la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



aprile 30 2005

...ore 13 ...circa...
io nel traffico con il sole in faccia...dall'altra parte del telefono Sol che ancora sbadiglia...
'sembra estate...'
'sarebbe da andare al mare...'
'andiamo???'

ore 15 circa si apre ufficialmente la stagione estiva 2005
;-)))



| 22:53 | commenti (5)


...delle prime cose che imparai da solo ricordo questa: imparai a non attendere.

vedevo che ti spazientivi quando l'autobus tardava, se papà non tornava in orario la sera, oppure la primavera stentava ad affacciarsi. (...)
ti spazientivi, avevi moti di sconforto e stizza, piccoli gesti bruschi o un tono di voce increspato, vicino alla tosse. io mi stupivo, mi confondevo nel vedere che delle povere incostanze avevano forza di farti cedere nel comportamento, nella tenuta.
Pensai a come chiedere delle informazioni.
Come poteva uno stare in pace in attesa di qualcosa, anche se questa cosa non arrivava?
con preoccupazione decisi di rivolgermi a papà. diceva che ero un bambino che non sapeva chiedere.
(...)
oggi so che in ogni frase pronunciata c'è l'anima di una domanda, allora temevo che in ogni domanda fosse contenuta una risposta che non sapevo riconoscere.
(...)
-papà, se io voglio stare in attesa e voglio stare senza attesa, posso?
allora interruppe di radersi, aprì del tutto la porta e, come se avesse capito una cosa, non so quale, disse solo così: 'se tu sarai capace di stare senza attesa, vedrai cose che gli altri non vedono'. poi aggiunse ancora :'quello a cui tieni, quello che ti capiterà, non verrà con un'attesa.'
(...)
non seppi domandare, non capii la risposta, ma non ho dimenticato. quel giorno mi distolsi dalle attese, imparai a non attendere.
(...)
erri de luca  - non ora, non qui

| 09:31 | commenti (5)

aprile 29 2005

...

kandinskji

| 23:25 | commenti (3)

della serie...strane storie di inizio millennio

...a volte rimango esterefatta. basita. annichilita.

…sono lì che gioco con i numeri..la testa un po’ persa stamattina dietro al sole…e  ad un ritmo rock  che batto con il piede sinistro sul parquet.…
un pensiero accompagna qualcuno che sta volando sopra i miei pensieri…
a condire il tutto una manciata  di parole che sono rimaste agganciate dietro i miei occhi mentre parlavamo ieri sera.

insomma una tranquilla giornata di lavoro e di pensieri che pogano tra le pareti duredurissime della mia testolina meridionale…

quando…

quando  ad un certo punto mi alzo e incurante dell’evento dietro l’angolo..mi avvio con  riccioli ribelli verso la porta.
e proprio un passo prima della fuga ecco avanzare lui. il più emotivo e rompipalle dell’azienda.
e il primo pensiero è…e mò vediamo che gli è successo. e già alzo gli occhi al cielo invocando perdono …per tutte le volte che ho rubato il dolce dalla cucina…per tutte le volte che ho detto che andavo a dormire presto e poi rimanevo a leggere fino a che il confine con il sogno era inestistente…per  tutte le volte che…

insomma…
… avanza rosso in viso e con il dito alzato per fermare ogni mio diniego e mi blocca sulla porta.
mi spinge dentro e chiude.
io penso ‘è impazzito, la mia porta è sempre aperta…
mi abbraccia e io penso ‘è impazzito e ha un dopobarba terrificante’
inizia  a piangere e io penso ‘è impazzito  e non ho neanche una camicina di forza qui con me’

riuscirò poi a capire,  tra un singhiozzo e una zaffata di dopobarba, che causa di tutto ciò sono le sue dimissioni. cambia lavoro..
e perbaccoperbaccolina..che c'è da piangere?!! o l'intento era avvelenarmi con il gas nervino del dopobarba??.

fatto sta che... mentre esce dal mio ufficio mi guarda e con aria ..come potrei definirla?..non non ho definizioni…direi forse un’espressione alla jack lemmon…insomma mi guarda e dice ‘devo dire una cosa..lavorare con te è stato troooooppo forte. si si ..proprio gajjiarda!!’ con il pugno stretto a rafforzare il concerto.

son rimasta esterefatta. basita. annichilita.

| 00:31 | commenti (6)

aprile 28 2005

...lettura del mattino.
tra il the...la pastafrolla e un sorriso da risveglio ancora incerto...

coincidenze

C'erano nell'ordine una città, un ponte bianco e una sera piovosa. Da un lato del ponte avanzava un uomo con ombrello e cappotto. Dall'altro una donna con cappotto e ombrello. Esattamente al centro del ponte, là dove due leoni di pietra si guardavano in faccia da centocinquant'anni, l'uomo e la donna si fermarono, guardandosi a loro volta. Poi l'uomo parlò:
- Gentile signorina, pur non conoscendola, mi permetto di rivolgerle la parola per segnalarle una strana coincidenza, e cioè che questo mese, se non sbaglio, è la quindicesima volta che ci incontriamo esattamente in questo punto.
- Non sbaglia, cortese signore. Oggi è la quindicesima volta.
- Mi consenta inoltre di farle presente che ogni volta abbiamo sottobraccio un libro dello stesso autore.
- Sí, me ne sono resa conto: è il mio autore preferito, e anche il suo, presumo.
- Proprio cosí. Inoltre, se mi permette, ogni volta che lei mi incontra, arrossisce violentemente, e per qualche strana coincidenza, la stessa cosa succede anche a me.
- Avevo notato anch'io questa bizzarria. Potrei aggiungere che lei accenna un lieve sorriso e sorprendentemente, anch'io faccio lo stesso.
-È davvero incredibile: in piú, ogni volta ho l'impressione che il mio cuore batta piú in fretta.
- È davvero singolare, signore, è cosí anche per me, e inoltre mi tremano le mani.
- È una serie di coincidenze davvero fuori dal comune. Aggiungerò che, dopo averla incontrata, io provo per alcune ore una sensazione strana e piacevole...
- Forse la sensazione di non aver peso, di camminare su una nuvola e di vedere le cose di un colore piú vivido?
- Lei ha esattamente descritto il mio stato d'animo. E in questo stato d'animo, io mi metto a fantasticare...
- Un'altra coincidenza! Anch'io sogno che lei è a un passo da me, proprio in questo punto del ponte, e prende le mie mani tra le sue...
- Esattamente. In quel preciso momento dal fiume si sente suonare la sirena di quel battello che chiamano «il battello dell'amore».
- La sua fantasia è incredibilmente uguale alla mia! Nella mia, dopo quel suono un po' melanconico, non so perché, io poso la testa sulla sua spalla.
- E io le accarezzo i capelli. Nel fare questo, mi cade l'ombrello. Mi chino a raccoglierlo, lei pure e...
- E trovandoci improvvisamente viso contro viso ci scambiamo un lungo bacio appassionato, e intanto passa un uomo in bicicletta e dice...
- ... Beati voi, beati voi...
Tacquero. Gli occhi del signore brillavano, lo stesso fecero quelli della signorina. In lontananza, si udiva la melanconica sirena di un battello che si avvicinava.
Poi lui disse:
- Io credo, signorina, che una serie cosí impressionante di coincidenze non sia casuale.
- Non lo credo neanch'io, signore.
- Voglio dire, qua non si tratta di un particolare, ma di una lunghissima sequenza di particolari. La ragione può essere una sola.
- Certo, non possono essercene altre.
- La ragione è - disse l'uomo sospirando, - che ci sono nella vita sequenze bizzarre, misteriose consonanze, segni rivelatori di cui sfioriamo il significato, ma di cui purtroppo non possediamo la chiave.
- Proprio cosí - sospirò la signorina, - bisognerebbe essere medium, o indovini, o forse cultori di qualche disciplina esoterica per riuscire a spiegare gli strani avvenimenti del destino che quotidianamente echeggiano nella nostra vita.
- In tutti i casi ciò che è accaduto è davvero singolare.
- Una serie di impressionanti coincidenze, impossibile negarlo.
- Forse un giorno ci sarà una scienza in grado di decifrare tutto questo. Intanto le chiedo scusa del disturbo.
- Nessun disturbo, anzi, è stato un piacere.
- La saluto, gentile signorina.
- La saluto, cortese signore.

E se ne andarono di buon passo, ognuno per la sua strada

Stefano Benni - da 'L'ultima lacrima'


| 09:45 | commenti (2)

aprile 27 2005

appoggiato allo stipite della porta con aria indifferente mi chiedi
...hai da fare?
non particolarmente...non ho voglia. c'è il sole fuori.

fai qualche passo. mi volgi le spalle e guardi fuori...
le mani in tasca...

scappiamo un paio d'ore?!!!!
sisisisisisisisisisiis

viaaaaaaaaaaaaaaaaa

foto di lartigue

| 13:10 | commenti (8)

è una strana serata. senza sonno. senza fame.

condizione di ‘sospensione’ e voglia acerba di mordere e strappare.
la musica che taglia la stanza e sfilaccia i miei pensieri.

il caos apparecchiato per distogliere lo sguardo del tempo e del buon senso.

 le mie mani che si immergono nella mia fonte preferita. dove tutto scorre. sempre.

 

parla in fretta e non pensar
se quel che dici
può far male
perché mai
io dovrei fingere
di essere fragile
come tu mi vuoi
vuoi nasconderti
in silenzi
mille volte
già concessi tanto poi
tu lo sai
riuscirei
sempre a convincermi
che tutto scorre

negramaro

| 01:00 | commenti (1)

aprile 26 2005

...certe giornate sono così...
arrotolate di sensazioni come un'onda che si infrange...
la testa che gira tra colori che ti rapiscono e ti portano via...
a volte inconsapevole delle reazioni che ogni azione produce...

cerchi concentrici di una pietra nell'acqua.

e alla fine sulla spiaggia..la schiena che pizzica sotto i sassi appuntiti dei 'mi dispiace' e il sole in faccia
che acceca

delaunay - in mostra alle Scuderie del Quirinale...

| 11:46 | commenti (7)

aprile 25 2005

;-)

foto di lartigue

| 09:58 | commenti (4)

aprile 24 2005

...


foto di a. kertesz

| 00:43 | commenti (4)

aprile 22 2005

…a ruota libera e a carte sparse…

 
…oggi è giornata di riflessione.
Indotta da un errore provocato dalle mie dita, irrequiete come le mie sinapsi, qualche giorno fa ho cancellato un po’ di nonsochè dal mio sistema operativo.
Nessun intervento a cuore aperto ha potuto regolare il battito. E ho dovuto riportare a virgineo stato le memorie di silicio.

…e quale occasione migliore per far le pulizie di primavera??
Del resto son giorni che mi dico che bisogna che tagli un po’ di rami morti…che ancora ostacolano la corsa,  tirando qualche filo al mio nastro rossorossissimo e rigandomi gli occhi. Che è vero..si. che son asciuttiasciuttissimi. Ma il dolore…quello ancora bussa.

Allora mi dico…iniziamo a togliere la polvere dalla posta.
E come un vento che monta e fa burrasca. 10. 100. 1000 immagini di me…in ansia. Sorridente. In lacrime e innamorata son comparse.

che spettacolo!

Ho iniziato a tirare un filo…e a catena mille ricordi si  sono messi in fila…stiracchiando le braccia e stropicciando gli occhi.
e dopo la subitanea meraviglia di tante cose che pensi ormai perdute..e che invece eccole che arrivano felici…ormai che il ‘sonno’ ha trasformato l’ansia di allora in un sorriso divertito..ecco che ti accorgi che è proprio la sera della cena con andrea…mille e mille volte rimandata.

E dici..perbaccoperbaccolina…stasera devo proprio fare i conti con me stessa!!! chè in fondo riprendere le carte dallo scatolone …non è altro che un affrontare decisioni e slanci…che da allora hai solo ripiegato e riposto in un cassetto. Come non fossero mai stati.

 E mi accorgo così anche che di tutta la montagna di parole di ricordi …mancano fette importanti della mia torta senza panna e canditi e molta crema. E alchermes a colorare e ammorbidire.

E così indosso i jeans e le scarpe da tennis a strisce rosse e scendo verso  lui che rimane fermo dietro quel cancello di cui un tempo aveva le chiavi. 
Bacio sulla guancia..prima a destra ..poi a sinistra. Come stai?...bene e  tu?

E in quel mentre nella mia mente… dove già si stanno tirando giù gli scatoloni dei ricordi…rovesciati e  sparsi a terra senza ordine e sequenza…si delinea una scena mai esistita. Lo vedo su una banchina di un porto senza tempo. Che si allontana…ma neanche questo è vero. Perché lui è fermo e sono io che prendo il largo.
quando ormai la distanza è tanta...lo vedo voltarsi e correre lontano.

ad ognuno la sua rotta.

'allora?..pizza?!! ho fame!!' 
sorride e dice 'certo...dai che ti racconto un pò di cose!'

| 19:06 | commenti (5)


...
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse
(...)
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
...
de andrè

| 15:09 | commenti (1)

aprile 21 2005

dedicata...

ti vengo incontro con un carico di carta che annusi già a distanza...

...ci aggiriamo tra 'la mia famiglia e altri animali'...

alla ricerca de 'la mappa del nuovo mondo'

solo che entrambi sappiamo che 'non ora, non qui'*

verseremo 'l'ultima lacrima'

un sorriso. un sospiro e una lacrima lenta... infine...con

...un tocco di zenzero...

*come precisato dall'avvocato...;-))

| 12:35 | commenti (12)

aprile 20 2005


;-)))

foto di doisneau

| 08:16 | commenti (4)

aprile 19 2005

...stasera.
divanoblu.
le dita percorrono le linee di quel plaid che scavò la trincea della nostra storia....chè la guerra era già iniziata e non ce ne eravamo ancora accorti.
ce ne accorgemmo proprio in quel negozio di tessuti in irlanda. di fronte ...le isole aran.
concentrati sui colori e sulla scelta sollevammo lo sguardo e ci incrociammo estranei.
vincesti la battaglia...


Colleziono gli sguardi e certi profumi
E il ricordo si fa leggero,
i percorsi diventano tersi e distesi e le parole racconti
(...)
Sono le donne dagli occhi grandi
che ci ostiniamo a non capire,
con le loro storie di donne dagli occhi grandi
(...)
yo yo mundi

| 23:30 | commenti (5)

...e colore sia
;-))


| 11:48 | commenti (5)

 ...

henry matisse

| 00:43 | commenti (3)

aprile 18 2005

...
 

La rapida corsa delle nuvole ha reso l’aria blu senza riflessi.

Tra le sagome strette, sulla banchina ,ci siamo io e mia madre. Un po’ più piccole. Un po’ più piccole.

La solita aria da ‘non chalance’ di una partenza che ogni volta è uno strappo che si rimarginerà nella routine della lontananza.

Mentalmente conto i miei bagagli ‘1..la borsa..2 lo zaino..3 il pc’

Poi inizio a contare i libri ‘1 calvino…2 rigoberta menchù..3 auster… poi quelli che ho sottratto in mansarda…segnati dalla scrittura fitta di mio padre e mia madre…4 rilke …5 gogol…6 erasmo ...7 mandruzzato…’

È l’unico modo che ho per non piangere…contare.

 

Il vento del treno che arriva smuove i capelli sulla mia fronte e il bavero della sua giacca. I sorrisi si tendono come corde di barche attraccate. L’onda si abbassa e la tensione smorza.

 

Salgo sul treno e sento il suo sguardo sulla mia schiena.

Mi giro ed è lì ferma che sorride. Il braccio alzato.

 

Contare adesso non mi basta più.

Stringo forte le palpebre.

Mordo il labbro e le sorrido con l’ultimo sguardo.

Il treno va
scomparirà
sulle sue ruote rotonde
dietro alle nuvole bionde…

Paolo Conte

 

E il mio mondo scorre sotto quel finestrino.

Le spiagge. Le rocce. Le strade.

I baci. I giochi. Le scelte.

 

Aspetto che il buio nasconda tutto. Passo sugli sguardi intorno. Ognuno un destino. Una scelta.

Inclino la testa e ricomincio a leggere:

‘Certamente anche la mia storia è contenuta in questo intreccio di carte, passato presente futuro, ma io non so più distinguerla dalle altre. La foresta, il castello, i tarocchi m’hanno portato a questo traguardo: a perdere la mia storia, a confonderla nel pulviscolo delle storie, a liberarmene.

Quello che rimane di me è solo l’ostinazione maniaca a completare, a chiudere, a far tornare i conti.’

Italo Calvino – Il castello dei destini incrociati

 

| 14:15 | commenti (8)

aprile 16 2005

 memorie del mondo presente

...ieri...

E me ne son scappata al mare. A casa.

ho messo un paio di jeans e tre libri nello zaino leggero.

ho chiuso la cerniera e la porta senza nessuno sguardo indietro.

Come al solito.

 

Il treno punta a sud.

E i miei pensieri si appuntano su un passaggio a livello abbassato davanti alla mia corsa.

 

Inclino la testa verso il basso e penso a mio padre che mi aspetta.

Lo chiamo per dirgli che il treno è in orario e che non ci son problemi. Preso dalle domande innescate dal mio ‘ehy pà’…si dimentica che è il mio compleanno.

Mia madre coglie al volo la linea che sta per cadere e mi lancia il suo augurio smorzato dall’ombra della galleria che avanza.

 

Rialzo lo sguardo e sono qui. Ed è già oggi

Azzurro in cielo e sotto i piedi.

| 14:18 | commenti (7)

aprile 15 2005

 ...33...
ma dove sono finiti gli altri 32???!!!


foto di robert doisneau

| 05:46 | commenti (14)

aprile 14 2005

(...)
Ten, Nine, Eight, Seven, Six, Five, Four, Three, Two, One, Liftoff

This is Ground Control
to Major Tom
You've really made the grade
And the papers want to know whose shirts you wear
Now it's time to leave the capsule
if you dare

This is Major Tom to Ground Control
I'm stepping through the door
And I'm floating
in a most peculiar way
And the stars look very different today

For here
Am I sitting in a tin can
Far above the world
Planet Earth is blue
And there's nothing I can do

Though I'm past
one hundred thousand miles
I'm feeling very still
And I think my spaceship knows which way to go
(..)

Ground Control to Major Tom
Your circuit's dead,
there's something wrong
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you....

Here am I floating
round my tin can
Far above the Moon
Planet Earth is blue
And there's nothing I can do.

david bowie - space oddity

| 16:31 | commenti (2)

aprile 12 2005

 ...

foto di robert doisneau

| 22:55 | commenti (11)

aprile 10 2005

 

…mentre con un gesto consumato chiudo ad anello la mia sciarpa rossa. Rosse le mie guance e il mio destino.

Mi avvolgo tra le mani una collana di pensieri strani e un po’ sbandati.
Lo sguardo abbandonato sul pavimento a scivolare e non più tornare tra le vene chiare e scure del marmo lucido e freddo  di questa casa antica.
I riflessi spezzati e indifferenti mi restituiscono un altro pavimento.  più chiaro e caldo di un camino sempre acceso.

Le voci ..giù in cucina …di un parlare stretto da madre a figlia.
Raccontarsi la lontananza e le preoccupazioni.
Rinnovarsi negli occhi di mia madre della vita stessa già intrecciata nei capelli di mia nonna.
I figli e la casa e un matrimonio da difendere
Un lavoro per essere individui e ‘altro’.

Attraversavo le loro parole correndo verso la porta
che mi  portava tra i ciottoli di un paese di montagna.
Le case di pietra semplici e austere.
Il freddo e la neve agli angoli già sporca.
La superbia in faccia di chi sa che torna al mare.

 

Infilo la giacca scura e  cerco le chiavi della macchina…
La strada è bagnata e sporca.
la pioggia non lava la città.

riders on the storm
riders on the storm
into this house we're born
into this world we're throw

| 22:18 | commenti (9)

aprile 7 2005

....dedicata

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d' amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine

Siediti. È festa: la tua vita è in tavola

 

Derek Walcott  -  Mappa del nuovo mondo  

| 15:19 | commenti (11)

aprile 6 2005

…e in mezzo a tutta questa roba, chi? Chi seduto al centro? L’uomo! Ecco chi c’è, l’uomo!

Ma poi viene il giorno, viene sempre il giorno delle lacrime e della pazzia. Ora, mi pare di aver già detto che c’era un guasto nel mio cuore, una voce che mi parlava dentro e diceva ‘voglio, voglio, voglio!’  succedeva tutte le sere, e quando io vercavo di soffocarla, diventava più forte. Diceva solo quella cosa,  ‘voglio, voglio, voglio!’.

Ed io chiedevo: ‘ma cosa vuoi?’

Ma non mi diceva altro, mai. Non diceva altro che ‘voglio, voglio, voglio!’

A volte questa voce la trattavo come un bambino a cui si offre una caramella, o una filastrocca. La facevo camminare. La facevo trotterellare. Le leggevo una poesia, gliela cantavo. Niente. …

 

saul bellow – l’uomo della pioggia

| 08:08 | commenti (9)

...

foto di costantine manos

| 07:18 | commenti

aprile 5 2005

...in questo momento esatto.  il sole a taglio dalla finestra aperta. di là già vociare che mi aspetta...prima di immergermi di nuovo tra numeri e parole...

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.

Che bello, non sto pensando a niente!

Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E’ come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...

Fernando Pessoa

| 15:14 | commenti (10)

aprile 3 2005

dell'amicizia e altri demoni...

Un’onda..e poi un’altra.

E ancora.

piccole e basse…

 

qualche ora prima..a tavola..

mentre gioco con il pane ed i bicchieri.. Sento il tuo sguardo…che cerca l’aggancio che invece io nego… così…solo per godermi il momento di attenzione.…

io continuo a spezzare pane e a osservare la tovaglia…il cameriere…e i tavolini al sole dall’altro lato della piazza.

Scorro su un nastro di fotogrammi indifferenti…

 

poi mi dici ‘ti voglio bene’…

 

non ti dico nulla e non prendo la tua mano che aspetta ferma accanto alle posate.

Ti sorrido. E tu sai esattamente cosa quel sorriso dice.

Sai che è una carezza ed un abbraccio.

‘hai il viso stanco’

E mi nascondo dietro il mio solito ‘si..tanto lavoro’

 

Un paio di notti prima…

Tra un sogno ed un altro ti sei  infilato con lo squillo del telefono

‘ehy…’

‘ehy…tutto bene?’

‘ci vediamo a metà strada?...ho voglia di parlarti’

 

E come al solito con te ..metà diventa metafisica..e siamo sempre 65 contro 35

(ed è inutile che dici che forse la tua follia ha qualche grado in più..che per tua ammissione..io lo son di più e vado più veloce)

 

E così..eccoci qui a guardare le onde…

Il mio pensiero…scivola sopra..

E tu non gli stai dietro…e son tre o quattro volte che mi chiedi ‘a cosa pensi?’

 

Poi un‘onda si avvolge strana e non fa rumore e tu inizi a  smozzicar frasi e sensazioni che non sai mettere in fila

Cerchi il mio ‘ascolto’…ma io ..che ho perso con l’inverno la patina morbida   e ho messo invece l’abito verde della mia mente ‘perspicace’…ti rispondo con quelle che poi definirai..’lame taglienti’ di razionalità…

‘non esser così razionale..chè io non so che cosa voglio’

‘ma io neanche…so però cosa non voglio. e questo è il mio vantaggio inquieto’

 

‘ma secondo te…’

…e ti vedo cercare di smussare le tue spigolosità acute mentre io passeggio con un gelato nocciola e cioccolato…

E non sono preoccupata…chè tu non sei un amico fragile.

E questo esercizio di parlare…ti serve a dar dimensione giusta a quello che nella tua testa sembrano demoni invincibili.

 

‘ma secondo te…se faccio così…troverò pace?’

‘no. Impossibile.’

‘cazzo!...devi essere sempre così sincera?’

‘non sarei qui. Altrimenti’…

‘vero’

e mentre sorrido. mordicchiandomi il labbro

penso che ti voglio bene anche io...

 

| 18:57 | commenti (10)

aprile 2 2005

oggi...

foto di franco fontana

| 10:17 | commenti (2)

aprile 1 2005

ed eccomi  qui a cercare di tirare il filo di questa giornata.

ma temo che se tiro troppo…si potrebbe sciogliere la trama e l’ordito finire in chissà quale disegno ardito e fantasioso.

 

…o forse peggio..potrebbe sciogliersi quel nodo gordiano che tiene la mia vita insieme ..che tiene insieme tutti questi frammenti colorati e, a volte, opachi.

 

o perbaccolina che giornate…

suggellate sempre a mezza sera da una telefonata..quasi fosse un’apertura di telegiornale….stesso orario stessa sigla…

… ‘novità?’ chiede mio padre…

e io…sempre… ‘nessuna’…che non è certo quel che mi è successo nella giornata la ‘novità’ che lui vuol sentire…

…poi tra un ‘e hai sentito di…’ e una battuta sul governo avviene il passaggio di consegne…e la chiusura della trasmissione è affidata alla voce dolce di mia  madre…che mi conosce forse meglio…e chiude senza domande ma con un arrivederci da frontiera ‘stai attenta!’…così..in modo generico e omnicomprensivo

e io mi sento come  al primo passo del sentiero…

e quanto adoro questa sensazione…che chiude e apre il resto del mio giorno

| 22:32 | commenti (2)

...a chiusura della 'relazione sulla gestione'...

foto di doisneau

| 15:04 | commenti (1)