la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



novembre 29 2004

Ogni volta che ci incontriamo…lo guardo bene per cercare esattamente il nostro punto di ‘somiglianza’…

Il punto di incontro che fa di noi un fratello e una sorella.

 

Saranno gli occhi?...certo non i capelli…chè per lui sono ormai un ricordo…

…e la prima volta che mostrò il cranio rasato fu per colpa mia…d’estate…sotto la pergola.

Mi chiese..ingenuo…’hey…mi tagli i capelli?”…io …come sempre mai titubante… ‘certo! come si fa?’

 

Mi mise in mano quell’arnese…’fammi la sfumatura ALTA!’…

Come si fa?

Parti dal basso e vai verso su…

Io ubbidii…

E in meno d’un secondo aveva una striscia bianca e perfettamente rasata che partiva dalla nuca e arrivava in cima.

 

Ma adesso siamo qui. Seduti l’un davanti all’altra.

Buon vino…a sciogliere i pensieri.

E mentre ci immergiamo nei sapori della terra…

Mi guarda e chiede:

‘ma secondo te…abbiamo preso tutti e due da papà?’

…a cosa ti riferisci…

la solitudine.

…ma tu non sei solo. tu sei ‘pari’! io son dispari…

che c’entra?...anche papà  è ‘pari’…come dici tu..

Intendevo…

So cosa intendi…

 

e vidi in quel momento mia madre sulla spiaggia a guardare l’orizzonte. La sera che l’avvolge.

Mio padre solo in mezzo al mare.

Che ritorna…

La prua alzata e la spuma fiera che si inchina al suo passaggio....

 

Intendo dire…troveremo mai pace?

 

No. non credo.

 

Cosa prendi?...

‘torta strepitosa al triplo cioccolato!’

anche per me!

| 22:50 | commenti (17)

novembre 26 2004

venerdì!!!!!!!!!!!!!!!!

foto di lartigue

| 13:04 | commenti (13)

novembre 24 2004

ho solo voglia di casa.

 

…e mentre mi osservo. in silenzio. davanti allo specchio.

mi osservo  e cerco il mio tempo… tra i fili d’argento che increspano il mare ribelle dei miei capelli

e le linee intorno agli occhi che reggono il peso di meraviglia e stupore…

 

e ho voglia di casa.

di mio padre che gioca con le mie ‘stanze chiuse’…

lo disse una volta mia madre…io già ‘grande’ ero nella fase dell’affermazione per opposizione…

e lei…parlando di me, mentre io da qualche parte armeggiavo tra casa e giardino… con un’amica disse…’è indipendente e curiosa…forse un po’ troppo, forse non è mai troppo…ma ci sono delle ‘stanze’ della sua mente dove a nessuno è permesso di entrare’

 

io rimasi a mezz’aria. stupita. poteva mia madre conoscermi?

 

e mio padre lo sa, anche lui…che c’è una soglia…solo che a volte non può non giocarci…

e per questo ogni giorno chiede ‘novità?’

e qualche altra volta…con nella voce già la risata…’sai…sto invecchiando non mi ricordo più come mi avevi detto che si chiamava…’

ed io…con la voce seria frantumata dalla risata…’non stai invecchiando, papà, non te lo puoi ricordare perché non te l’ho detto.’

 

e il rispetto reciproco si inchina…e lui mi sorride.

e io abbasso la fronte e sorrido

mentre  chiudo la porta…accompagnando lo stipite con la mano.

| 21:37 | commenti (20)

novembre 23 2004

ufffffffff....

foto di f. scianna

| 10:57 | commenti (14)

novembre 21 2004

salire le scale d’un fiato.

con le buste di carta colorate e colme che sbattono alle gambe.

le guance arrossate dal pizzicore di un vento leggero e fresco.

 

infilare la chiave.

chiudere la porta dietro di me..

 

rilassare le spalle e far scivolare le buste per terra.

silenzio.

 

casa.

 

casa.

silenzio.

sorrido.

 

la fronte appoggiata sul divano blu…le ginocchia piegate di lato.

il pc inclinato come la mia testa.

una tazza di the amaro e bollente…

 

e lì nella busta più grande. bianca. algida . rigida. il catalogo della mostra di oggi.

 

lo lascerò lì…a ‘decantare’ una diecina di giorni…il tempo per sedimentare quello che ho visto.

farlo diventare traccia per le mie sinapsi in corsa.

e poi riaprirlo e sorridere. in un solo gesto.

 

| 19:15 | commenti (5)

novembre 20 2004

 

foto di martine franck

| 19:24 | commenti (4)

novembre 19 2004

...mi son nascosta!!!

;-)

foto di ronis

| 10:40 | commenti (7)

novembre 17 2004

...;-))

...fantastico quino...

| 22:59 | commenti (8)

novembre 16 2004

foto di minor white

 

 

Lavorare stanca…e i miei nonsense.

ultimo atto di questa mia malinconia che adesso vola via...insieme alle mie parole.

 

...

...è un autunno gialloerossocupocupo…

come le foglie che calpesto sul vialevialetto di questa casa antica…verso l’asfalto grigio e veloce di questa città indifferente e amata.

 

Ogni mattina apro il portone…spesso e un po’ malconcio…

E con lo sguardo disegno la curva che parte dai miei piedi e si incastona nello specchio di cielo tra gli alberi e le case in alto a me.

 

Non c’è bisogno di guardare la punta delle scarpe per sapere che è sempre la sinistra quella che avanza curiosa e impertinente…nonché impaziente

Andiamoandiamo…

Si andiamo…

 

…e in questi giorni scuri…attraversati dalle scie di giallo della tua voce densa come una pennellata di gaughin…

 

il mio sorriso si dispiega in infinite storie che si avvolgono intorno alle mie braccia …

 

e allora getto sul tavolo le mie carte…

e non so più se c’erano degli assi o se bluffavo…

non lo so.

 

So che ho perso una partita…infatti son rimasta qui e la partenza l’ha vinta il ‘banco’…

E mi sono indebitata con la vita…e non so se potrò mai saldare il conto…

 

Certo se continuo a giocar così…senza ‘contar le carte’…

E senza tener conto che il tempo è un creditore a usura…

Certo non potrò mai pensar di attraversar la strada…

...

Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa...

cesare pavese

| 22:58 | commenti (7)

...un soffio di vento...

marc chagall

| 00:08 | commenti (11)

novembre 15 2004

...

foto di lartigue

| 09:32 | commenti (8)

novembre 14 2004

...

in a sentimental mood
I can see the stars come through my room
while your loving attitude
is like a flame that lights the gloom
...





| 11:31 | commenti (5)

novembre 13 2004

…stasera mentre il telefono squillava…

e guardavo il display...

guardavo la luce azzurrognola illuminare le mie unghie corte…

e aspettavo che tornasse il buio. E il silenzio.

 

È un periodo ‘complicato’…questo qui…

 

 ‘cosa c’è che non va?’..

 … ‘nulla..va tutto bene’.

 

E non faccio la lista della spesa delle mie manie…ma le conto sulle dite…e nessuna unghia è spezzata o incrinata…

 

E allora?

Allora penso a  quella strana discussione sotto la pergola

quest’estate…con il sole e il mare steso e senza ombre…che io..le mie… me le tenevo strette e nascoste tra le mani.

 

‘come stai?’

‘benebenissimo…’

‘e allora?!...perchè quello sguardo lontanolontanissimo?’….

‘nulla…pensavo…che voglio chiudere qualche porta e qualche finestra…’

‘perché?...’…

 ‘mah…non so’

 

mi alzai in silenzio…girai le spalle e corsi via.

| 20:05 | commenti (5)

abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
(...)

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.

i. fossati















| 15:02 | commenti (3)

novembre 11 2004

Senza cuore l’eterno
lambire del mare
la sua cieca fame
le sue bianche labbra schiumanti
che leccano la riva spezzata
(mangiandosi il tempo!)

Lawrence Ferlinghetti






| 15:15 | commenti (9)

novembre 10 2004

...

foto di cartier bresson

| 22:54 | commenti (3)

novembre 8 2004

mentre le mie emozioni stanno facendo il giro della morte sulle montagne russe più arzigogolate dell’universo intero…

io me ne sto qui…tranquilla tranquillina (si fa per dire) a cercare una dimensione in questo mio divano blu…

 

ho le ginocchia un po’ sbucciate…a dire il vero…

e le ossa un po’ ammaccate…

..è che quel fantomatico ‘equilibrio sopra la follia’…io proprio non lo riesco a trovare…

 

e non è vero quel che si dice…’che una volta che impari ad andare in bicicletta…poi non dimentichi più…

nononononon…

dimentichi dimentichi…eccome se dimentichi…

 

…ma..su su ermione…

…che ormai sei grande e le rotelline son ormai dimenticate…

 

a dire il vero …anche le mie…di ‘rotelline’…son partite per direzioni opposte..e non pare abbiano alcuna voglia di rincontrarsi e muoversi in un marchingegno che dovrebbe…almeno secondo le mie migliori intenzioni…essere ben oliato…

ma come si dice…non è proprio quella ‘giusta’…la strada lastricata di ‘buone intenzioni’...

 

facciamo che stasera..allora…mi riavvolgo un po’ nel blu del mio divano…

mi chiudo tra le note di keith jarrett…che ieri mi hanno portato lungo le vie più impervie del mio sentire…

 

poso ancora una volta il ricordo sulle tue mani emozionate…

e verso gli occhi pieni di meraviglia…di quei due ‘ragazzi’ che hanno ancora il futuro nello sguardo…

 

ti guardo ancora…sorrido

e corro via

| 22:32 | commenti (13)

ieri sera...

e come sempre...dopo di lui...tutto il resto è rumore

| 08:41 | commenti (6)

novembre 6 2004

mentre le luci rosse scomparivano nella curva sospesa…tra le case di una città ‘aperta’ e indifferente.

Il mio ricordo …il ricordo di me…rotolava lungo il guardarail per scivolare lungo la cerniera di quella strada sopraelevata come il circuito ‘8’ della Polistil…che la mia macchinina era sempre quella blu…con le spazzole di rame sempre un po’ sporchine…e mai che si vincesse…

 

E i denti stretti…con quel comando in mano…nero… e con il pollice a regolar velocità…attenta…che in curva perde aderenza!!!

 

(Poi da grande…l’ho persa davvero ‘l’aderenza’…in una curva un po’ più grande…ma non è stato poi così semplice rimontare i pezzi e farla ripartire…la macchinina vera, dico,…quella rossacomeunaciliegia e senza spazzole di rame…ma questa è un’altra storia...)

 

stasera…sento che il mio pensiero stancostanco …si riavvolge come un nastro per cercar riposo nella mia tasca destra …il rumore della carta contro i jeans…

la carta di due biglietti per domenica.

'Piano solo'.

 

allora…ho guardato i miei occhi nello specchietto retrovisore

e li ho visti sorridere.

 

(...)I viali scompaiono,
ma lasciano il loro riflesso.
I viali dileguano,
ma ci lasciano il vento.
...
Il mondo delle lucciole
ha invaso i miei ricordi.

E un cuore minuscolo
mi sboccia tra le dita.

F. G. Lorca










| 00:37 | commenti (6)

novembre 1 2004

(…)tutte queste cose erano ormai diventate sue e lasciarle gli avrebbe causato pena. Drogo però non lo sapeva, non sospettava che la partenza gli sarebbe costata fatica né che la vita della Fortezza inghiottisse i giorni uno dopo l’altro, tutti simili, con velocità vertiginosa (…) Così si svolgeva a sua insaputa la fuga del tempo. (…)

egli aveva tempo davanti. Tutto il buono della vita pareva aspettarlo. Che bisogno c’era di affannarsi?

(…)

quanto tempo davanti!

Lunghissimo gli pareva anche un solo anno e gli anni buoni erano appena cominciati; sembravano formare una serie lunghissima, di cui era impossibile scorgere il fondo, un tesoro ancora intatto e così grande da potersi annoiare.

Nessuno c’era che gli dicesse: “Attento, Giovanni Drogo!”. La vita gli pareva inesauribile, ostinata illusione, benché la giovinezza fosse già cominciata a sfiorire. Ma Drogo non conosceva il tempo. Anche avesse avuto dinanzi a sé una giovinezza di cento e cento anni come gli dei, anche questo sarebbe stata una povera cosa. E lui aveva invece disponibile una semplice e normale vita, una piccola giovinezza umana, avaro dono, che le dita delle mani bastavano a contare e si sarebbe dissolto prima ancora di farsi conoscere.

(…)

Drogo udì canterellare una nenia profonda.

Era una successione di parole (che Drogo non riusciva a distinguere) legate fra loro da un’aria monotona e senza fine.(…)

Subentrò un silenzio immenso, nel quale più forte di prima navigava il brontolio di parole e di canto.

Finalmente Drogo capì e un lento brivido gli camminò nella schiena. Era l’acqua, era, una lontana cascata scrosciante giù per gli apichhi delle rupi vicine. Il vento che faceva oscillare il lunghissimo getto, il misterioso gioco degli echi, il diverso suono delle pietre percosse ne facevano una voce umana, la quale parlava, parlava: parole della nostra vita, che si era sempre a un filo dal capire e invece mai.(…)

 

Dino Buzzati - il deserto dei tartari

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