la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



marzo 31 2005

frammenti

Era un giorno di un tempo che scorreva lento come l’acqua del fiume sotto le mie gambe.

Sul parapetto del lungarno…mangiavo il primo sole.

Tra i denti la smorfia di vittoria di una laurea strappata troppo in fretta

…e brandelli di una vita che non avrei mai più ricucito e che lasciavo lì

…tra le ruote di una bicicletta azzurra e una catena rossa

 

Oggi…è un giorno di un tempo che non esiste più.

Scomparse le ore e i giorni…

è un fluire che non ammette soluzioni. Non ammette soste…se non quelle che il cuore prende tra un battito e poi  un altro.

  

A questo pensavo..stamattina…alla finestra…e respiravo quest’odore calmo di primavera.

  

‘ho fame’ ho pensato prima di attraversare il vialetto

‘traversare la strada per scappare di casa’

  

Mi son morsa il labbro e guardato le finestre aperte…poi un po’ più su…nel cielo ho incastrato un pensiero e aperto il cancello.

E dischiuso un sorrisobellobello...

tra le linee sotto gli occhi...tutto il tempo tracciato e nel nero dei miei occhi la meraviglia del presente.

 

| 08:03 | commenti (8)

marzo 29 2005

impasse e non sense

non ho nulla da scrivere…eppure ne ho voglia...

diciamo che sono all’impasse…'classica'. quella che travolge e lascia orfani di parole e naufraghi di idee.

e diciamo anche che stando così come sto… ‘stinnicchiata’ sul divano. bellabella in silenzio attonito.

né musica né parole ad inceppare i miei pensieri…

bhe..diciamo che… si!.. sto proprio benbenino.

la sonnolenza giusta e… tra il palato e gli incisivi ...ancora sapor di cioccolata…

le piccole delusioni dei rapporti disumani… già lasciati andar nella  corrente del tempo e dell’oblio

si..così…me ne sto tranquillamente ad ascoltar silenzio…

e come son brava ad inseguir bugie ..mentre la centrifuga arrotola anche i miei pensieri.

come fili in un nodo..senza cappio e senza appiglio.

perché non è al silenzio che io tendo…ma alle  parole.

mi dirai che ne ho un cesto pieno…di parole scritte ed archiviate. che ogni volta che voglio le posso andare a riprendere dallo scaffale nero e dalle etichette viola e blu…della mia strana libreria.

ma…lasciamo che il vento soffi sulle foglie morte…e la polvere si incastri trai pensieri scuri.

mentre poggio il piede a terra…un attimo prima che l’aria si fermi.

sollevo gli occhi e ti sorrido.

poi...scappo via.

Non volli.
Non volli dirti nulla.
Vidi nei tuoi occhi
due alberelli folli.
Di brezza, di riso e d'oro.
Oscillavano.
Non volli.
Non volli dirti nulla

f. garcia lorca

| 22:55 | commenti (10)

...più forteeeee

foto di horvat

| 11:28 | commenti (6)

marzo 28 2005

del mio umorebluprofondo

…e mentre il mio sguardo percorre le coste strette della giacca di velluto blu di mio padre.

Lui. Prima un piede poi l’altro. Sale orgogliosamente da solo le scale della mia casa.

 

Rimango sul pianerottolo e lo vedo salire. Lentamente. Mia madre in cima attenta ad ogni respiro e sospiro.

Mio fratello ancora più su.

 

Abbasso lo sguardo. E una goccia di mare si stacca dai miei pensieri…

Scivola sui miei dubbi e si infrange sullo squillo del telefono che irrompe dalla mia tasca.

‘hey…’

…grazie.

| 18:28 | commenti

...Ma il bosco era scuro l'erba già verde
lì venne Sally con un tamburello
...

f. de andrè

| 09:13 | commenti (2)

marzo 27 2005

...

;-)

foto di lartigue

| 12:01 | commenti (4)

marzo 25 2005

 

| 22:24 | commenti (3)

...delirio 'logico'...

ieri …notte

 

interno notte.

onda  di battiti e parole che si infrange sulle lame sottili della mia logica senza repliche.

no.no. no. e poi no!

 

alla nuca il morso di un giorno che non ammette distrazioni.

 

esterno notte.

la strada

e iniziamo a camminare.

un passo dopo l’altro.

ogni sampietrino un pensiero schiacciato e lasciato indietro.

 

ogni parola. e ogni silenzio. la voglia solo di andare avanti.

 

odore di candele e di polvere. di chiuso.

un prete sulle scale che illumina la notte con candele spezzate che avevano una preghiera. un desiderio a consumarle.

 

e ancora … passo dopo passo.

 

lo sguardo che si aggancia alle fiaccole accesse dell’ara coeli.

si. saliamo anche noi le scale verso il cielo.

 

un gradino dopo l’altro.

respiro tagliato e ritmato

il battito e il respiro.

i pensieri che si allineano.

 

e ancora. roma. come uno sguardo di profilo.

 

e tutti i miei pensieri. le cose da fare. e da non fare.

i miei occhi neri.

le mie mani vuote.

si annidano sotto l’ala azzurra dell’angelo di filippo lippi.

sotto il cielo stellato di s. maria sopra minerva.

| 11:54 | commenti (4)

marzo 23 2005

...ce la posso fare..ce la posso fare

;-))

foto di doisneau

| 13:30 | commenti (12)

marzo 20 2005

;-)

foto di economopoulos

| 21:34 | commenti (7)

marzo 19 2005

la febbre è una strana medicina - tra delirio e realtà

e mi inchiodi al muro della cucina dicendo ‘no..non è influenza. guardati…non hai nulla di ‘influenzale. tranne le occhiaie. secondo me è il corpo che si ribella. che reclama attenzione e attenzioni. che reclama una sosta.’

io ti guardo dal basso. i piedi sollevati sulla sedia. da dietro i miei capelli scomposti

 

sarà…

so solo che martedì era ancora inverno e domani quando uscirò da casa è già primavera…che l’equinozio è ormai maturo e il frutto del giorno potrà cadere di nuovo tra le mie mani…

so che la mia tristezza vespertina…che mi riempie gli occhi di mare…dovrà tardare sempre più..e che alla fine la sabbia sarà asciutta al primo tocco dell’aurora.

 

ma so che hai ragione. perché…

perché… in fondo è ancora inverno…e io sto guidando nella notte. non c’è nessuno oltre il ghiaccio. fuori e dentro.

-8. segna la lucetta rossa che dovrebbe suggerirmi di rallentare.

guardo le lancette…forse è il caso che riposi ancora un quartodora. metto la freccia e mi accosto.

lascio il motore acceso e la musica che scorre…ogni nota. ogni maledetta nota è un tuo bacio o un tuo sorriso.

slaccio la cintura di sicurezza e poggio la testa contro il finestrino…dormo un po’…solo un po’.

fuori neve. e ghiaccio.

penso. sono nel bel mezzo dell’appennino…

e la mia fronte vibra al passaggio di quel tir tedesco che è da quando son partita che ‘giochiamo’…io lo sorpasso…poi lui ripassa avanti quando io mi fermo a riposare …poi io lo raggiungo e lo sorpasso un’altra volta.

colpo di clacson…quando passo io e rispettoso silenzio…quando passa lui.

 

è notte. nerapiùdelnero.

in punta di piedi ti ho dato il bacio della buonanotte. e tu mi hai detto ‘ciao’

poi mentre  salivi in auto..io ti ho girato le spalle e corso verso il mio sportello aperto.

non mi sono voltata.

non mi sono più voltata.

una vibrazione più forte mi sveglia. son passati solo dieci minuti…mi dico..ancora..ancora un po’.

 

è notte. nerapiùdelnero.

mi dico che son forte. che non c’è da aver paura.

la neve ai bordi è alta…e la luce gialla degli svincoli mostra un mondo senza spigoli e colori.

sono forte. non c’è da aver paura.

 

e mentre il giorno sale…la neve diminuisce e le colline si distendono…

aumentano le case…le strade si affollano e infine si restringono davanti al mio portone.

infilo la chiave e apro finalmente sul mio cuore ‘si. ho paura!’

| 22:12 | commenti (4)

marzo 18 2005

è il vento che adesso avvolge un mulinello di miei pensieri…sotto la pergola. davanti al mare.

nella mia assenza è caduta e si è sciolta la neve

le foglie accartocciate e riarse di rosso sono state tutte spazzate e bruciate…lì in fondo. nell’angolo acuto protetto dal vento.

con la coda dell’occhio posso vedere anche i pioppi piegati che accompagnano il fiume.

ma io non ci sono.

 

ed oggi è una di quelle mattine di marzo, che lo so. è un trionfo di giallo e d’azzurro.

che sorrido al risveglio mentre il raggio di luce si insinua tra le imposte e mi viene a punzecchiare sotto le coperte.

 

ma io non ci sono

 

c’è mio padre.

il mento proteso in avanti, gli occhi e le labbra socchiusi. come per respirare e mangiare quei colori che solo la memoria…solo la memoria…

 

ha il telefono in mano.

 

…patrizia apre la porta che dà sulla pergola..verso di lui..e con un accento forte di sud ‘professò…avete bbisoòogno? vi devo fare un numero?’

mio padre non si volta…rimane fermo a fissare il sole. sorride e risponde…’nono..grazie’ e sottovoce dice

‘il cielo è un confine breve 

 e la memoria una compagna triste e felice”

‘ch’avete ditto? professò’

‘nulla. ho detto…che non mi serve niente. grazie’

 

 

lei richiude la porta e ritorna in cucina…si sente rumore di acqua che scorre.

 

mio padre porta il telefono al viso.  racchiuso tra le mani come una conchiglia. e passando le dita leggere sulla tastiera inizia a contare…’uno..due..tre..’

trova lo zero e poi il sei…e poi gli altri numeri che lo portano a me.

la linea è libera e lo so. già sorride.

‘pronto?’

‘come stai?’

‘meglio, pà…meglio’

 

‘…tutto ciò che piovve

trovò strane vie…

dalla mia casa

sul mare

pronuncio

nuovi discorsi,

ma tu invano

in una conchiglia

cercheresti il mio cuore.'

| 19:00 | commenti (9)

...e proviamo a riposare un pò...

ho tanti sogni da 'spettinare'...

...dreaming my dreams...

dreaming my dreams

foto di willy ronis

| 14:05 | commenti (3)

marzo 17 2005

della serie la mia soglia di dolore fisico è bassabassissima.

e quella di coccole è inversamente proporzionale...

per quanto vada indietro con la memoria…non ricordo di esser mai stata così male.

anzi…se proprioproprio devo esser precisa non avevo la febbrealta dal 1997…e una febbre che mi costringesse a letto per più di 24 ore...bhe allora devo andare indietro almeno di un’altra decina d’anni. se non di più.

oh my god!!!! sto diventando troooopppo grande...

 

quindi…se devo pensare al termometro in zona gialla…mi devo ricordare bambina o adolescente…quando la febbre era sempre foriera di qualche coccola. e di tempo per leggere senza dover necessariamente fare i compiti.

 

ecco vedo proprio il mio letto con la luce calda che arriva dal balcone. il mare in fondo.

la casa in silenzio e io con un paio di cuscini dietro la schiena. stesa e intenta. a leggere.

poi…quando il sole era ormai altoalto…

il rumore della macchina lungo la strada di ghiaia. l’abbaiare dei cani.

mia madre che sale veloce le scale. sento il rumore della carta del pane che poggia sul tavolo bianco.

e poi la sento salire veloceveloce… il fruscio della gonna e il ritmo dei tacchi. per arrivare da me. che già protendo la fronte per il bacio del ‘fammi vedere se hai ancora la febbre’

 

e poi il pomeriggio…con mamma seduta vicino al mio letto. entrambe intente a leggere.

o lei con il fascio di compiti in classe e la matitona rossaeblu che le ho sempre invidiato.

 

e il mondo che scorre in sottofondo.

 

ecco. per me …’febbre’…è sempre stato questo.

 

adesso…invece che son due giorni che sono stesa al buio. con una lama nella testa. il telefono che squilla…per lavoro e per preoccupazione

e che il mio livello di ‘coccolosità’ è quasi da crisi ipoglicemica

‘febbre’…non è più poi così piacevole.

vabbè. passerà…

;-))

| 11:54 | commenti (9)

marzo 16 2005

Nel buio umido della mia fronte. Calda.

Mi chiedo sottovoce ‘come stai?’

Mi rispondo con una smorfia.

 

ricontrollo il termometro…e penso…e se le mie rotelline si fondono?

 

In compenso prendo coscienza di ogni parte del mio corpo. Mi fa male tutto. Anche la pelle.

 

Adesso ritorno al buio.

 

| 14:10 | commenti (4)

marzo 15 2005

ci sono giorni che ti rendi conto dell'importanza dei piccoli gesti.

di quelli semplici. semplici. che però ti danno l'idea del 'potere'...

del 'potere' che hai nelle mani.

sono quei gesti semplici come premere un tasto.

proprio quello.  quello che proprio tutto il giorno avevi detto 'guai a chi tocca quel comando'

che alle 18.45 di sera...quando oramai hai quasi toccato le 11 ore in ufficio saltando anche il pranzo...

proprio quel tasto vai a premere. quel tasto che annulla. in un battito d'ali. tutto il lavoro.

si. l'importanza dei piccoli gesti!

| 18:48 | commenti (4)

marzo 14 2005

della serie...'si...pronti a tutto!'

;-)

foto di g. rodger

| 08:00 | commenti (4)

marzo 13 2005

succede...

 Quando l'aereo ebbe completato l'atterraggio, la scritta "Vietato fumare" si spense e dagli altoparlanti sul soffitto cominciò a diffondersi a basso volume una musica di sottofondo. Era Norwegian Wood dei Beatles in una annacquata versione orchestrale. E come sempre mi bastò riconoscerne la melodia per sentirmi turbato. Anzi, questa volta ne fui agitato e sconvolto come non mi era mai accaduto.

Nel tentativo di calmarmi, mi piegai coprendomi la faccia con le mani e restai assolutamente immobile. Dopo qualche istante la hostess tedesca si avvicinò e mi chiese in inglese se mi sentissi male.

Non è nulla, risposi, solo un giramento di testa.

"Davvero non posso fare niente per lei?"

"Davvero, non è nulla. Grazie," dissi.

La hostess mi sorrise e si allontanò. La musica di sottofondo era adesso un pezzo di Billy Joel. Sollevai il viso, e mentre guardavo le nuvole scure sospese sopra il Mare del Nord, la mia mente andò a tutte le cose che avevo perduto nel corso della vita. Il tempo passato, le persone morte o mai più riviste, le emozioni che non possono rivivere.

Fino a quando l'aereo non si fu completamente arrestato e i passeggeri non si slacciarono le cinture e cominciarono a prendere borse e soprabiti dai portabagagli, rimasi tutto il tempo in quel prato. Assaporavo il profumo dell'erba, sentivo il vento sulla pelle e i gridi degli uccelli. Era l'autunno del 1969, e di lì a poco avrei compiuto vent'anni.

La hostess di prima tornò, si sedette nel posto accanto al mio e mi chiese: "Tutto bene?".

"Sto bene adesso, grazie. All'improvviso mi era venuta un po' di malinconia," dissi sorridendo. "Tutto qui."

"Capisco. Succede anche a me qualche volta," rispose lei.

Scosse un po' la testa, si alzò e con un sorriso molto carino mi disse:

"Le auguro buon viaggio. Auf Wiedersehen".

"Auf Wiedersehen," dissi io.

h. murakami - tokio blues

| 23:45 | commenti (2)

...e non c'è niente da capire

Per quello sguardo agganciato al mio. Mentre correvo.

Il ritmo della sua vita sgorgava da fonti divese che le nostre…

Questa forza allegra precisa e dolce che… ci inquietava.

da 'le conseguenze dell'amore' - di p. sorrentino.

 e non c'è niente da capire.

 e non c'è niente da capire.

progetti per il futuro...

| 15:13 | commenti (1)

marzo 12 2005

foto di andrè kertesz

| 21:15 | commenti (1)

marzo 11 2005

…arrivo alla fine di certi giorni che non so più che giorno. che mese…sia.

Stasera. Lo ammetto. Son stanca.

 

Ma oggi…

Davanti ad un piatto orlato di blu semplicità. Sapori di mare e sole in faccia.

Dalla parte ‘sbagliata’ del mare…sull’adriatico.

colazione di lavoro.

…ad un certo punto ho dovuto trattenere una risata di mercurio che poteva scivolare e non più controllarsi.

…al tavolo io. e quattro maschi d’azienda.

la tarda mattinata già trascorsa su tecnicismi e sventagliate di massimi sistemi…semplicemente per stabilire da subito il rapporto di forze.

(se ho un buon ‘antagonista’…è un gioco che adoro…anche se mi si arrossano le guance)

 

Insomma…a tavola…si copre  il lavoro con la tovaglia e si inizia a parlare con le spalle rilassate…e i gomiti larghi…

Guardo le loro mani. Tutte segnate da un filo d’oro. E sorrido.

 

Mentre porto la conversazione su sentieri bislacchi…mi accorgo che hanno l’età di mezzo in cui da giovani uomini si diventa adulti.

E non per l’età…chè son tutti più grandi di me.

vedo lo sguardo di chi ha un pensiero di nome ‘futura’..

 

e così…con la nonchalance di chi scarta un asso…chiedo a paolo

…che è da stamattina che mi accompagna

 ‘non vuoi che guidi io?’

…e le mie labbra si incurvano in un

‘assolutamente…no!’

insomma gli chiedo se i suoi figli…

e si scatena così..un tiro incrociato dai quattro cantoni…sopra la mia riccia testa …di figli e preoccupazioni. Di aneddotica familiare e ‘tesori di papà’…che mi divertono un mondo e che sostengo con piccole frasi.

 

Ad un certo punto. Però. Mentre sto per inforcare l’ultimo gamberetto. Mi ‘estraneo’

Vedo il nostro tavolo…e dall’alto osservo la scena.

Quattro uomini quattro intorno a me. Che parlan di figli. E mi vien da ridere.

E risento mio padre ‘che palle..nononono..con le amiche di tua madre non ci vengo a pranzo. Sempre  a parlar di figli’

 

E la mia risata impertinente si ferma tra gli incisivi…inghiotto e inclino leggermente la testa.

e son contenta.

va bene. va bene così.

| 22:15 | commenti (5)

...bellobellissimo!

inquieto. grottesco. doloroso. fantastico.

'è la velocità che conta'

'no. è la sensazione!'

...e una serie di tunnel da attraversare. con paura. e speranza.

| 01:56 | commenti (9)

marzo 10 2005

...

...

foto di gina florio

| 15:52 | commenti (3)

marzo 9 2005

..oggi è nuvolo.

…nelle vene azzurre dei polsi due gocce di malinconia…segnano il battito e si appuntano al petto.

Sollevo lo guardo nero.

E i capelli rincorrono il vento.

 

nelle mie mani … sabbia di occhi perduti.

Scegliersi

che in fondo è un po' anche riconoscersi

tutti quei no

ma sarai mia

è una mia fantasia

che poi mi fa da spia

e porta un poco a sporgersi

però riuscire pure a reggersi

tutti quei no che sono si

la solita mania

di fare casa mia

negli occhi dove perdermi

io voglio ancora perdermi

e dimentico di me

le cose che ho avuto dalla vita

prima di perdersi

per poi riuscire a ricongiungersi

facendo finta che ci sia

la voglia di andar via

(...)

la solita mania di fare casa mia

negli occhi dove perdermi

io voglio ancora perdermi

e dimentico di me

le cose che ho avuto dalla vita

prima di te

"prima di te"  

(F. Bentivoglio-M. Tronco-G. Servillo)

L'amico di Cordoba:  Servillo - Girotto - Mangalavite

| 16:34 | commenti (6)

...

foto di henry cartier-bresson

| 10:09 | commenti (2)

marzo 8 2005

del migliore dei 'traffici' possibili...

Una mano sul volante. Quasi abbandonata e l’altra sulle labbra…il palmo verso l’esterno.

Il mio sguardo attento al rosso …e  perso. Perso oltre ogni qui e ora.

Perso proprio in quella ‘ninna nanna del gra’ nella quale mi trovo.

 

‘da un’ora sto in auto  che guardo..come un guardarail….

la radio trasmette incerta la pubblicità

Un mondo coperto di auto..mio caro bambino ne avrai pietà….

Che sonno di primo mattino…lavoro abbastanza e tu che ne sai.

Da un’ora sto in auto che penso..non fare dei guai.

 A volte il mio cuore rimbalza nel petto a dispetto del tempo e l’età…

Un mondo coperto di auto…’

 

Poi dal rosso degli stop addormentati … passo al rosso di un cuore che …che…bhe..lasciamo stare…il cuore rosso di storace che io però visualizzo con le sette spade (ma questa ..è una visione …da traffico)…insomma mi annichilisco su uno di quei manifesti con la scritta ‘io non torno indietro’..o qualcosa di simile…

 

E così. Ferma in ‘un mondo coperto di auto’…i messaggi di ‘io non torno indietro’ (versione postrevisionista del più celebre ‘noi tireremo diritto’) penso ai miei libri. Ai miei numeri. E al senso osceno di questo spreco. Di questo ‘migliore dei mondi possibili’.

e penso anche. non so perchè...di traverso a 'shark tale' per il quale ho riso. ieri sera. e al senso comunque di ribrezzo. spontaneo. che ho avuto vedendo la pubblicità della cocacola under the sea...

ma forse è solo una mattina 'ostile'...

 

A colonizzare l’intero pianeta non siamo spinti solo da nostri interessi, crediamo davvero, crediamo sul serio, questo è il vizio oscuro dell’Occidente, di avere ‘il migliore dei modelli possibili’. E quindi avanziamo ilari, con la verità in tasca e il sole in fronte, senza incertezze, senza esitazioni, senza sospetti, senza repiscenze. E Quando qualcuno , qui in Occidente, osa avanzare dei dubbi sulla bontà del modello, quasi subito si alza un cretino che con gli occhi iniettati di sangue illuminista urla ‘Ma indietro non si torna!’ bravo! La tragedia è proprio questa. Idiota. Avanziamo trasportati da un meccanismo che va per conto suo, per forza autonoma, che è sfuggito, da molto tempo, anche al controllo degli epigoni degli apprendisti stregoni che lo concepirono. Docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia, ci lasciamo trasportare dalla corrente, ci facciamo portare al macello senza reagire. Senza fare opposizione. Perché manca un pensiero che pensi la modernità.

Massimo Fini . il vizio oscuro dell’Occidente.

| 22:53 | commenti (2)

marzo 7 2005

 ...

...

foto di kertesz

| 15:01 | commenti (5)

marzo 6 2005

Ben poco io dico di tante sciagure.

Quello che sento è un abisso di mali,

motivo d’onta e di lamenti acuti.

 

Eschilo, Persiani

 

| 20:16 | commenti (5)

marzo 5 2005

 ...

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza

f. de andrè

| 14:14 | commenti (2)

marzo 4 2005

..di numeri e ciliegie..e ovviamente..di nonsense

…e mentre guardavo le linee che segnavano sentieri nel palmo aperto della mia mano.

Vedevo scorrere un pensiero che rotolava. Inciampava e riprendeva verso un infinito…

 

‘hey pà…ma cosa è l’amore?’

‘non ti sembra di pretendere troppo dal tuo onnisceeeente padre?’…

..faccetta di traverso…ed espressione seria

‘no. Non credo…dimmi pà. Cosa è l’amore?’

‘un sorriso di ciliegie’

Ed io persuasa..’si ..giusto. mamma ha proprio quel sorriso…’

 

Anni dopo.

Anni di porte in faccia e di urla. E di silenzi stretti. Accartocciate braccia e gambe a evitare gli spigoli del mondo

A vederlo quel sorriso tramutarsi in un taglio sottile.

A non capire dove fosse finito il rosso.

 

dopo di te il rosso non è più rosso, l'azzurro del cielo non è più azzurro,

gli alberi non sono più verdi.

dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi

dopo di te rimpiango persino il dolore

...'la finestra di fronte'

 

‘hey pà…quante volte si dice ‘amore’?’

‘Non si ‘dice’…si ‘sente’

…assentendo…’giusto…’

‘E quante volte si ‘sente’?’

…’una volta. E tutta la vita è …’una volta…ancora’’

 

‘e si possono amare persone diverse in modi diversi?’

‘è ovvio…’

‘e nello stesso momento?’

‘non è una torta da spartire. Non è un terreno da recintare. non è una guerra di conquista. e ...soprattutto... non è una pagina di calendario'

 

‘mmm…troppo complicato. e la storia della mezza mela…dell’altra metà del cielo…del dispari che diventa pari?’

‘tu. Come ti senti?’

‘dispari. Essenzialmente. Assolutamente. Direi quasi un numero primo’

‘bene. ricordatelo... i numeri primi non sono divisibili. non si possono spezzare'

‘giusto!!!’

'ah...dimenticavo...'

'dimmi pà'

'accade!'

 

Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

 

f. garcia lorca

 

| 19:10 | commenti (3)

 

foto di m. sokolsky

| 00:33 | commenti (3)

marzo 3 2005

…il tuo profilo che delinea il mio orizzonte e le mie gambe che ondeggiano nel vuoto.

Le sagome degli altri sparsi tra gomene e delfiniera.

come giocattoli caduti da un cesto rovesciato e abbandonato.

Li guardo dall’alto. la mia postazione di vedetta.

Tu. Accanto. Mi parli.

Ed è l’unica vibrazione che sento..mentre la vela piena ci porta verso terra.

 

ti ascolto.

 

socchiudo gli occhi e respiro sale.

 

| 20:11 | commenti (3)

marzo 2 2005

 lo sai...

When you're down and troubled and you need a helping hand
and nothing, whoa, nothing is going right.
Close your eyes and think of me and soon I will be there
to brighten up even your darkest nights.

You just call out my name, and you know where ever I am
I'll come running to see you again.
Winter, spring, summer, or fall, all you have to do is call and I'll be there, yeah, yeah,
you've got a friend.

james taylor

| 07:55 | commenti (5)

marzo 1 2005

...tempo...spazio...

foto di m. frank

| 12:12 | commenti (4)