso. non chiedermelo. chè altrimenti ti faccio la lista della spesa e tutto si riduce
ti posso solo dire che oggi la vita ha inclinato la testa e l'orizzonte adesso mi sembra un pò diverso.

è grave?!

nonononnonono. adesso è meglio.

| 00:27 | commenti (4)

maggio 27 2005


....a giulia ho voluto bene. ma avevo calcolato un credito di baci. e biancospini per la notte di natale.
il qui e ora dei nostri discorsi era eco per giorni non ancora esistiti. La mia mente aveva partorito la categoria del progetto. in quel momento ho perso l'adolescenza.

nicola lagioia - tre sistemi per sbarazzarsi di tolstoj (senza risparmiare se stessi)

| 14:04 | commenti (1)

maggio 26 2005

...per 'spezzare' la mattina...
;-))


...quino...

| 11:33 | commenti (8)

maggio 25 2005

...ma senza nostalgia...

è da questa mattina all’alba che cerco di scrivere senza riuscire.

ho la testa un po’ confusa e per dipanare la matassa avevo anche sciolto i capelli.
ma non ce l’ho fatta e adesso tutte le parole stanno di nuovo raccolte sotto quel fermaglio d’argento che mi portasti dall’irlanda.

è strano. parlo e scrivo di tutti e mai di te. questa  è la prima volta.
quanti anni son passati?

tanti. troppi.

non ricordo chi apparve  prima in quella piazza d’agosto battuta dal vento e  dal sale. le foglie di eucalipto sempre tra i piedi.
non me lo ricordo proprio. forse fui io ad apparire. chè tu eri già in vacanza. questo no non me lo ricordo.

mi ricordo che avevo un cipiglio sfrontato…e la vita sempre a morsi. strappata.

l’amore, quello di sangue e carne…era stato una notte di giugno. davanti al mare.
poi l’onda si era ritirata e…

 …e si. adesso ricordo. era l’estate ‘per definizione’ l’estate della maturità.
l’ultima estate lunga più di una stagione…da allora solo il gioco a scacchi delle settimane

inciampai nelle tue gambe lunghe verso fine agosto.
mi rialzai qualche anno dopo.
con addosso tutte le albe che ci siamo portati a casa.
e i giorni passati al lavoro da te…
io dietro la porta della cucina ...e ogni tanto sollevavo lo sguardo dai miei libri di economia mentre tu  servivi ai tavoli e mi portavi un bacio. un sorriso. uno schiaffo.

e quella volta che scappai da pisa e salii di corsa le scale di casa tua.
la porta che si apriva. il tuo telefono che squillava e mia madre che ti chiedeva dove fossi finita…

e uno scoppio di risa il mio buonumore. ed il tuo.

e i concerti. le corse alla stazione.
le parole.

 
ed io che ti porto nei miei capelli.

... il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno.
f. guccini

 

| 14:56 | commenti (10)



...che vuoi fare oggi?


guardò gli occhi neri nello specchio.
il dolore nero che irradiava dal centro della mano vuota.

ma un raggio di sole  le fermava il polso.

sorrise e disse:
niente!!


| 09:44 | commenti (3)

...

quino

| 01:38 | commenti

maggio 24 2005

Wild is the wind

Give me more than one caress, satisfy this hungriness

Let the wind blow through your heart

For wild is the wind, wild is the wind

| 01:04 | commenti (9)

maggio 23 2005

Sono quasi le nove di sera quando faccio il mio breve passaggio dal negozietto di frutta e verdura all’angolo sotto casa.

È ancora giorno e metto un passo dietro l’altro.
Da una spalla la borsa col pc che dondola contro le gambe e allarga il livido dietro il ginocchio.
Nella mano destra le foto di dennis stock

Nella testa un silenzio che scava e divora lacrime e parole... che si avvolgono a spirale intorno ai miei capelli.

oggi mi è mancata l'aria.

La luce è tersa quanto i miei occhi sono lontani.

Entro e mi sorride.

è un contatto con la terra.

Gli rispondo con gli occhi e già sa cosa voglio:
pomodori. Basilico. pane nero e .s..si. si..dammi una melanzana. Una? Si.una. non troppo grande.

E mi porge una nespola.

E anche qualche patata...

Mi distraggo seguendo la linea ovale delle nespole che mi pizzicano sempre il naso quando le mordo.

sono ancora nel giallo della polpa che si scioglie sotto il palato,
quando mi accorgo che si è distratto anche lui ...e le patate son troppe…
faccio una smorfia ..lui si ferma e prendendomi un po’ in giro dice ‘ Maddaii.. resistono sai…’
rispondo ‘vuol forse dire che non mi vuoi rivedere presto?’
scuote la testa  e ridendo svuota metà del sacchetto.

Mentre io con le mani e la voce dico ‘nononono. nono. Lasciale..dai.'


| 23:39 | commenti (3)

maggio 22 2005

...ci sono libri che ti si attaccano agli occhi e non puoi lasciarli finchè la quarta di copertina non si chiude lentamente e non riesci più a mettere a fuoco oltre venti centimetri
ci sono libri... che ti disegnano l'anima.


sono andata a  letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Altazor. E anche Mab e Zelda e Bacduc e Dandelion e la costellazione del Tacchino e la Croce di Lennon.

Non ditemi che alcune di queste stelle non esistono. Sono i nomi che gli ho dato io. Infatti rivendico il diritto di ognuno, specialmente delle fanciulle fantasiose come me, a chiamare le cose non soltanto con il nome del vocabolario, ma anche quello del vocabolaltro, cioè con un nome inventato e scelto. (…)

Sentendo che non dormivo ancora, è arrivata la mamma. Deve aver capito che ero inquieta, perché ha detto: stai tranquilla andrà tutto bene.

Sono stata zitta. Cosa potevo risponderle? Quando i bambini crescono e diventano adulti, capiscono subito che quello che gli avevano detto da bambini non è vero, eppure riciclano ai loro figli l’antica bugia. E cioè che tutti vogliono consegnare ai bambini un mondo migliore, è un passaparola che dura da secoli, e il risultato è questa Terra, questa vescichetta d’odio.

Perciò io, che sono una bambina  in scadenza, penso:

 

a)      che i grandi non hanno più nulla da insegnarci;

b)      che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni, e i temi scolastici contro la guerra li scrivessero loro;

c)      che dovrebbero smettere di fare film dove la giustizia trionfa e farla trionfare subito all’uscita del cinema.

Ebbene sì, sono polemica.

 

 

Stefano Benni – margherita dolcevita

| 18:25 | commenti (7)

…il primo pensiero al risveglio è capire dove sono.

Perché alcune notti si sovrappongono tante lastre di surrealtà nella mia testa che… scrollare i capelli e passare la mano sugli occhi appannati… non asciuga dal passaggio dell’onda
e allora tutto il giorno ho ricordi confusi che si sovrappongono. Perché certe notti sogno di ricordare..e sogno di ricordare altri sogni fatti in altre notti. E mi sembra di non potermi più muovere
Una crepa tra un’emisfero e l’altro che passa dietro i miei occhi. e scava.

È la mia follia che sorride. e che dice: ho già vinto…

| 13:50 | commenti (4)

maggio 21 2005

...solo perchè sei tu!


Questo post è ‘fuori linea editoriale’ come direbbe qualcuno…

Diciamo che è proprio ‘fuori’ da ogni mia linea!!
ma se il nobile oggi babatikidido (per me paueroso) mi passa il testimone…come posso io non prenderlo e guardarmi un po’ in giro cercando un po cosa fare di questa catena, che per fortuna proseguirà da altri bloggers, perché come al solito io la  tirò giù e stringo l’ultimo anello?!! 

Allora iniziamo un po’ a vedere che cosa qui mi si richiede

- Volume totale dei file musicali:
..e menomale che ho resettato il pc..e sono stata costretta a rimettere un po’ d’ordine nelle mie cartelle e sottocartelle, altrimenti passavo il giorno a fare addizioni (che tra le operazioni è quella che meno mi piace).

Allora..ad oggi ho solo 1.375 file per un totale di 7.82GB. (e se il nobile paueroso diceva essere pochi i suoi oltre 13GB…capirete bene che le mie guance sono di rosso porpora diventate)

- L'ultimo cd che ho comprato:
non me lo ricordo…forse 'japanese whispers' dei cure…ma se prendo quello  che ho qui accanto tra il telefono e il pc..(sul divanoblu...ovviamente) va bene lo stesso? Chi tace acconsente…;-))

Allora qui a portata di mano ho:
 dave matthews band  - before these crowded streets  

bello. Si. decisamente bello...

 Siamo ancora nella zona delle domande facilifacili:

- Canzone che sta suonando ora:

ad esser sincerasincera: nessuna. Chè io quando scrivo e leggo non riesco ad ascoltar musica. O ascolto o scrivo. Posso però dire quale era quella che stava suonando e che riprenderà dopo che avrò finito di scrivere:

Vinicio Capossela  - Ballo di San Vito

 

E adesso passiamo alla domanda difficile che è da questa mattina che mi ‘assilla’ che mi gira intorno senza che io riesca a venirne a capo:

 - Cinque canzoni che ascolto spesso e che significano molto per me:

 bisognerebbe a questo punto obiettare che non è detto che le due cose vadano di pari passo, perché magari ci sono canzoni che significano talmente tanto per me che ascoltarle mi fa troppo male o che fanno parte di momenti fondamentali della mia vita e che cmq non ascolto spesso…come certe canzoni napoletane cantate in coro in macchina con mio padre…quando io e mio fratello eravamo piccoli e  al mio mal d’auto gli unici rimedi erano le canzoni a squarciagola (ed io ero e sono stonata come una campanella...)  o le fiabe, e la strada allora  si popolava di case di elfi e fate nascoste tra gli alberi tanto che io ancora oggi ogni qual volta vedo una casa cantoniera penso ‘casa di pollicino’.
..mi sa che ho divagato troppo…
ricominciamo e seguiamo la ‘traccia’

ecco le cinque e solo cinque canzoni :

facendo un sacrificio enoooorme e tralasciando sicuramente qualcosa di importante dico:

    ) radiohead - Creep
    ) de andrè – Amore che vieni amore che vai
    ) haudrey hepburn – Moon river
    ) simon&garfunkel – the sound of silence
    ) david bowie – letter to hermione

| 20:30 | commenti (4)


dorcas gustine
...
E'  assai lodato l'atto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lasciò divorare, senza un lamento.
E' più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo di dosso
e lottare con lui all'aperto, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle -
ma il silenzio avvelena l'anima.

edgard lee master

| 08:44 | commenti (8)

maggio 20 2005

..ed oggi calpesto pensieri con le mie scarpe rosse!!
;-))


foto di w. ronis

| 11:09 | commenti (5)

maggio 18 2005

...


…avrei dovuto capire  'tutto il resto del giorno'...dalla prima domanda che mi è stata rivolta questa mattina

‘hai una gabbia?’

Mi son girata al rallentatore…verso questa voce in tutablu che stringe in mano qualcosa di molto piccolo che non riesco a indovinare.

‘hai una gabbia?’ ripete..

faccio no ..scuotendo la testa.

…apre il pugno e c’è un passero piccolopiccolissimo

‘non riesce a volare…

...


foto di r. e. meatyard

| 22:50 | commenti (11)

...per quel bagliore inaspettato.
per quella scintilla nello sguardo.

Visto da Siena, il monte Amiata è una solenne e delicata forma cinerina che affonda nei vuoti e ventosi spazi che circondano la città. Le ragazze nei collegi, gli studenti nelle aule delle scuole, quasi tutte situate sugli estremi speroni dell’abitato si fanno spesso alla finestra, pongono la fronte ai vetri e indugiano a guardarlo. Alcuni sono di là e la sua mole lontana, isolata nel celeste della profonda regione, formicola per loro di vecchie storie paesane; per altri è un mistero. Non per nulla di mezzo c’è l’immensa e irreale vallata dell’Orcia con le sue crete dissodate, i vasti seminati, le terre a riposo nel movimento continuo delle poggiate che occupano e aprono il cielo: mentre il colore della terra è di un grigio livido bruciato così rarefatto che la luce non assorbita vi si dilata sopra in vibrazioni violacee che si perdono oltre gli ultimi profili delle lontananze e accrescono il senso di vastità e di solitudine. Terra che appare come un fondale della memoria o un luogo del sogno su cui un oscuro senso esaltato percepisce il brivido d’una misteriosa ventilazione.
mario luzi - toscana mater

| 12:17 | commenti (9)

...
Ci vorrebbe un paio di scarpe nuove
Per partire, per scappare lontano
E poi seguire una traccia sbagliata
Perdersi meglio e non tornare più indietro
(...)
Ci vorrebbe una muta di corde nuove
Per suonare sempre scordati
C'è bisogno di nuove canzoni
Con parole per sognare più forte
Bisognerebbe fare sogni grandiosi
Oltre la noia e le nevrosi
Avere cura, avere pazienza
Di tutta quanta l'intelligenza...
Si, c'è bisogno!
C'è bisogno!
Si, c'è bisogno!

modena city ramblers

| 09:46 | commenti (2)

maggio 17 2005

 

17. martedì...non è vero..ma…

;-)))

 
06.45 la radio attacca con james taylor in mexico … e io mi arrotolo tra le lenzuola con gli occhi ancora chiusi…
stiracchio braccia e sinapsi e sbadigliando metto il piede sinistro su questo martedì 17…
nessuna buccia di banana o macchia d’olio. sembra.
mi guardo intorno e metto anche il piede destro…sono in piedi.
evito lo specchio e mi dico un ‘ngiooorno’ lungo tutto il breve corridoio
 
07.50 circa…
sono sul portone di casa. con la fronte in alto, ho gli occhi puntati al confine di questo cielo basso e grigio.
piove. e la città è più sporca.
piove. e la terra non profuma di bagnato.
piove. e l’ombrello è in macchina…
vabbè..tanto non l’avrei comunque usato.
corsa veloce ..salto di pozzanghera ed equilibrismo per entrare in macchina…
evvaiiiii…il sorriso non si smorza.
mmm…eppure c’è qualcosa che dovevo fare e non ho fatto. mah…sarà…
frizione…prima…e vvvia

08.40 circa…
ufficio. squillo di telefono…
sollevo la cornetta e nello stesso tempo parte una fuga di problemi e e nervosismi che si sussueguono come formiche verso una goccia di miele. impacabili. inesorabili.

09.00
mi guarda. fermo sulla porta. io, al telefono, ho un tono.. come dire... ‘sostenuto’..forse 'stentoreo'…è meglio!!
mi guarda e non dice nulla.
lo inchiodo con uno dei mie sguardi ‘non dire una parola’
si mette a sorridere e dice ‘ma stamattina…questa camicia da cielo nuvoloso grigioazzurro…l’hai presa dal mucchio di panni da stirare?’
mi basta guardare il polsino che sembra un mare in tempesta. butto la testa indietro e ricomincio a ridere.
‘ecco cos’è che dovevo fare!!!!’

09.30 circa…
la ruga in mezzo alla fronte si fa sempre più marcata e allargandosi travolge… 

…e adesso?
adesso sono qui…che mordicchio vita come questo 'croccante' all’amarena...

| 15:17 | commenti (7)

...

a. modigliani

| 02:10 | commenti (5)

maggio 15 2005

E' una giornata
senza pretese
e non ci succede
una volta al mese
vinicio capossela


...pensieri sparsi di una giornata senza pretese

 

Ego valeo…

Mi piacerebbe saper rispondere alla domanda che mi poni sempre a metà di conversazione…quasi a tradimento..quando sai che  il passaggio a livello ormai è alzato e puoi irrompere con tutta la tua  irruente caparbietà..

Perché tu sai…tu sai  che l’incipit che io adoro è quello che non presuppone né una domanda né una risposta
Ma stende il buon saluto in una enunciativa e un periodo ipotetico di primo grado

Ego valeo si tu vales bene est
‘io sto bene, se anche tu stai bene è buona cosa…'

..e sapendo ciò... tu incastoni la domanda proprio a metà in modo tale che quando io rispondo ‘bene’… con la stessa velocità del riflesso del ginocchio battutto da un martellino impertinente e senza strascicare l’ultima ‘e’ per non dare sfogo a repliche.
Tu prontamente inforchi lo sguardo da professoressa all’interrogazione e sentenzi ‘nonononono…mia cara ermione…non ci siamo proprio, lei non ha approfondito…ci pensi ancora un attimo e mi dica la verità. risponda in modo chiaro e sincero alla domanda ‘come stai?’
E allora cerco con lo sguardo intorno aiuto.un suggerimento…una traccia per poter trovare una risposta che mi faccia guadagnare almeno la sufficienza
I libri sono aperti e le mie foto sparpagliate…ma la lavagna è nera e il gessetto bianco si sta sgretolando tra le mani

Il tuo sguardo non mi molla

E mi dico..si sto bene.

Si... qualche crepa…qua e là…

Una ferita  rimarginata che però ancora fa un po’ male.

Qualche linea d’ansia che ogni tanto sale..e qualche lacrima che scende

Ma soprattutto un desiderio di silenzio che trova pace solo lì.

Davanti al mare.

 

Mi giro allora e tiro una linea bianca orizzontale su quel fondo nero

Poi disegno una barca

mi volto e ti sorrido.

 

E prima che tu ponga un’altra delle tue domande…lancio in aria fogli e colori e scappo via.

tanto lo so...che dietro l'angolo ci sono le mie risposte ad aspettarmi

;-)

| 19:59 | commenti (8)

maggio 14 2005


keith haring

| 13:41 | commenti (6)

maggio 13 2005

;-))


foto di doisneau

| 09:51 | commenti (7)

maggio 11 2005

...

...metà maggio di non so più quanti anni fa…
che strano..non ricordo l’anno ma il giorno…
forse perché i giorni ricorrono e gli anni durano un attimo.

sarà...

parecchi anni or sono…dunque...perchè i miei capelli erano lunghi e gli esami erano quasi alla fine.

ricordo che era buio e l’azzurro era una lama che entrava da una feritoia ..su in alto, a castel sant’elmo.

ricordo che mi stringevi le braccia.

ricordo che poggiasti il verde smerigliato del tuo sguardo sul nero  asciutto dei miei vent'anni e  mi chiedesti il tempo. mi chiedesti di chiuderlo in un filo d’oro. di non permettere più che avesse un inizio e una fine.

mi chiedesti ciò che non avevo. il futuro.

ti ho dato ciò che avevo. un soffio.  chiamato presente.

| 23:26 | commenti (10)

...E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi
troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante
e quasi sempre dietro la collina è il sole...

| 11:43 | commenti (8)

maggio 10 2005

...

foto di doisneau

| 07:45 | commenti (7)

maggio 9 2005

...ed io non so chi va e chi resta...


...la mia testa è uno sciame irrequieto di volti e di pensieri battuti dal vento dei sogni spezzati da mattine di luce troppo forte.

e in questo treno che odora della tristezza amara e rapida di chi vive in bilico tra una terra di arrivo e una di partenza…non riesco a trovare un solo appiglio per sciogliere questo groviglio che mi brucia dentro.

 

 

 

con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po' a casaccio perché non ho più memoria

f. de andrè

| 22:34 | commenti (3)

...1...2..3....

...ma non posso dormire ancora un pò????!!

poi parti in fondo. pronta??

ce la posso fare. ce la posso fare.  ce la posso fare.

;-)


foto di lartigue

| 07:01 | commenti (7)

maggio 7 2005

...e son tornata a casa
avrei dovuto prendere un treno verso le colline di toscana...
ma ieri una serie di congiunzioni astrali...
mi ha portato, oggidì, a ritornare sotto la pergola che ancora è di gemma e getti nuovi...
a guardare il mare in tempesta...


Era de maggio e te cadéano 'nzino,
a schiocche a schiocche, li ccerase rosse...
Fresca era ll'aria...e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe...

Era de maggio, io no, nun mme ne scordo,
na canzone cantávamo a doje voce...
Cchiù tiempo passa e cchiù mme n'allicordo,
fresca era ll'aria e la canzona doce...

| 21:45 | commenti (7)

maggio 6 2005

..certi venerdì..

foto di beaton

| 17:57 | commenti (6)

maggio 4 2005

...come è profondo il mare...

....è in queste sere di maggio, dal tramonto incastonato nello specchietto retrovisore mentre volto le spalle al sole …sulla tangenziale…
è proprio in queste sere che mi guardo il palmo della mano sinistra e cerco tra le linee che salgono verso l’indice e quelle che tagliano…cerco di capire il passato. di intravederlo. di finalmente comprendere quell’attimo, quegli attimi che mi hanno portato fin qui.

la prima cosa che vedo è il riverbero del sole sul mare.

arrotolarsi di pietre nella schiuma di un’onda.

ed io che sbaglio ieri e domani come ancora adesso confondo destra e sinistra.

…il mio braccio tra il  viso e la barca…

lo sguardo che affonda nel blu. blu.
’quanto è profondo il mare’…

 

‘pa’?’

…siii?

quanto è profondo qui?

non lo so. tuffati!

 

mi alzo in piedi a prua. il motore dà l’ultimo scossa prima di spegnersi

e penso: ’e se non tocco?...e se c’è uno squalo e se c’è una piovra?'...poi penso che in fondo basterebbe una piccola medusa viola a spaventarmi
'e se ..e se…e se’

salto.

scendo
l'acqua si chiude su di me

…più giù.

il braccio teso in avanti a cercare il fondo.

ecco. la sabbia.

la stringo nel pugno.

il mare ha un confine.

  risalgo.

‘no. non è così profondo. andiamo più al largo?’

 

poi da solo l'urlo
diventò un tamburo
e il povero come un lampo
nel cielo sicuro
cominciò una guerra
per conquistare
quello scherzo di terra
che il suo grande cuore
doveva coltivare
com'è profondo il mare
com'è profondo il mare

lucio dalla

| 22:16 | commenti (4)

...e in fondo agli occhi c'è un gran chiasso...

da 'l'amico di cordoba'

| 09:47 | commenti (5)

maggio 3 2005

...uff...


foto di j. spencer

| 09:32 | commenti (2)

maggio 2 2005

...nonono..basta...il solletico no. nononononooooo.
;-)))


foto di h. levitt

| 14:34 | commenti (2)

...attimi...

una strada stretta nella prima notte di maggio…
il rumore dei passi si va a fondere con note di chitarra in fondo alla strada.

il nostro ritmo di gomma su asfalto si ferma e ci lasciamo portare via da una musica che parla di tristezza e allegria

il mio sguardo appoggiato alla parete di fronte…si inclina e inizia a seguire un rivolo d’acqua che sceglie un percorso di curve per andare ad assorbirsi lì dietro l’angolo.
mi fermo a quel punto., anzi...un attimo prima. sento sol che segue la bossanova cantando con un filo di voce.

poi incrocio il tuo sguardo che mi sorride.

il passante che segue altri discorsi passa e lascia una moneta in un rosso cappello.

prima di iniziare una nuova canzone mi guardi e dici ‘penso di averti già visto. non so..scusa , lo so..sembra banale…’

io sorrido e non dico niente.

mi guardi ancora una volta. poi  inizi a cantare…

niente luna questa sera,
niente gatti sopra il tetto,
i miei sogni sono tutti rotolati sotto il letto
e nel buio con la lingua conto i denti che mi restano.
domani che farò ragazza mia,dei tuoi pensieri magri?
sul campanile nevica, d'accordo,
ma purtroppo ho solo una camicia
e francamente non mi basta
e faccio di mestiere il venditore di risate
al circo che si tiene il lunedì,
ragazza mia, ci andresti mai?
e intanto conto i denti però il conto non mi torna,
ce ne è uno che mi manca e
forse tu mi puoi aiutare.
per caso, non l'hai mica ritrovato a casa tua?
ero così distratto,
amore mio, quando ti ho morso il cuore.

de gregori

| 02:17 | commenti (4)