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aprile 30 2005 ...ore 13 ...circa... | 22:53 | commenti (5)
| 09:31 | commenti (5) aprile 29 2005 ... | 23:25 | commenti (3) della serie...strane storie di inizio millennio ...a volte rimango esterefatta. basita. annichilita. …sono lì che gioco con i numeri..la testa un po’ persa stamattina dietro al sole…e ad un ritmo rock che batto con il piede sinistro sul parquet.… insomma una tranquilla giornata di lavoro e di pensieri che pogano tra le pareti duredurissime della mia testolina meridionale… quando ad un certo punto mi alzo e incurante dell’evento dietro l’angolo..mi avvio con riccioli ribelli verso la porta. insomma… … riuscirò poi a capire, tra un singhiozzo e una zaffata di dopobarba, che causa di tutto ciò sono le sue dimissioni. cambia lavoro.. fatto sta che... mentre esce dal mio ufficio mi guarda e con aria ..come potrei definirla?..non non ho definizioni…direi forse un’espressione alla jack lemmon…insomma mi guarda e dice ‘devo dire una cosa..lavorare con te è stato troooooppo forte. si si ..proprio gajjiarda!!’ con il pugno stretto a rafforzare il concerto. son rimasta esterefatta. basita. annichilita. | 00:31 | commenti (6) aprile 28 2005 ...lettura del mattino. C'erano nell'ordine una città, un ponte bianco e una sera piovosa. Da un lato del ponte avanzava un uomo con ombrello e cappotto. Dall'altro una donna con cappotto e ombrello. Esattamente al centro del ponte, là dove due leoni di pietra si guardavano in faccia da centocinquant'anni, l'uomo e la donna si fermarono, guardandosi a loro volta. Poi l'uomo parlò:
- Gentile signorina, pur non conoscendola, mi permetto di rivolgerle la parola per segnalarle una strana coincidenza, e cioè che questo mese, se non sbaglio, è la quindicesima volta che ci incontriamo esattamente in questo punto. - Non sbaglia, cortese signore. Oggi è la quindicesima volta. - Mi consenta inoltre di farle presente che ogni volta abbiamo sottobraccio un libro dello stesso autore. - Sí, me ne sono resa conto: è il mio autore preferito, e anche il suo, presumo. - Proprio cosí. Inoltre, se mi permette, ogni volta che lei mi incontra, arrossisce violentemente, e per qualche strana coincidenza, la stessa cosa succede anche a me. - Avevo notato anch'io questa bizzarria. Potrei aggiungere che lei accenna un lieve sorriso e sorprendentemente, anch'io faccio lo stesso. -È davvero incredibile: in piú, ogni volta ho l'impressione che il mio cuore batta piú in fretta. - È davvero singolare, signore, è cosí anche per me, e inoltre mi tremano le mani. - È una serie di coincidenze davvero fuori dal comune. Aggiungerò che, dopo averla incontrata, io provo per alcune ore una sensazione strana e piacevole... - Forse la sensazione di non aver peso, di camminare su una nuvola e di vedere le cose di un colore piú vivido? - Lei ha esattamente descritto il mio stato d'animo. E in questo stato d'animo, io mi metto a fantasticare... - Un'altra coincidenza! Anch'io sogno che lei è a un passo da me, proprio in questo punto del ponte, e prende le mie mani tra le sue... - Esattamente. In quel preciso momento dal fiume si sente suonare la sirena di quel battello che chiamano «il battello dell'amore». - La sua fantasia è incredibilmente uguale alla mia! Nella mia, dopo quel suono un po' melanconico, non so perché, io poso la testa sulla sua spalla. - E io le accarezzo i capelli. Nel fare questo, mi cade l'ombrello. Mi chino a raccoglierlo, lei pure e... - E trovandoci improvvisamente viso contro viso ci scambiamo un lungo bacio appassionato, e intanto passa un uomo in bicicletta e dice... - ... Beati voi, beati voi... Tacquero. Gli occhi del signore brillavano, lo stesso fecero quelli della signorina. In lontananza, si udiva la melanconica sirena di un battello che si avvicinava. Poi lui disse: - Io credo, signorina, che una serie cosí impressionante di coincidenze non sia casuale. - Non lo credo neanch'io, signore. - Voglio dire, qua non si tratta di un particolare, ma di una lunghissima sequenza di particolari. La ragione può essere una sola. - Certo, non possono essercene altre. - La ragione è - disse l'uomo sospirando, - che ci sono nella vita sequenze bizzarre, misteriose consonanze, segni rivelatori di cui sfioriamo il significato, ma di cui purtroppo non possediamo la chiave. - Proprio cosí - sospirò la signorina, - bisognerebbe essere medium, o indovini, o forse cultori di qualche disciplina esoterica per riuscire a spiegare gli strani avvenimenti del destino che quotidianamente echeggiano nella nostra vita. - In tutti i casi ciò che è accaduto è davvero singolare. - Una serie di impressionanti coincidenze, impossibile negarlo. - Forse un giorno ci sarà una scienza in grado di decifrare tutto questo. Intanto le chiedo scusa del disturbo. - Nessun disturbo, anzi, è stato un piacere. - La saluto, gentile signorina. - La saluto, cortese signore. E se ne andarono di buon passo, ognuno per la sua strada Stefano Benni - da 'L'ultima lacrima' | 09:45 | commenti (2) aprile 27 2005 appoggiato allo stipite della porta con aria indifferente mi chiedi foto di lartigue | 13:10 | commenti (8) è una strana serata. senza sonno. senza fame.
parla in fretta e non pensar negramaro | 01:00 | commenti (1) aprile 26 2005 ...certe giornate sono così... | 11:46 | commenti (7) aprile 25 2005 ;-) | 09:58 | commenti (4) aprile 24 2005 ... | 00:43 | commenti (4) aprile 22 2005 …a ruota libera e a carte sparse…
…e quale occasione migliore per far le pulizie di primavera?? Allora mi dico…iniziamo a togliere la polvere dalla posta. che spettacolo! Ho iniziato a tirare un filo…e a catena mille ricordi si sono messi in fila…stiracchiando le braccia e stropicciando gli occhi. E dici..perbaccoperbaccolina…stasera devo proprio fare i conti con me stessa!!! chè in fondo riprendere le carte dallo scatolone …non è altro che un affrontare decisioni e slanci…che da allora hai solo ripiegato e riposto in un cassetto. Come non fossero mai stati. E così indosso i jeans e le scarpe da tennis a strisce rosse e scendo verso lui che rimane fermo dietro quel cancello di cui un tempo aveva le chiavi. E in quel mentre nella mia mente… dove già si stanno tirando giù gli scatoloni dei ricordi…rovesciati e sparsi a terra senza ordine e sequenza…si delinea una scena mai esistita. Lo vedo su una banchina di un porto senza tempo. Che si allontana…ma neanche questo è vero. Perché lui è fermo e sono io che prendo il largo. ad ognuno la sua rotta. 'allora?..pizza?!! ho fame!!' | 19:06 | commenti (5) ... Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso le lacrime più piccole le lacrime più grosse quando l'albero della neve fiorì di stelle rosse (...) Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte c'erano solo cani e fumo e tende capovolte tirai una freccia in cielo per farlo respirare tirai una freccia al vento per farlo sanguinare ... de andrè | 15:09 | commenti (1) aprile 21 2005 dedicata... ti vengo incontro con un carico di carta che annusi già a distanza... ...ci aggiriamo tra 'la mia famiglia e altri animali'... alla ricerca de 'la mappa del nuovo mondo' solo che entrambi sappiamo che 'non ora, non qui'* verseremo 'l'ultima lacrima' un sorriso. un sospiro e una lacrima lenta... infine...con ...un tocco di zenzero...
*come precisato dall'avvocato...;-)) | 12:35 | commenti (12) aprile 20 2005
| 08:16 | commenti (4) aprile 19 2005 ...stasera. Colleziono gli sguardi e certi profumi
E il ricordo si fa leggero, i percorsi diventano tersi e distesi e le parole racconti (...) Sono le donne dagli occhi grandi che ci ostiniamo a non capire, con le loro storie di donne dagli occhi grandi (...) yo yo mundi
| 23:30 | commenti (5) ...e colore sia | 11:48 | commenti (5) ... | 00:43 | commenti (3) aprile 18 2005 ... La rapida corsa delle nuvole ha reso l’aria blu senza riflessi. Tra le sagome strette, sulla banchina ,ci siamo io e mia madre. Un po’ più piccole. Un po’ più piccole. La solita aria da ‘non chalance’ di una partenza che ogni volta è uno strappo che si rimarginerà nella routine della lontananza. Mentalmente conto i miei bagagli ‘1..la borsa..2 lo zaino..3 il pc’ Poi inizio a contare i libri ‘1 calvino…2 rigoberta menchù..3 auster… poi quelli che ho sottratto in mansarda…segnati dalla scrittura fitta di mio padre e mia madre…4 rilke …5 gogol…6 erasmo ...7 mandruzzato…’ È l’unico modo che ho per non piangere…contare. Il vento del treno che arriva smuove i capelli sulla mia fronte e il bavero della sua giacca. I sorrisi si tendono come corde di barche attraccate. L’onda si abbassa e la tensione smorza. Salgo sul treno e sento il suo sguardo sulla mia schiena. Mi giro ed è lì ferma che sorride. Il braccio alzato. Contare adesso non mi basta più. Stringo forte le palpebre. Mordo il labbro e le sorrido con l’ultimo sguardo. Il treno va Paolo Conte E il mio mondo scorre sotto quel finestrino. Le spiagge. Le rocce. Le strade. I baci. I giochi. Le scelte. Aspetto che il buio nasconda tutto. Passo sugli sguardi intorno. Ognuno un destino. Una scelta. Inclino la testa e ricomincio a leggere: ‘Certamente anche la mia storia è contenuta in questo intreccio di carte, passato presente futuro, ma io non so più distinguerla dalle altre. La foresta, il castello, i tarocchi m’hanno portato a questo traguardo: a perdere la mia storia, a confonderla nel pulviscolo delle storie, a liberarmene. Quello che rimane di me è solo l’ostinazione maniaca a completare, a chiudere, a far tornare i conti.’ Italo Calvino – Il castello dei destini incrociati | 14:15 | commenti (8) aprile 16 2005 memorie del mondo presente E me ne son scappata al mare. A casa. ho messo un paio di jeans e tre libri nello zaino leggero. ho chiuso la cerniera e la porta senza nessuno sguardo indietro. Come al solito. Il treno punta a sud. E i miei pensieri si appuntano su un passaggio a livello abbassato davanti alla mia corsa. Inclino la testa verso il basso e penso a mio padre che mi aspetta. Lo chiamo per dirgli che il treno è in orario e che non ci son problemi. Preso dalle domande innescate dal mio ‘ehy pà’…si dimentica che è il mio compleanno. Mia madre coglie al volo la linea che sta per cadere e mi lancia il suo augurio smorzato dall’ombra della galleria che avanza. Rialzo lo sguardo e sono qui. Ed è già oggi Azzurro in cielo e sotto i piedi. | 14:18 | commenti (7) aprile 15 2005 ...33... | 05:46 | commenti (14) aprile 14 2005 (...) | 16:31 | commenti (2) aprile 12 2005 ... | 22:55 | commenti (11) aprile 10 2005
…mentre con un gesto consumato chiudo ad anello la mia sciarpa rossa. Rosse le mie guance e il mio destino. Mi avvolgo tra le mani una collana di pensieri strani e un po’ sbandati. Le voci ..giù in cucina …di un parlare stretto da madre a figlia. Attraversavo le loro parole correndo verso la porta Infilo la giacca scura e cerco le chiavi della macchina… riders on the storm | 22:18 | commenti (9) aprile 7 2005 ....dedicata Tempo verrà Siediti. È festa: la tua vita è in tavola
Derek Walcott - Mappa del nuovo mondo
| 15:19 | commenti (11) aprile 6 2005
…e in mezzo a tutta questa roba, chi? Chi seduto al centro? L’uomo! Ecco chi c’è, l’uomo! Ma poi viene il giorno, viene sempre il giorno delle lacrime e della pazzia. Ora, mi pare di aver già detto che c’era un guasto nel mio cuore, una voce che mi parlava dentro e diceva ‘voglio, voglio, voglio!’ succedeva tutte le sere, e quando io vercavo di soffocarla, diventava più forte. Diceva solo quella cosa, ‘voglio, voglio, voglio!’. Ed io chiedevo: ‘ma cosa vuoi?’ Ma non mi diceva altro, mai. Non diceva altro che ‘voglio, voglio, voglio!’ A volte questa voce la trattavo come un bambino a cui si offre una caramella, o una filastrocca. La facevo camminare. La facevo trotterellare. Le leggevo una poesia, gliela cantavo. Niente. …
saul bellow – l’uomo della pioggia | 08:08 | commenti (9) ...
foto di costantine manos aprile 5 2005
...in questo momento esatto. il sole a taglio dalla finestra aperta. di là già vociare che mi aspetta...prima di immergermi di nuovo tra numeri e parole...
Non sto pensando a niente, Fernando Pessoa | 15:14 | commenti (10) aprile 3 2005 dell'amicizia e altri demoni... Un’onda..e poi un’altra. E ancora. piccole e basse…
qualche ora prima..a tavola.. mentre gioco con il pane ed i bicchieri.. Sento il tuo sguardo…che cerca l’aggancio che invece io nego… così…solo per godermi il momento di attenzione.… io continuo a spezzare pane e a osservare la tovaglia…il cameriere…e i tavolini al sole dall’altro lato della piazza. Scorro su un nastro di fotogrammi indifferenti…
poi mi dici ‘ti voglio bene’…
non ti dico nulla e non prendo la tua mano che aspetta ferma accanto alle posate. Ti sorrido. E tu sai esattamente cosa quel sorriso dice. Sai che è una carezza ed un abbraccio. ‘hai il viso stanco’ E mi nascondo dietro il mio solito ‘si..tanto lavoro’
Un paio di notti prima… Tra un sogno ed un altro ti sei infilato con lo squillo del telefono ‘ehy…’ ‘ehy…tutto bene?’ ‘ci vediamo a metà strada?...ho voglia di parlarti’
E come al solito con te ..metà diventa metafisica..e siamo sempre 65 contro 35 (ed è inutile che dici che forse la tua follia ha qualche grado in più..che per tua ammissione..io lo son di più e vado più veloce)
E così..eccoci qui a guardare le onde… Il mio pensiero…scivola sopra.. E tu non gli stai dietro…e son tre o quattro volte che mi chiedi ‘a cosa pensi?’
Poi un‘onda si avvolge strana e non fa rumore e tu inizi a smozzicar frasi e sensazioni che non sai mettere in fila Cerchi il mio ‘ascolto’…ma io ..che ho perso con l’inverno la patina morbida e ho messo invece l’abito verde della mia mente ‘perspicace’…ti rispondo con quelle che poi definirai..’lame taglienti’ di razionalità… ‘non esser così razionale..chè io non so che cosa voglio’ ‘ma io neanche…so però cosa non voglio. e questo è il mio vantaggio inquieto’
‘ma secondo te…’ …e ti vedo cercare di smussare le tue spigolosità acute mentre io passeggio con un gelato nocciola e cioccolato… E non sono preoccupata…chè tu non sei un amico fragile. E questo esercizio di parlare…ti serve a dar dimensione giusta a quello che nella tua testa sembrano demoni invincibili.
‘ma secondo te…se faccio così…troverò pace?’ ‘no. Impossibile.’ ‘cazzo!...devi essere sempre così sincera?’ ‘non sarei qui. Altrimenti’… ‘vero’ e mentre sorrido. mordicchiandomi il labbro penso che ti voglio bene anche io...
| 18:57 | commenti (10) aprile 2 2005 oggi...
foto di franco fontana | 10:17 | commenti (2) aprile 1 2005 ed eccomi qui a cercare di tirare il filo di questa giornata. ma temo che se tiro troppo…si potrebbe sciogliere la trama e l’ordito finire in chissà quale disegno ardito e fantasioso.
…o forse peggio..potrebbe sciogliersi quel nodo gordiano che tiene la mia vita insieme ..che tiene insieme tutti questi frammenti colorati e, a volte, opachi.
o perbaccolina che giornate… suggellate sempre a mezza sera da una telefonata..quasi fosse un’apertura di telegiornale….stesso orario stessa sigla… … ‘novità?’ chiede mio padre… e io…sempre… ‘nessuna’…che non è certo quel che mi è successo nella giornata la ‘novità’ che lui vuol sentire… …poi tra un ‘e hai sentito di…’ e una battuta sul governo avviene il passaggio di consegne…e la chiusura della trasmissione è affidata alla voce dolce di mia madre…che mi conosce forse meglio…e chiude senza domande ma con un arrivederci da frontiera ‘stai attenta!’…così..in modo generico e omnicomprensivo e io mi sento come al primo passo del sentiero… e quanto adoro questa sensazione…che chiude e apre il resto del mio giorno | 22:32 | commenti (2) ...a chiusura della 'relazione sulla gestione'...
foto di doisneau | 15:04 | commenti (1) |