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gennaio 31 2005 della serie...io ballo da sola!!!! ..lunedì mattina…la sveglia è il secondo pensiero…il primo è una voce sottovoce…il terzo…man mano che le nebbie si diradano…è..è…è..oddio incubo o realtà? una minigonna nera di pelle…senza punto vita…quando si dice..tubolare… capelli rossi e vaporosi…che si avvicina al tavolo mio e di sol e chiede..ma voi non ballate? io rabbrividisco...sol..ma dove mi hai portato? Io con le mie scarpette da tennis basse basse…incrociate le gambe ad ostentar chiusura…’nonononono’ e in mente quella canzone che da bambina mamma mi cantava ridendo…‘grazieee..non ballo il tango col caschèeee..perciò……grazie prego scusi tornerò…tzun tzun tzun…’ E sol ’..no..sai..siam venute solo per guardare..sai..solo per guardare'..e nel mentre agita le mani..a dire nononononon E si..eravamo andate per guardare la ‘milonga’ romana della domenica sera ..e siamo state invece osservate..quali nuove figure mitologiche..metàsedia e metàcorpo…in un ecositema la cui età media era il doppio esatto della mia!!
…e il maestro di tango…ah..il maestro di tango…uno si aspetta ..non dico joachim cortez..ma almeno qualcosa di vagamente sensualmente…bhe..a noi era capitata la versione con sbattito di ciglia a velocità extra e sorriso stile diego della palma…e voce bassa e impostata..’su..provate…su..facciamo due passi’ ..e sol ‘no grazie..ma una milonga più giovanile?’..e a lui si gela il sorriso…si. si gela..che non può sparire..tanto sono stirati i muscoli..in una paresi stile joker…
insomma..tra pantaloni anni settanta e camicie a quadri…tra capelli impomatati (eh si secondo me..era brillantina linetti…originale…)..i miei occhi si concentrano sulle scarpe dal tacco alto e dai colori…sgargianti (e sgargianti è riduttivo...). …le osservo. Poi guardo sol e dico ‘non ci riuscirai mai. Non ci riuscirai mai a farmi indossare quelle cose…’ …lei sorride..chè già sta pensando al modo per incastrarmi e poi come folgorata da una luce mi dice ‘ermy! Ma quella ti ha sorriso!’…ed io ‘quella o quello?...’ cercando lo sguardo dell’unico maschio under50 di una certa prestanza…’quella!...’ ed io…’e ti pareva che non facevo conquiste …sbagliate..stasera…’ …e sol ‘io però sai..non me lo so proprio spiegare…ogni volta che andiamo da qualche parte tu attrai sempre il personaggio più strano della serata..e questa estate era ‘marianna’..che a ‘la palma’ ti si è piantata addosso per avere i cd masterizzati 4x…perché sai è una questione di principio…’ e l’altra sera al ‘cortocircuito’ era ‘carlostanout’ che ha messo la sua testa tra di noi…gridando ma è ‘buonissimo…miii..è buonissimo..ragazze..non credete che sia buonissimo’…quando noi avevamo ancora la forchettina in mano pronte ad assalire il piatto mexicano…e poi t’ha dato pure due bacetti sulla guancia’ io la guardo e dico…’bhe…si effettivamente…ho un certo fascino…’ …e ridendo ce ne siam tornate a casa…
| 13:48 | commenti (5) ...ehm ..ehm...
foto di doisneau | 11:25 | commenti (1) gennaio 30 2005 domenica un alito di musica o di sogno, qualcosa che faccia quasi sentire, qualcosa che non faccia pensare pessoa - il libro dell'inquietudine | 17:01 | commenti (3) gennaio 29 2005 ...certi risvegli...
nicola de maria
| 13:01 | commenti (7) gennaio 28 2005 ... 'e se ti dico che ti voglio bene..tu ..tu...appari?' 'si' .... | 09:42 | commenti (7) gennaio 27 2005 Indubbiamente il mio umore..in questi giorni..è fuori come una tegola…risente del sole e delle nuvole. E non parliamo poi del ghiaccio. Fatto sta che stanotte..mentre fuori silenziosamente nevicava..e mannaggiamannaggia non ero sveglia a guardare con il naso appiccicato ai vetri… Mi arrovellavo invece in incubi ..ancora nitidi…che proprio non si vogliono sciogliere a questo sole…perché c’è il sole?..no. manca. Appunto. Vabbeh… e..così..me ne vo..oggidi..a passo veloce e testa arruffata. Gli occhi lucidi e lo sguardo di una fiera…che cerca di frenar l’istinto. Come gli squali..in ‘finding nemo’..si uguale uguale… ‘cosa abbiamo stasera per cena?’… ..e così..mentre ritornavo in questi uffici…mi chiedevo se non fosse più opportuno..oggidì..invece di esser puntuale alle 14.30 e poi…andare a destra e rigirare a sinistra…rispondere al telefono. Alle email..al bussare alla mia porta… non fosse meglio. Spegnere tutto e scappar via… Oggi no. ma… | 16:22 | commenti (8) ...
foto di erwitt | 07:33 | commenti (1) gennaio 25 2005
…certe sere. Sere come questa. Mentre torno a casa..i miei orari sempre un po’ tirati… La musica mi fa attraversare cancelli che credevo ormai chiusi e dimenticati.Sento allora un fremito leggero. Una voglia blu di parlare …anzi..meglio una voglia blu di essere ascoltata. Senza parlare. Solo che..come si fa?..come si fa?
E allora chiamo mio fratello…e mi piace sentire il rumore della sua casa…delle stoviglie apparecchiate…mentre lui guarda la televisione. Mi piace sentire la sua e altre case che vivono…mentre io ritorno a casa. ..è come un’annotazione…sul mio tempo. Bello. Bello. ‘tutto a posto?’… ‘tutto a posto?’… ed io…‘sisi..nono..nullanulla..solo per sapere come stai..’ ‘bene..e tu?’ ‘bene.ciao’ ‘ciao’
. va bene così..tutto perfettamente a posto. Un sorriso gettato oltre i fari rossi…e l’asfalto bagnato. Un lampo negli occhi e la musica ritorna…alta.
Were at the best place around But some stupid with a flare gun Burned the place to the ground Smoke on the water, fire in the sky Deep purple | 22:08 | commenti (6) 2+2=5 ...Are you such a dreamer? radiohead | 14:35 | commenti (3) gennaio 24 2005 ...bisogna sempre guardare...dietrolaporta...si trovano storie incredibili... grazie a te...folle navigatore di parole
foto di erwitt | 14:35 | commenti (4) ...di certi lunedì...
foto di economopoulos | 13:03 | commenti (1) gennaio 23 2005 ..una delle mie foto preferite... foto di w. ronis | 17:06 | commenti (3) Deliri pomeridiani…di una domenica ‘uggiosa’ attraversata da un filo di rosso… e mi guardo le mani. …ancora macchiate di farina mentre il pane lievita nella cucina. Al caldo. Tra la lingua e il palato il pizzicore freddo dello spicchio d’arancia che reclama attenzione. Ma sono altrove. i telefoni sono in ‘silenzioso’ e il citofono è rotto. La musica aspetta invano il tasto di avvio. La luce è grigia..oggidì. e ripercorro con uno sguardo veloce le pareti bianche di questa stanza Dovrei uscire. Leggere. Veder un film..incontrare qualcuno…telefonare No. non si copre il silenzio. E questo silenzio…è come il pane di là in cucina. Lievita. E ha bisogno di caldo. Non posso farne a meno. e le parole mi girano in testa come dopo una sbornia feroce… ed ecco emergere la notte passata: e camminiamo lungo le strade deserte del ghetto. Una luce e un rumore terribile di una istallazione ‘moderna’ di uno scultore che inititola ‘quella cosa’ “i love you”. Un dolore feroce che si incastra tra la sua sorpresa e il mio stomaco. L’affondare il cucchiaino nella crema catalana a dimostrare ‘manca il biscotto..non c’è il biscotto giù in fondo’ E po tu ‘vaga luna che inargenti’…che ci accompagni tra strade e scorci di questa città ogni istante più bella. E più mia. Senza esser di nessuno. E poi…svegliarsi…non vedere nulla…chè le imposte le ho chiuse per non far filtrare nulla. Alzarsi..sotto l’urgenza di una sensazione che punzecchia … Aprire quel libro e leggere..leggere con gli stessi occhi di quando avevo vent’anni: Noi dobbiamo accogliere la nostra esistenza quanto più ampiamente ci riesca; tutto, anche l'inaudito, deve essere ivi possibile. (…) "Non Ma solo chi e' disposto a tutto, chi non esclude nulla, neanche la cosa piu' enigmatica, vivra' la relazione con un altro come qualcosa di vivente e attingera' sino al fondo la sua propria esistenza." Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta E poi…poi… ‘sono qui’ e il pane lievita… e io sono ferma. E sorrido. E poi quella sensazione…questa sensazione di parlare e scrivere sapendo di muoverti sull’orlo dell’abisso. E non aver paura. Chè questa vità...semplicemente...è. | 16:49 | commenti (3) ..close your eyes, close you eyes breathe the air out of there we are free, we can be wide open for you I open my eyes to the beauty I see We we will pray we we will stay wide open... the cranberries | 03:04 | commenti (6) gennaio 21 2005 ...
foto di boubat | 17:31 | commenti (6) punto e a capo. della serie...la rabbia va sfogata...e la comprensione ha un limite. un punto. appunto. Calma. Calma. Calma Certe mattine sarebbe meglio seguir l’istinto e rimanere a dormire . e non sognare. Sarebbe meglio chiudere tutte le porte e le finestre. Aprire un libro e perdersi lontano. Lontanissimo. E invece..ecco che correndo nell’allegria di un venerdì Ti trovi a dover fare i conti con l’ultima caduta. Proprio mentre le ginocchia sembravano rimarginate. E allora risenti la sua voce mentre dice ’sei stata un punto’ calma. Calma.calma. Lui non è esistito. Lui dice ‘sei stata un punto’ Un punto. Un punto E io li metto in fila questi punti per ognuna delle parole che mi hai detto prima E mi ritrovo in mano una linea…che mi taglia in due. ‘ma troppe volte zero non vuol dire uno’…questo questo devo ricordare. ‘ma troppe volte zero non vuol dire uno’…questo questo devo ricordare. Una linea che taglia Una linea che taglia E sovverte la naturale dipendenza delle parole dalle cose. Vere. Nomina sunt consequentia rerum Nomina sunt consequentia rerum Lui.Sensazione. Lui.Sensazione. Lui prova una sensazione….e Con quel punto cancella il legame che mi tiene attaccata ai miei libri. Alle mie parole, alle mie canzoni. E le parole sono aria. E tutto è sabbia mobile Poi mi rendo conto. Mi rendo conto che questo è troppo. ‘ma troppe volte zero non vuol dire uno’. E non te lo concedo. Non te lo concedo di lesionare il mio sorriso E adesso sono qui Appoggiata alle mie parole. Sempre vere. Sempre solide. E stavolta sono io. qui. a mettere un punto. | 13:18 | commenti (11) gennaio 20 2005 ...sono a casa stamattina... a girare il cucchiaino nel mio the senza zucchero. guardo il gorgo che si forma..e poi scompare...tra il giallo e il verde della tazza... ...sorrido. ho fame. ...e ascolto Mi affascina il mistero delle vite f. guccini | 11:36 | commenti (7) gennaio 19 2005 ...bentornata sol...
foto di m. franck | 09:32 | commenti (5)
…nella notte scura… torno a casa tardi…piena di parole di note e di sapori buoni… ma ho ancora un grumo di pensieri e adrenalina…da comunicare…non so. Non so perché... Forse lo so…vorrei volare…o andar per mare… è tardi… e allora mando un messaggio a te..che lo so che non dormi mai… ‘dormi?’….’no’ (lo sapevooooo…e ti chiamo immantinente…) …mentre la pioggia fuori batte…e io mi incastro tra i piumone e le parole… ti sento smanettar sulla tastiera… e ti chiedo…’ehi…ma secondo te…perché non ho mai pace?’ ed è un boato il tuo eclamare ‘ma perché?..perchè? apache dimmerda…perché non mi dici qual è l’errore?... ed io..serafica: ‘tu grosso uomo bianco..non capire lingua apache’ tu non ridi e incalzi ’mi dice server internal error…hai capito…server internal error..ma non mi dice quale!!!’ ‘bhe in fondo..ti abbiamo fatto la stessa domanda!’ e finalmente ridi…’bella questa…’ ’senti ..ti dispiace se la posto…’ ‘va bene…brutta…’ ‘brutta?!! A me?!!..mi sa che ti si è sconfigurato anche il dizionario dei sinonimi e contrari!!!!’ ;-)) | 01:47 | commenti (3) gennaio 18 2005 Delirio postprandiale …ci sono giorni..come questi. …che attraversi tutti gli stati emozionali… come il battito… nella striscia stretta e rosa dell’elettrocardiogramma. e ti sorpendi di come il cuore..e soprattutto le sinapsi possano reggere a questo tirare verso punti diversi della tua corteccia. Si…strattonata da una parte all’altra… Ed oggi non è un giorno come gli altri… tra poche ore atterra l’aereo di SOL e ...dopo tre mesi finalmente la vedrò fare quelle espressioni uniche mentre dice ‘ermyyyyyyyyyy’…mentre addenta famelica qualcosa… E poi..ci sono i regali trovati sulla scrivania…un nuovo aggeggio telefonico…e un cd…insieme alle aspirine infiocchettate...che se non ci pensa qualcuno...vabbeh…continuerei a starnutire fino a primavera. Poi ci sono folate di vento freddo. Gelido. che si alzano e sollevano ogni cosa. E io neanche me ne rendo conto. Ma tiro via giù tutto…cavalli e cavalieri… con un gesto che sa essere duro e inutile…come colpo di spada. …mulinello di violenza… …e allora inizi a girare intorno ai tuoi metri quadrati …guardando in basso…per capire come fanno quelle listelle sottili di ciliegio a sopportare questo continuo calpestare. E correre. E urlare. E piangere. E ridere. Poi guardi in alto. Cerchi una nuvola…e ricominci a respirare… e...poi bussano alla porta. 'sei pronta?' sorrido e scappo via... sorrido e scappo via... | 14:58 | commenti (4) ...
m. chagall | 07:46 | commenti (3) gennaio 17 2005 dedicato...
L'estate piú calda del secolo. Quattro case sperdute nel grano. I grandi sono tappati in casa. Sei bambini, sulle loro biciclette, si avventurano nella campagna rovente e abbandonata: in mezzo a quel mare di spighe c'è un segreto pauroso, un segreto che cambierà per sempre la vita di uno di loro.
| 11:25 | commenti (2) gennaio 16 2005 -Polissene - (rivolgendosi ad Ermione) Eh, due monelli, amabile regina, shakespeare - racconto d'inverno ...
foto di Nikos Economopoulos | 12:48 | commenti (4) gennaio 14 2005 …rosse…le mie guance al sole blucobalto..la mia sciarpa I jeans e le scarpe da tennis… Gli occhi neri…lanciati oltre finestra… ..mentre i telefoni squillano..i passi sul parquet… e io ondeggio indietro giocando con lo schienale della sedia… adesso chiudo la porta e incrocio le gambe sulla scrivania! | 12:57 | commenti (8) gennaio 13 2005
foto di erwitt | 23:03 | commenti (1) Ancora in differita… roma, 12 gennaio..ora tarda... Rientravo…verso casa…stanotte...passo dopo passo..nel silenzio della città quasi addormentata. La mia casa..giù... in fondo all’ansa di questa strada troppo vuota. Un motorino che mi passa a fianco. Foglie sotto le suole. Polvere e detriti invece oggi…sotto le nostre scarpe…mentre tra un morso al panino bisunto e una domanda asciutta ci aggiravamo incerti… tra le macerie di un mulino in disuso. In perlustrazione curiosa intorno ai nostri nuovi uffici. Ad un certo punto ti ho guardato..e ridendo ho chiesto ‘ti va una passeggiata romantica?’ e tu..perso…dietro ai pilastri diroccati e ai calcinacci e le vetrate infrante…del tuo cuore… con lo sguardo divertito di chi si aspetta di tutto hai detto ‘e dove?’… ‘dai..ti porto sul cavalcavia…’ e così..immersi nello smog di metà gennaio… ognuno dietro le proprie ansie e storie…guardavamo in basso…il traffico come fosse un fiume di metallo e asfalto… ‘niente li avrebbe fermati, perché dopo anni e anni di pericoli e sofferenze avevano una sola certezza: che morire, soffrire, perdere tempo in macchina non è come morire o soffrire a piedi. Come dice la pubblicità, la macchina è libertà. Così liberamente incolonnati si azzuffavano per una bottiglia di minerale, duellavano a colpi di clacson e cacciavite,(…) ‘dai cofani arrostiti e dall’assalto esalava un vapore che cuoceva sensi e senno. Le gomme si squagliavano in poltiglie fumanti, i sedili erano roghi per le schiene piagate. Poi un breve istante di speranza, gli sportelli si chiusero a raffica, uno dopo l’altro, i motori si accesero. La fila si mosse di un metro e sette centimetri. Tutti scattarono a pieno accelleratore, come se in quel metro potessero recuperare ore di viaggio. Ci fu un tamponamento globale e le auto si unirono in una sola lunghissima auto, un mostro con mille volanti, un’anaconda multicolore, uno stronzone cromato di cui non si vedeva né la testa né la coda.(…) mentre si cercava invano il motus primus, l’auto che le bloccava tutte.’ s. benni – spiriti | 09:01 | commenti (7) gennaio 12 2005 foto di costantine manos | 22:13 | commenti (3)
…inquieta. ecco… ecco l’immagine esatta..di me oggi. inquieta come una vela abbandonata al vento…che sbatte…inutilmente. mentre ieri sera..rientravo dall’ufficio. le luci rosse davanti a me…subito superate e dimenticate… chiamavo e annullavo…ogni impegno e decisione… unico obiettivo il silenzio di una casa vuota e senza rete…isolata…in mezzo alla città. ..che assurdità …Non non temere tu non sarai preda dei venti | 13:32 | commenti (3) gennaio 11 2005 ...oggi. al risveglio... ... E quando poi sparì del tutto f. de andrè | 09:40 | commenti (4) gennaio 10 2005 in differita... roma, 09.01.04 …ed eccomi qui. seduta con i capelli bagnati …al tavolobianco della cucina… la luce che filtra dalla finestra di lino traforato.
Il mondo racchiuso in una tazzaarancione … che riflette i miei occhi… Gli spicchi di un’arancia …e sorrido. E scuoto la testa…
Tutto fermo.
tranne…le mie gambe.. che si muovono al ritmo di un vecchio disco di fossati…
‘nell’universo della mia pazzia ho una nuova teoria…per me la gente..voooolaaaaaa’
e sollevo la tazza e l’appoggio alla fronte…come una carezza calda…come un pensiero folle che passa e si incastra.
..e metto la mia faccia più dura perché non veda che ho paura…
e penso …adesso a mio padre… che si porta alla finestra…per sentire il sole…e io non ci sono. A mia madre che si aggira con una sigaretta in mano tra le piante del giardino..inchinandosi davanti a quei rami spezzati e a quelle gemme che il vento ha bruciato…
A mio fratello…che si rigira nel sonno che è ancora troppo presto per qualunque cosa…
e non so…se sono acqua o lacrime a cadere. Ma che importanza ha?
e allora chiudo gli occhi… respiro piano..e… … e di nuovo cambio casa…come cambia l’orizzonte…cambio posto e chiedo scusa…
……………….. è solo un'altra partenza...e un altro arrivo. tutto qui... | 08:49 | commenti (11) gennaio 9 2005 ...
foto di erwitt
| 19:48 | commenti (1) gennaio 8 2005 ...sono fuori dalla rete... la telecom ha prenotato un weekend per ermione da qualche parte...senza preavviso...che cariiiiiiii la telecom ha deciso di sospendere per 48 ore ogni collegamento... ermione ..prende atto. ma prima di chiuder la valigia...infila un biglietto in un internet point clandestino...sfuggito ai controlli... mah! ermione adesso...rimarrà in silenzio...a guardar le stelle. | 18:36 | commenti (2) gennaio 7 2005
in presa diretta: io e papà…stesi al sole come lucertole … la buccia dei mandarini che si spezza sotto le dita. Il vento che smuove i capelli… E i miei pensieri prendono il largo… sempre più lontano… senza orizzonte… e allora stringo il pugno… controllo la fionda nella tasca. ‘va tutto bene…’ ‘dimmelo ancora…’ ‘si. Va tutto bene’ ed è un fragor di metallo e sale le onde alte. Altissime. un colpo di tosse e papà mi riporta a riva ‘fammi ascoltare della musica..’… e io avvio… …’quando men vo’… e papà sorride…si..’il valzer di musetta’ …mentre ondeggia la testa sul pentagramma…steso al sole…
| 11:17 | commenti (9) gennaio 6 2005 dedicato! Ultimo del mese, comincio chiudendo la questione amletica. Terzo e decisivo set. Il servizio a Guildenstern tom stoppard - rosencratz e guildstern sono morti | 13:55 | commenti (5) gennaio 5 2005 (...) C'è un bambino che sale un cancello
f. de andrè | 13:02 | commenti (4) gennaio 4 2005 …è in giorni come questi… nei quali cammini su pietre di tristezza lucida e gli occhi socchiudono le ciglia per rapire il riverbero del sole che gioca sopra il mare è in giorni come questi che… scendi le scale di corsa urlando ‘papà metti la ‘giubba’…che ti porto al mare’ e il suo sorriso cieco che si gira a cercare la voce è già una risposta è in giorni come questi… che pensi che il mondo è un battito E allora ce ne andiamo sulla banchina del porto…fermi…l’acqua che sciaborda e i gabbiani che si tuffano… ‘descrivimi i colori…descrivimi quello che vedi…’ ‘ehy pà…è …è come quando eravamo in barca…’ ‘…si…’ ‘la lenza abbandonata come noi…’ ‘…si…’ ‘e cosa è questo rumore?...non capisco’ ‘sono i gabbiani…pà’ ‘non so dove i gabbiani abbiano il nido…’ …’dove trovino pace..’…io continuo… ‘…si…’ e poi uno spillo nei nostri pensieri… ‘rispondi…è tua madre che ci avvisa che tuo fratello è tornato’ ‘ma pà!...ma non è possibile!...vabbeh che mamma è detta m.de la palisse..ma questo mi sembra troppo!’ ‘susu…rispondi’…e già ride nella luce ‘pronto?’ ‘sono mamma!’…e io strabuzzo gli occhi mentre papà ridesorride ‘volevo dirti che tuo fratello è tornato. Tutto a posto’ io dico un laconico ‘vabbeh’…e chiudo… …lui sorride ancora…annusa iodio e soddisfazione…e dice ‘andiamo…facciamo un giro…arriviamo fino agli scogli’… e allora innesco la prima …e vvviaaaa… nel sole… mentre cantiamo Non! Rien de rien ... Non ! Rien de rien ... ‘io sfioro la vita come essi l’acqua’… cardarelli | 15:52 | commenti (3) ... Così Elisewin scese verso il mare nel modo più dolce del mondo solo la mente di un padre poteva immaginarlo portata dalla corrente, lungo la danza fatta di curve, pause ed esitazioni che il fiume aveva imparato in secoli di viaggi, lui, il grande saggio, l'unico a sapere la strada più bella e dolce e mite per arrivare al mare senza farsi del male. Scesero giù, con quella lentezza decisa al millimetro dalla sapienza materna della natura, infilandosi a poco a poco in un mondo di odori di cose di colori che giorno dopo giorno svelava, lentissimamente, la presenza lontana, e poi sempre più vicina, dell'enorme grembo che li aspettava. Cambiava l'aria, cambiavano le aurore, e i cieli, e le forme delle case, e gli uccelli, e i rumori, e le facce della gente, sulla riva, e le parole della gente, sulle loro bocche. Acqua che scivolava verso l'acqua, corteggiamento delicatissimo, le anse del fiume come una cantilena dell'anima. Un viaggio impercettibile. Nella mente di Elisewin, sensazioni a migliaia, ma leggere come piume in volo. Ancora adesso, nelle terre di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perchè nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare. a. baricco - oceano mare | 12:29 | commenti (4) gennaio 3 2005 ed eccomi qui. sul divanoblu di mia madre. le spalle alla finestra e al mare. la luce che filtra tra i capelli ricci e scomposti e la voce di mio padre che ordina le arance rosse di sicilia… ‘così…se arrivano subitosubito..te le porti a roma…sei con la macchina’… e io abbasso la testa e ridosorrido… e così mi vedo già risalire l’appennino con il mio carico di vitamine rosserosse per la prima colazione. ma c’è tempo…si c’è tempo. ho tutta una settimana gialla e azzurra da attraversare.senza arrivi e partenze da affrontare senza silenzio e senza abisso una settimana davanti al mare…mossa solo dalla ricerca di un raggio di sole da spezzare e spartire con mio padre. ‘è uscito il sole?’ ‘si..pà…’ ‘allora accompagnami …che ci sediamo al sole’ ‘si…pà’ e respiriamo vento e sale. e mentre chiudo gli occhi…assaporo ancora un sorso di via lattea che stanotte è scivolato su quel taglio netto tra le mie labbra…e sorridere mi ha nutrito come latte. | 12:51 | commenti (5) gennaio 2 2005 ...casa...quel senso di pace che solo dopo una corsa...si può assaporare. di nuovo a casa. di nuovo al mare.
foto di lartigue | 18:42 | commenti (5) gennaio 1 2005
Οΰτοι σύνέχθειν, αλλά σύμφιλειν έφυν. sofocle paul klee questo poster…che è poi un ‘particolare’… me lo regalò mio padre non so più quanti anni fa. mio padre annuiva soddisfatto…pensando al mio futuro. facevo il liceo e appesi questo poster sopra il mio letto. lo guardavo...mordicchiavo il labbro . poi riabbassavo gli occhi e mi cercavo σοι δ’ει δοκω νύν μωρα δρωσα τυνχανειν σχεδον τι μωρώ μωρίαν όφλισκανω 'e se a te sembra che io agisca da folle, questa follia la devo, forse, ad un folle'. Δηλοί το γοϋ νλήμ’ωμόν έ ξωμού πατρος Τής παιδος εικειν δ’ούκ επιστατα ικακοϊς 'la fiera indole della fanciulla mostra che è nata da fiero padre: e non ha appreso a cedere alle sventure' sofocle...antigone antigone e la ragazza di klee... punti intorno ai quali corro... e oggi che questo poster 'governa' accanto al mio divano blu. oggi, come allora, lo guardo e ritrovo nelle linee ardite la mia lineare complessità | 21:37 | commenti (4) |