la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



gennaio 31 2005

della serie...io ballo da sola!!!!

..lunedì mattina…la sveglia è il secondo pensiero…il primo è una voce sottovoce…il terzo…man mano che le nebbie si diradano…è..è…è..oddio incubo o realtà?

una minigonna nera di pelle…senza punto vita…quando si dice..tubolare…

capelli rossi e vaporosi…che si avvicina al tavolo mio e di sol e chiede..ma voi non ballate?

io rabbrividisco...sol..ma dove mi hai portato?

Io con le mie scarpette da tennis basse basse…incrociate le gambe ad ostentar chiusura…’nonononono’ e in mente quella canzone che da bambina mamma mi cantava ridendo…‘grazieee..non ballo il tango col caschèeee..perciò……grazie prego scusi tornerò…tzun tzun tzun…’

E sol ’..no..sai..siam venute solo per guardare..sai..solo per guardare'..e nel mentre agita le mani..a dire nononononon

E si..eravamo andate per guardare la ‘milonga’ romana della domenica sera ..e siamo state invece osservate..quali nuove figure mitologiche..metàsedia e metàcorpo…in un ecositema la cui età media era il doppio esatto della mia!!

 

…e il maestro di tango…ah..il maestro di tango…uno si aspetta ..non dico joachim cortez..ma almeno qualcosa di vagamente sensualmente…bhe..a noi era capitata la versione con sbattito di ciglia a velocità extra e sorriso stile diego della palma…e voce bassa e impostata..’su..provate…su..facciamo due passi’

..e sol ‘no grazie..ma una milonga più giovanile?’..e a lui si gela il sorriso…si. si gela..che non può sparire..tanto sono stirati i muscoli..in una paresi stile joker…

 

insomma..tra pantaloni anni settanta e camicie a quadri…tra capelli impomatati (eh si secondo me..era brillantina linetti…originale…)..i miei occhi si concentrano sulle scarpe dal tacco alto e dai colori…sgargianti (e sgargianti è riduttivo...).

…le osservo. Poi guardo sol e dico ‘non ci riuscirai mai. Non ci riuscirai mai a farmi indossare quelle cose…’

…lei sorride..chè già sta pensando al modo per incastrarmi e poi come folgorata da una luce mi dice ‘ermy! Ma quella ti ha sorriso!’…ed io ‘quella o quello?...’ cercando lo sguardo dell’unico maschio under50 di una certa prestanza…’quella!...’ ed io…’e ti pareva che non facevo conquiste …sbagliate..stasera…’

…e sol ‘io però sai..non me lo so proprio spiegare…ogni volta che andiamo da qualche parte tu attrai sempre il personaggio più strano della serata..e questa estate era ‘marianna’..che a ‘la palma’ ti si è piantata addosso per avere i cd masterizzati 4x…perché sai è una questione di principio…’

e l’altra sera al ‘cortocircuito’ era ‘carlostanout’ che ha messo la sua testa tra di noi…gridando ma è ‘buonissimo…miii..è buonissimo..ragazze..non credete che sia buonissimo’…quando noi avevamo ancora la forchettina in mano pronte ad assalire il piatto mexicano…e poi t’ha dato pure due bacetti sulla guancia’

io la guardo e dico…’bhe…si effettivamente…ho un certo fascino…’

…e ridendo ce ne siam tornate a casa…

 

| 13:48 | commenti (5)

...ehm ..ehm...

 

foto di doisneau

| 11:25 | commenti (1)

gennaio 30 2005

domenica

un alito di musica o di sogno, qualcosa che faccia quasi sentire, qualcosa che non faccia pensare

pessoa - il libro dell'inquietudine

| 17:01 | commenti (3)

gennaio 29 2005

...certi risvegli...

11 fiori

nicola de maria

 

| 13:01 | commenti (7)

gennaio 28 2005

...

'e se ti dico che ti voglio bene..tu ..tu...appari?'

'si'

.... 

| 09:42 | commenti (7)

gennaio 27 2005

Indubbiamente il mio umore..in questi giorni..è fuori come una tegola…risente del sole e delle nuvole.

E non parliamo poi del ghiaccio.

 

Fatto sta che stanotte..mentre fuori silenziosamente nevicava..e mannaggiamannaggia non ero sveglia a guardare con il naso appiccicato ai vetri…

Mi arrovellavo invece in incubi ..ancora nitidi…che proprio non si vogliono sciogliere a questo sole…perché c’è il sole?..no. manca. Appunto.

Vabbeh…

 

e..così..me ne vo..oggidi..a passo veloce e testa arruffata.

Gli occhi lucidi e lo sguardo di una fiera…che cerca di frenar l’istinto.

Come gli squali..in ‘finding nemo’..si uguale uguale…

 

‘cosa abbiamo stasera per cena?’…

 

..e così..mentre ritornavo in questi uffici…mi chiedevo se non fosse più opportuno..oggidì..invece di esser puntuale alle 14.30 e poi…andare a destra e rigirare a sinistra…rispondere al telefono. Alle email..al bussare alla mia porta…

 

non fosse meglio.

Spegnere tutto e scappar via…

 

Oggi no. ma…

 

| 16:22 | commenti (8)

...

Palo Alto 

foto di erwitt

| 07:33 | commenti (1)

gennaio 25 2005

 

…certe sere. Sere come questa.

Mentre torno a casa..i miei orari sempre un po’ tirati…

La musica mi fa attraversare cancelli che credevo ormai chiusi e dimenticati.Sento allora un fremito leggero. Una voglia blu di parlare …anzi..meglio una voglia blu di essere ascoltata. Senza parlare.

Solo che..come si fa?..come si fa?

 

 

E allora chiamo mio fratello…e mi piace sentire il rumore della sua casa…delle stoviglie apparecchiate…mentre lui guarda la televisione. Mi piace sentire la sua e altre case che vivono…mentre io ritorno a casa.

..è come un’annotazione…sul mio tempo.

 Bello.

 Bello.

 ‘tutto a posto?’…

 ‘tutto a posto?’…

ed io…‘sisi..nono..nullanulla..solo per sapere come stai..’

‘bene..e tu?’

‘bene.ciao’

‘ciao’

 

 

. va bene così..tutto perfettamente a posto.

Un sorriso gettato oltre i fari rossi…e l’asfalto bagnato.

Un lampo negli occhi e la musica ritorna…alta.

 

 

 

 

Were at the best place around

But some stupid with a flare gun

Burned the place to the ground

Smoke on the water, fire in the sky

Deep purple

| 22:08 | commenti (6)

2+2=5

...Are you such a dreamer?
To put the world to rights?
I'll stay home forever
Where two & two always
makes up five
 ...

radiohead
 

| 14:35 | commenti (3)

gennaio 24 2005

...bisogna sempre guardare...dietrolaporta...si trovano storie incredibili...

grazie a te...folle navigatore di parole

dietrolaporta

foto di erwitt

| 14:35 | commenti (4)

...di certi lunedì...

foto di economopoulos

| 13:03 | commenti (1)

gennaio 23 2005

 ..una delle mie foto preferite...

foto di w. ronis

| 17:06 | commenti (3)

Deliri pomeridiani…di una domenica ‘uggiosa’ attraversata da un filo di rosso…

 

e mi guardo le mani.

…ancora macchiate di farina

 

mentre il pane lievita nella cucina. Al caldo.

 

Tra la lingua e il palato il pizzicore freddo dello spicchio d’arancia che reclama attenzione.

Ma sono altrove.

 

i telefoni sono in ‘silenzioso’ e il citofono è rotto.

La musica aspetta invano il tasto di avvio.

 

La luce è grigia..oggidì. e ripercorro con uno sguardo veloce le pareti bianche di questa stanza

 

Dovrei uscire. Leggere. Veder un film..incontrare qualcuno…telefonare

No. non si copre il silenzio. E questo silenzio…è come il pane di là in cucina. Lievita. E ha bisogno di caldo. Non posso farne a meno.

 

e le parole mi girano in testa come dopo una sbornia feroce…

 

ed ecco emergere la notte passata:

e camminiamo lungo le strade deserte del ghetto.

Una luce e un rumore terribile di una istallazione ‘moderna’ di uno scultore che inititola ‘quella cosa’ “i love you”. Un dolore feroce che si incastra tra la sua sorpresa e il mio stomaco.

 

L’affondare il cucchiaino nella crema catalana a dimostrare ‘manca il biscotto..non c’è il biscotto giù in fondo’

 

 

E po tu ‘vaga luna che inargenti’…che ci accompagni tra strade e scorci di questa città ogni istante più bella. E più mia. Senza esser di nessuno.

 

E poi…svegliarsi…non vedere nulla…chè le imposte le ho chiuse per non far filtrare nulla.

Alzarsi..sotto l’urgenza di una sensazione che punzecchia …

Aprire quel libro e leggere..leggere con gli stessi occhi di quando avevo vent’anni:

 

Noi dobbiamo accogliere la nostra esistenza

quanto più ampiamente ci riesca;

tutto, anche l'inaudito, deve essere ivi possibile.

(…)

 

"Non Ma solo chi e' disposto a tutto, chi non esclude nulla, neanche la cosa piu' enigmatica, vivra' la relazione con un altro come qualcosa di vivente e attingera' sino al fondo la sua propria esistenza."

Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta

 

E poi…poi…

 ‘sono qui’

e il pane lievita…

e io sono ferma. E sorrido.

 

E poi quella sensazione…questa sensazione di parlare e scrivere sapendo di muoverti sull’orlo dell’abisso. E non aver paura.

Chè questa vità...semplicemente...è.

 

| 16:49 | commenti (3)

 ..close your eyes, close you eyes

breathe the air out of there

we are free, we can be

wide open

for you I open my eyes

to the beauty I see

We we will pray

we we will stay

wide open...

the cranberries

| 03:04 | commenti (6)

gennaio 21 2005

...

 

foto di boubat

| 17:31 | commenti (6)

punto e a capo.

della serie...la rabbia va sfogata...e la comprensione ha un limite. un punto. appunto.

Calma. Calma. Calma

Certe mattine sarebbe meglio seguir l’istinto e rimanere a dormire . e non sognare.

Sarebbe meglio chiudere tutte le porte e le finestre.

Aprire un libro e perdersi lontano. Lontanissimo.

E invece..ecco che correndo nell’allegria di un venerdì

Ti trovi a dover fare i conti con l’ultima caduta.

Proprio mentre le ginocchia sembravano rimarginate. 

E allora risenti la sua voce mentre dice

’sei stata un punto’ 

calma. Calma.calma.

Lui non è esistito.

Lui dice ‘sei stata un punto’

Un punto.

Un punto

E io li metto in fila questi punti per ognuna delle parole che mi hai detto prima

E mi ritrovo in mano una linea…che mi taglia in due.

‘ma troppe volte zero non vuol dire uno’…questo questo devo ricordare.

‘ma troppe volte zero non vuol dire uno’…questo questo devo ricordare.

 Una linea che taglia

 Una linea che taglia

E sovverte la naturale dipendenza delle parole dalle cose. Vere.

Nomina sunt consequentia rerum

Nomina sunt consequentia rerum

 Lui.Sensazione.

 Lui.Sensazione.

Lui prova una sensazione….e

Con quel punto cancella il legame che mi tiene attaccata ai miei libri. Alle mie parole, alle mie canzoni.

E le parole sono aria.

E tutto è sabbia mobile

Poi mi rendo conto. Mi rendo conto  che questo è troppo.

‘ma troppe volte zero non vuol dire uno’.

E non te lo concedo.

Non te lo concedo di lesionare il mio sorriso

E adesso sono qui

Appoggiata alle mie parole. Sempre vere.

Sempre solide. 

E stavolta sono io. qui. a mettere un punto.

| 13:18 | commenti (11)

gennaio 20 2005

 ...sono a casa stamattina...

a girare il cucchiaino nel mio the senza zucchero.   guardo il gorgo che si forma..e  poi scompare...tra il giallo e il verde della tazza...

...sorrido. ho fame.

...e ascolto

Mi affascina il mistero delle vite
che si dipanano lungo la scacchiera
di giorni e strade, foto scolorite
memoria di vent’anni o di una sera.
E mi coinvolge l’eterno gocciolare
e il tempo sopra il viso di un passante
e il chiedermi se nei suoi occhi appare
l’insulto di una morte o di un’amante,
la rete misteriosa dei rapporti
che lega coi suoi fili evanescenti
la giostra eterna di ragioni o torti
il rintocco scaglioso dei momenti,
il mondo visto con gli occhi asfaltati
rincorrendo il balletto delle ore
noi che sappiamo dove siamo nati
ma non sapremo mai dove si muore.

Mi piace rovistare nei ricordi
di altre persone, inverni o primavere
per perdere o trovare dei raccordi
nell’apparente caos di un rigattiere:
quadri per cui qualcuno è stato in posa,
un cannocchiale che ha guardato un punto,
un mappamondo, due bijou, una rosa,
ciarpame un tempo bello e ora consunto,
pensare chi può averli adoperati,
cercare una risposta alla sciarada
del perché sono stati abbandonati
come un cane lasciato sulla strada.
Oggetti che qualcuno ha forse amato
ora giacciono lì, senza un padrone,
senza funzione, senza storia o stato,
nell’intreccio di caso o di ragione.

E la mia vita cade in altra vita
ed io mi sento solamente un punto
lungo la retta lucida e infinita
di un meccanismo immobile e presunto.
Tu sei quelli che son venuti prima
che in parte hai conosciuto, e quelli dopo
che non conoscerai, come una rima
vibrante e bella, però senza scopo.
E’ inutile cercare una risposta,
sai che non ce ne sono e allora tenti
un bussare distratto a quella porta
che si chiuse soltanto ai sentimenti.
Non saprai e non sai.
Questo dolore che vagli fra le magli di un tuo cribro
svanisce un po’ nel contemplare un fiore
si scorda fra le pagine di un libro.

Perché non si fa a meno di altre vite
anche rubate a pagine che sfogli
oziosamente, e ambiguo le hai assorbite
da fantasmi inventati che tu spogli
rivestendoti in loro piano piano
come se ti scoprissi in uno specchio
L’Uomo a Dublino, o l'ultimo Mohicano
che ai 25 si sentiva vecchio.
E percorriamo strade non più usate
figurando chi un giorno ci passava
e scrutiamo le case abbandonate
chiedendoci che vite le abitava,
perché la nostra è sufficiente appena
ne mescoliamo inconsciamente il senso;
siamo gli attori ingenui di un palcoscenico misterioso e immenso

f. guccini

| 11:36 | commenti (7)

gennaio 19 2005

...bentornata sol... 

sollllllllll

foto di m. franck

| 09:32 | commenti (5)

 

…nella notte scura…

 

torno a casa tardi…piena di parole di note e di sapori buoni…

ma ho ancora un grumo di pensieri e adrenalina…da comunicare…non so. Non so perché...

 

Forse lo so…vorrei volare…o andar per mare…

 

è tardi…

e allora mando un messaggio a te..che lo so che non dormi mai…

‘dormi?’….’no’ (lo sapevooooo…e ti chiamo immantinente…)

 

…mentre la pioggia fuori batte…e io mi incastro tra i piumone e le parole…

ti sento smanettar sulla tastiera…

 

e ti chiedo…’ehi…ma secondo te…perché non ho mai pace?’

ed è un boato il tuo eclamare ‘ma perché?..perchè? apache dimmerda…perché non mi dici qual è l’errore?...

ed io..serafica: ‘tu  grosso uomo bianco..non capire lingua apache’

tu non ridi e incalzi ’mi dice server internal error…hai capito…server internal error..ma non mi dice quale!!!’

‘bhe in fondo..ti abbiamo fatto la stessa domanda!’

 

e finalmente ridi…’bella questa…’

’senti ..ti dispiace se la posto…’

‘va bene…brutta…’

‘brutta?!! A me?!!..mi sa che ti si è sconfigurato anche il dizionario dei sinonimi e contrari!!!!’

;-))

| 01:47 | commenti (3)

gennaio 18 2005

 

Delirio postprandiale

 

 

…ci sono giorni..come questi.

…che attraversi tutti gli stati emozionali…

come il battito… nella striscia stretta e rosa dell’elettrocardiogramma.

 

 

e ti sorpendi di come il cuore..e soprattutto le sinapsi possano reggere a questo tirare verso punti diversi della tua corteccia.

 

 

Si…strattonata da una parte all’altra…

 

 

Ed oggi non è un giorno come gli altri…

tra poche ore atterra l’aereo di SOL e ...dopo tre mesi finalmente la vedrò fare quelle espressioni uniche mentre dice ‘ermyyyyyyyyyy’…mentre addenta famelica qualcosa…

 

 

E poi..ci sono i regali trovati sulla scrivania…un nuovo aggeggio telefonico…e un cd…insieme alle aspirine infiocchettate...che se non ci pensa qualcuno...vabbeh…continuerei a starnutire fino a primavera.

 

 

Poi ci sono folate di vento freddo. Gelido.

che si alzano e sollevano ogni cosa. E io neanche me ne rendo conto. Ma tiro via giù tutto…cavalli e cavalieri…

con un gesto che sa essere duro e inutile…come colpo di spada.

…mulinello di violenza…

 

 

…e allora inizi a girare intorno ai tuoi metri quadrati …guardando in basso…per capire come fanno quelle listelle sottili di ciliegio a sopportare questo continuo calpestare. E correre. E urlare.

E piangere. E ridere.

 

 

Poi guardi in alto.

Cerchi una nuvola…e ricominci a respirare…

 

 

 e...poi bussano alla porta. 'sei pronta?'

sorrido e scappo via...

sorrido e scappo via...

| 14:58 | commenti (4)

... 

m. chagall

| 07:46 | commenti (3)

gennaio 17 2005

dedicato... 

L'estate piú calda del secolo. Quattro case sperdute nel grano. I grandi sono tappati in casa. Sei bambini, sulle loro biciclette, si avventurano nella campagna rovente e abbandonata: in mezzo a quel mare di spighe c'è un segreto pauroso, un segreto che cambierà per sempre la vita di uno di loro.


n. ammaniti - io non ho paura

| 11:25 | commenti (2)

gennaio 16 2005

 -Polissene - (rivolgendosi ad Ermione)

Eh, due monelli, amabile regina,
per i quali non esisteva il “dopo”,
ogni domani essendo uguale all’oggi,
convinti di restar sempre ragazzi

shakespeare - racconto d'inverno 

| 20:54 | commenti

...

..così... 

foto di  Nikos Economopoulos

| 12:48 | commenti (4)

gennaio 14 2005

…rosse…le mie guance al sole

blucobalto..la mia sciarpa

 

I jeans e le scarpe da tennis…

 

Gli occhi neri…lanciati oltre finestra…

..mentre i telefoni squillano..i passi sul parquet…

e io ondeggio indietro giocando con lo schienale della sedia…

 

adesso chiudo la porta e incrocio le gambe sulla scrivania!

 

| 12:57 | commenti (8)

gennaio 13 2005

erwitt

foto di erwitt

| 23:03 | commenti (1)

Ancora in differita…

roma, 12 gennaio..ora tarda...

 

Rientravo…verso casa…stanotte...passo dopo passo..nel silenzio della città quasi addormentata.

La mia casa..giù... in fondo all’ansa di questa strada troppo vuota.

Un motorino che mi passa a fianco.

Foglie sotto le suole.

 

Polvere e detriti invece oggi…sotto le nostre scarpe…mentre tra un morso al panino bisunto e una domanda asciutta ci aggiravamo incerti…

tra le macerie di un mulino in disuso.

In perlustrazione curiosa intorno ai nostri nuovi uffici.

 

Ad un certo punto ti ho guardato..e ridendo ho chiesto ‘ti va una passeggiata romantica?’ e tu..perso…dietro ai pilastri diroccati e ai calcinacci e le vetrate infrante…del tuo cuore…

con lo sguardo divertito di chi si aspetta di tutto hai detto ‘e dove?’…

‘dai..ti porto sul cavalcavia…’

 

e così..immersi nello smog di metà gennaio… ognuno dietro le proprie ansie e storie…guardavamo in basso…il traffico come fosse un fiume di metallo e asfalto…

 

 

‘niente li avrebbe fermati, perché dopo anni e anni di pericoli e sofferenze avevano una sola certezza: che morire, soffrire, perdere tempo in macchina non è come morire o soffrire a piedi.

Come dice la pubblicità, la macchina è libertà.

Così liberamente incolonnati si azzuffavano per una bottiglia di minerale, duellavano a colpi di clacson e cacciavite,(…)

 

 ‘dai cofani arrostiti e dall’assalto esalava un vapore che cuoceva sensi e senno. Le gomme si squagliavano in poltiglie fumanti, i sedili erano roghi per le schiene piagate.

Poi un breve istante di speranza, gli sportelli si chiusero a raffica, uno dopo l’altro, i motori si accesero.

La fila si mosse di un metro e sette centimetri.

Tutti scattarono a pieno accelleratore, come se in quel metro potessero recuperare ore di viaggio. Ci fu un tamponamento globale e le auto si unirono in una sola lunghissima auto, un mostro con mille volanti, un’anaconda multicolore, uno stronzone cromato di cui non si vedeva né la testa né la coda.(…) mentre si cercava invano il motus primus, l’auto che le bloccava tutte.’

 

s. benni – spiriti

 

| 09:01 | commenti (7)

gennaio 12 2005

 

foto di costantine manos

| 22:13 | commenti (3)

 

…inquieta.

ecco…

ecco l’immagine esatta..di me oggi.

inquieta come una vela abbandonata al vento…che sbatte…inutilmente.

 

mentre ieri sera..rientravo dall’ufficio. le luci rosse davanti a me…subito superate e dimenticate…

chiamavo e annullavo…ogni impegno e decisione…

unico obiettivo il silenzio di una casa vuota e senza rete…isolata…in mezzo alla città.

..che assurdità

 

…Non non temere tu non sarai preda dei venti
ma perché non mi dai la tua mano perché
potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina che giorno è
E dando un calcio ad un sasso
residuo d'inferno e farlo rotolar giù giù giù
e noi ancora ancor più su
planando …

 

| 13:32 | commenti (3)

gennaio 11 2005

...oggi. al risveglio...

... E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c'è amore un po' per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada"...

f. de andrè

| 09:40 | commenti (4)

gennaio 10 2005

in differita...

roma, 09.01.04

…ed eccomi qui.

seduta con i capelli bagnati …al tavolobianco della cucina…

la luce che filtra dalla finestra di lino traforato.

 

 

Il mondo racchiuso in una tazzaarancione … che riflette i miei occhi…

Gli spicchi di un’arancia …e sorrido. E scuoto la testa…

 

 

Tutto fermo.

 

 

tranne…le mie gambe.. che si muovono al ritmo di un vecchio disco di fossati

 

 

‘nell’universo della mia pazzia ho una nuova teoria…per me la gente..voooolaaaaaa’

 

 

e sollevo la tazza e l’appoggio alla fronte…come una carezza calda…come un pensiero folle che passa e si incastra.

 

 

..e metto la mia faccia più dura perché non veda che ho paura…

 

 

e penso …adesso

a mio padre… che si porta alla finestra…per sentire il sole…e io non ci sono.

A mia madre che si aggira con una sigaretta in mano tra le piante del giardino..inchinandosi davanti a quei rami spezzati e a quelle gemme che il vento ha bruciato…

 

 

A mio fratello…che si rigira nel sonno che è ancora troppo presto per qualunque cosa…

 

 

e non so…se sono acqua o lacrime a cadere.

Ma che importanza ha?

 

 

e allora chiudo gli occhi…

respiro piano..e…

e di nuovo cambio casa…come cambia l’orizzonte…cambio posto e chiedo scusa…

 

 

………………..

è solo un'altra partenza...e un altro arrivo. tutto qui...

| 08:49 | commenti (11)

gennaio 9 2005

...

balliamo...

foto di erwitt

 

| 19:48 | commenti (1)

gennaio 8 2005

 ...sono fuori dalla rete...

la telecom ha prenotato un weekend per ermione da qualche parte...senza preavviso...che cariiiiiiii

la telecom ha deciso di sospendere per 48 ore ogni collegamento...

ermione ..prende atto.

ma prima di chiuder la valigia...infila un biglietto in un internet point clandestino...sfuggito ai controlli...

mah!

ermione adesso...rimarrà in silenzio...a guardar le stelle.

| 18:36 | commenti (2)

gennaio 7 2005

 

in presa diretta:
io e papà…stesi al sole come lucertole …
la buccia dei mandarini che si spezza sotto le dita.
 
Il vento che smuove i capelli…
E i miei pensieri prendono il largo…
sempre più lontano…
senza orizzonte…
 
e allora stringo il pugno…
controllo la fionda nella tasca.
‘va tutto bene…’
‘dimmelo ancora…’
‘si. Va tutto bene’
 
ed è un fragor di metallo e sale
le onde alte. Altissime.
 
 
un colpo  di tosse e papà mi riporta a riva
‘fammi ascoltare della musica..’…
e io avvio…
 
…’quando men vo’…
e papà sorride…si..’il valzer di musetta’
…mentre ondeggia la testa sul pentagramma…steso al sole…

| 11:17 | commenti (9)

gennaio 6 2005

dedicato!

Ultimo del mese, comincio chiudendo la questione amletica. Terzo e decisivo set. Il servizio a Guildenstern
"Guil: (serio) Qual è il tuo nome?
Ros: Qual è il tuo?
Guil: L'ho chiesto prima io.
Ros: Affermazione! Uno a zero.
Guil: Qual è il tuo nome quando sei a casa?
Ros: Qual è il tuo?
Guil: Quando sono a casa?
Ros: E' diverso, a casa?
Guil: Che casa?
Ros: Non ce l'hai?
Guil: Perchè me lo chiedi?
Ros: Dove vuoi arrivare?
Guil: (con enfasi) qual è il tuo nome?!
Ros: Ripetizione. Due a zero. Match point per me.
Guil:(violentemente) CHI TI CREDI DI ESSERE?
Ros: Retorica! Set e partita!"

tom stoppard - rosencratz e guildstern sono morti

















| 13:55 | commenti (5)

gennaio 5 2005

(...)

C'è un bambino che sale un cancello
ruba ciliege e piume d'uccello
tirate sassate non ha dolori
volta la carta c'è il fante di cuori.

Il fante di cuori che è un fuoco di paglia
volta la carta il gallo si sveglia

Angiolina alle sei di mattina s'intreccia i capelli con foglie d'ortica
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte in mezzo alle dita
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte intorno alle dita.


Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele

Mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c'è un pilota biondo

Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira veloce che parla d'amore
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira che gira che parla d'amore.

(...)


Piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce

f. de andrè






























| 13:02 | commenti (4)

gennaio 4 2005

…è in giorni come questi…

nei quali cammini su pietre di tristezza lucida

e gli occhi socchiudono le ciglia per rapire il riverbero del sole che gioca sopra il mare

 

è in giorni come questi che…

scendi le scale di corsa urlando ‘papà metti la ‘giubba’…che ti porto al mare’

e il suo sorriso cieco che si gira a cercare la voce è già una risposta

 

è in giorni come questi…

che pensi che il mondo è un battito

 

E allora ce ne andiamo sulla banchina del porto…fermi…l’acqua che sciaborda e i gabbiani che si tuffano…

 

descrivimi i colori…descrivimi quello che vedi…’

‘ehy pà…è …è come quando eravamo in barca…’

‘…si…’

 

‘la lenza abbandonata come noi…’

‘…si…’

 

‘e cosa è questo rumore?...non capisco’

‘sono i gabbiani…pà’

‘non so dove i gabbiani abbiano il nido…’

…’dove trovino pace..’…io continuo…

‘…si…’

 

e poi uno spillo nei nostri pensieri…

‘rispondi…è tua madre che ci avvisa che tuo fratello è tornato’

‘ma pà!...ma non è possibile!...vabbeh che mamma è detta m.de la palisse..ma questo mi sembra troppo!’

‘susu…rispondi’…e già ride nella luce

‘pronto?’

‘sono mamma!’…e io strabuzzo gli occhi mentre papà ridesorride

‘volevo dirti che tuo fratello è tornato. Tutto a posto’

io dico un laconico ‘vabbeh’…e chiudo…

 

…lui sorride ancora…annusa iodio e soddisfazione…e dice

‘andiamo…facciamo un giro…arriviamo fino agli scogli’

 

e allora innesco la prima …e vvviaaaa…

nel sole…

mentre cantiamo

Non! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien...
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé!

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette nen ...
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien ...
Non ! Je ne regrette rien ...

Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi !

 

‘io sfioro la vita come essi l’acqua’…

cardarelli

















| 15:52 | commenti (3)

...

Così Elisewin scese verso il mare nel modo più dolce del mondo solo la mente di un padre poteva immaginarlo portata dalla corrente, lungo la danza fatta di curve, pause ed esitazioni che il fiume aveva imparato in secoli di viaggi, lui, il grande saggio, l'unico a sapere la strada più bella e dolce e mite per arrivare al mare senza farsi del male.

Scesero giù, con quella lentezza decisa al millimetro dalla sapienza materna della natura, infilandosi a poco a poco in un mondo di odori di cose di colori che giorno dopo giorno svelava, lentissimamente, la presenza lontana, e poi sempre più vicina, dell'enorme grembo che li aspettava.

Cambiava l'aria, cambiavano le aurore, e i cieli, e le forme delle case, e gli uccelli, e i rumori, e le facce della gente, sulla riva, e le parole della gente, sulle loro bocche.

Acqua che scivolava verso l'acqua, corteggiamento delicatissimo, le anse del fiume come una cantilena dell'anima. Un viaggio impercettibile. Nella mente di Elisewin, sensazioni a migliaia, ma leggere come piume in volo.

Ancora adesso, nelle terre di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo.

Perchè nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi.

E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola,

addio.

 

Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa.

Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella.

Una strada da qui al mare.

a. baricco - oceano mare

| 12:29 | commenti (4)

gennaio 3 2005

ed eccomi qui.

sul divanoblu di mia madre.

le spalle alla finestra e al mare.

la luce che filtra tra i capelli ricci e scomposti e la voce di mio padre che ordina le arance rosse di sicilia…

‘così…se arrivano subitosubito..te le porti a roma…sei con la macchina’…

e io abbasso la testa e ridosorrido…

e così mi vedo già risalire l’appennino con il mio carico di vitamine rosserosse per la prima colazione.

 

ma c’è tempo…si c’è tempo.

ho tutta una settimana gialla e azzurra da attraversare.senza arrivi e partenze da affrontare

senza silenzio e senza abisso

 

una settimana davanti al mare…mossa solo dalla ricerca di un raggio di sole da spezzare e spartire con mio padre.

‘è uscito il sole?’

‘si..pà…’

‘allora accompagnami …che ci sediamo al sole’

‘si…pà’

 

e respiriamo vento e sale.

 

e mentre chiudo gli occhi…assaporo ancora un sorso di via lattea che stanotte è scivolato su quel taglio netto tra le mie labbra…e sorridere mi ha nutrito come latte.

| 12:51 | commenti (5)

gennaio 2 2005

...casa...quel senso di pace

che solo dopo una corsa...si può assaporare.

di nuovo a casa. di nuovo al mare.

 

foto di lartigue

| 18:42 | commenti (5)

gennaio 1 2005

Οΰτοι σύνέχθειν, αλλά σύμφιλειν έφυν.

sofocle

paul klee

questo poster…che è poi un ‘particolare’… me lo regalò mio padre non so più quanti anni fa.
facevo ancora il liceo. portavo le gonne a pieghe e i miei capelli erano parecchioparecchio lunghi.
facevo ancora il liceo e pensavo che quel greco antico avrebbe segnato il mio futuro…
che nelle sue pieghe avrei trovato il mio lavoro. e la risposta alle mie domande senza fine che cascavano nel pozzo del ‘perché’

mio padre annuiva soddisfatto…pensando al mio futuro.
mia madre istigava ‘indipendenza’. la libertà.

facevo il liceo e appesi questo poster sopra il mio letto.
e sdraiata per terra a studiare. ogni tanto mi fermavo alzavo lo sguardo e mi perdevo in quelle linee rosse e blu e in quel mazzo di fiori che non capivo perché così vicino al viso

lo guardavo...mordicchiavo il labbro . poi riabbassavo gli occhi e mi cercavo

σοι δ’ει δοκω νύν μωρα δρωσα τυνχανειν

σχεδον τι μωρώ μωρίαν όφλισκανω

'e se a te sembra che io agisca da folle, questa follia la devo, forse, ad un folle'.

Δηλοί το γοϋ νλήμ’ωμόν έ ξωμού πατρος

Τής παιδος εικειν δ’ούκ επιστατα ικακοϊς

'la fiera indole della fanciulla mostra che è nata da fiero padre: e non ha appreso a cedere alle sventure'

sofocle...antigone

antigone e la ragazza di klee...

punti intorno ai quali corro...

e oggi che questo poster 'governa' accanto al mio divano blu.

oggi, come allora, lo guardo e ritrovo nelle linee ardite la mia lineare complessità






| 21:37 | commenti (4)