la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



gennaio 31 2004

a chi tocca?

foto di doisneau

| 21:07 | commenti (4)

l'ho appena letto......

l'ho appena letto...e non posso non postarlo. è un articolo di baricco dedicato a carmelo bene...

Non è che si possa scrivere quel che ho sentito. Né cosa, precisamente, lui faccia con la sua voce e quelle parole non sue. Dire che legge è ridicolo. Lui diventa quelle parole, e quelle non sono più parole, ma voce, e suono che accade diventa Ciò-che-accade, e dunque tutto, e il resto non è più niente. (...)

Quando sono uscito non avrei saputo dire cosa quei testi dicevano. Il fatto è che nell'istante in cui viene pronunciata un parola, in quell'istante, tu sai cosa vuol dire: un istante dopo non lo sai più. Così il significato del testo è una cosa che percepisci, si, ma nella forma aerea di una sparizione. senti il frullare delle ali, ma l'uccello non lo vedi: volato via. così, di continuo, ossessivamente, ad ogni parola. E allora non so gli altri, ma io ho capito quel che non avevo mai capito, e cioè che il senso, nella poesia, è un'apparizione che scompare, e che se alla fine tu sai volgere in prosa una poesia allora hai sbagliato tutto, e, a dirla tutta, la poesia esiste solo quando diventa suono, e dunque quando la pronunci a voce alta, perché se la leggi solo con gli occhi non è nulla, è prosa un po' vaga che va a capo prima della fine della riga ed è scritta bene, ma poesia non è, è un'altra cosa. 

(...) Quel che bisognerebbe saper scrivere sono parole che hanno un senso percepibile fino all'istante in cui le pronunci, e allora diventano suono, e allora, solo allora, il senso sparisce. Edifici abbastanza solidi da stare in piedi, e sufficientemente leggeri da volare via al primo colpo di vento. 

E' meraviglioso come tutto questo non abbia niente a che fare con l'idea che si ha normalmente della poesia: un poeta soffre, esprime il suo dolore in belle parole, io leggo le parole, incontro il suo dolore, lo intreccio col mio, ci godo. Palle: per anime belle. Tu senti Carmelo Bene e il poeta sparisce, non esprime e comunica niente, l'attore sparisce, non esprime e comunica niente: sono sponde di un biliardo in cui va la biglia del linguaggio a tracciare traiettorie che disegnano figure sonore: e quelle figure, sono icone dell'umano. Le poesie non sono delle telefonate: non le si fanno per comunicare. Le poesie dovrebbero esser pietre: il mare o il vento che le hanno disegnate, sono poco più che un'ipotesi. 

(...) Dice: leggere è un modo di dimenticare. Testualmente, nel suo linguaggio avvitato sul gusto del paradosso: leggere è una non-forma dell'oblio. Non so gli altri: ma a me m'ha fulminato. L'avevo anche già sentita: ma è lì, che l'ho capita. Scrivere e leggere stretti in un unico gesto di sparizione, di commiato. Allora ho pensato che poi uno nella vita scrive tante cose, e molte sono normali: cioè raccontano o spiegano, e va bene così, è comunque una cosa bella, scrivere. Però sarebbe meraviglioso una volta, almeno una volta, riuscire a scrivere qualcosa, anche una pagina soltanto, che poi qualcuno prende in mano, e a voce alta la pronuncia, e nell'istante in cui la pronuncia, parola per parola, sparisce, parola per parola, sparisce per sempre, sparisce anche l'inchiostro sulla pagina, tutto, e quando quello arriva all'ultima parola sparisce anche quella, e alla fine ti restituisce il foglio e il foglio è bianco, neanche tu ti ricordi bene cosa c'avevi scritto, solo ti rimane come una vaga impressione, un'ombra di ricordo, qualcosa come la sensazione che tu, una volta, ce l'avevi fatta, e avevi scritto una poesia.

| 15:32 | commenti (6)

dedicato a esopensie...

dedicato a esopensiero...e alle parole. mie.sue.tue.

Com’è alto il dolore.

L’amore, com è bestia.

Vuoto delle parole

che scavano nel vuoto vuoti

monumenti di vuoto. Vuoto

del grano che già raggiunse

(nel sole) l’altezza del cuore

caproni

 

| 15:30 | commenti (1)

| 15:19 | commenti (1)

questa storia delman...

questa storia delmandarino&delmandarancio...mi ha messo un pò in crisi...e non posso chiamare ermionepapà...chè altrimenti arriviamo a tre cassette di frutta...della serie arriva un bastimento carico carico di....

allora sono andata su google...ed ecco cosa ho trovato:

MANDARINO

Originario della Cina portato in Europa dai Portoghesi. E' simile all'arancia ma più dolce e più piccolo. E' ricco di vitamina C e la sua buccia viene usata anche per fare liquori. Molto apprezzati sono i loro derivati come i mandaranci e le clementine.

MANDARANCIO

Proviene dalla  Tunisia ed è ottenuto dall'incrocio fra il mandarino e l'arancia dolce. Ha buccia simile all'arancia, ma è piccolo come il  mandarino ed è privo di semi. E' ricco di vitamina C.

beh...mi posso ritenere soddisfatta...ho una distinzione...poi scendo di qualche riga e trovo...

CLEMENTINA

E' ottenuta dall'incrocio fra il mandarino e l'arancio amaro. E' priva di semi, si sbuccia facilmente perché ha una buccia sottile ed è molto dolce. Viene usata per marmellate, per canditi e la sua buccia strizzata per liquori.

e penso...ommioddioommioddio...se a papà viene in mente che ci sono anche le clementine...allora le cassette diventano QUATTRO!!!

siete pronti ad avere, ognuno..., una quota?

| 15:03 | commenti (2)

gennaio 30 2004

al telefono: ermion...

al telefono:

ermione : ciao papà

ermione papà: chi è?

   ma papà hai due figli…l’altro è maschio…quindi chi vuoi che sia?

dubbio…e se ha altre figlie e non lo so? boh…affari suoi…

ermione : io…(laconicamente)

ermione papà: aaahaa…ciao piccola…

ermione pensa ‘mmm…mi deve chiedere qualcosa…’

ermione : tutto bene?

ermione papà: si sii…ci vediamo martedì…io e tua madre saliamo per un paio di giorni…

 loso loso loso…è un mese che me lo ripetete ogni giorno…non mi dimentico…

ermione papà…approfittando della pausa silenziosa…:cosa vuoi che ti portiamo?

(come se venissero da chissà quale lontano paese…)

ermione : niente papà, davvero

(vi prego non mi portate nulla…)

ermione papà: che vuoi arance o madarini?

a roma ce ne sono tonnellate di arance e mandarini…

ermione : mandarini! ma pochi…

ermione papà: allora mandarini e mandaranci

(è una vita che mi spiega la differenza…ma io non la capisco…è più forte di me…non la capisco)

ermione : no papà. solo mandarini

ermione papà: allora ti portiamo una cassetta di arance e mandaranci

(quindi già esclusi i mandarini…che avevo chiesto)

ermione : no papà non una cassetta…che poi mi dispiace che vanno a male…

ermione papà: no no…che le consumi…

(ma papà…saprò io…se  le consumo o meno? no?  che poi mi tocca fare il distributore di arance in ufficio…)

ermione …ci prova: ma papà…

ermione papà…incalza: così la mattina ti fai la spremutina

(ma io voglio qualcosa di caldo la mattina…e vado di corsa…e non sempre faccio colazione a casa…)

ermione : papà ma io…lo sai che la mattina …

ermione papà…sempre più assertivo: si si meglio la spremutina che ti protegge…che quella schifezza di the amaro che prendi la mattina..scaldato poi nel forno a microonde!!!

 

ermione …ormai allo stremo…e immaginando un cavaliere arancione che la protegge con la spada sguainata…dice: va beneeeee

ermione papà: ma una cassetta ti basta?

 

| 17:23 | commenti (18)

eh...visto che si pa...

eh...visto che si parla di libri e librerie...non posso non postare questo brano di calvino...tratto da

'se una notte d'inverno un viaggiatore'

Non che t'aspetti qualcosa di particolare da questo libro in particolare. Sei uno che per principio non s'aspetta più niente da niente. Ci sono tanti, più giovani di te o meno giovani, che vivono in attesa d'esperienze straordinarie; dai libri, dalle persone, dai viaggi, dagli avvenimenti, da quello che il domani tiene in serbo. Tu no, Tu sai che il meglio che ci si può aspettare è di evitare il peggio. Questa è la conclusione a cui sei arrivato, nella vita per­sonale come nelle questioni generali e addirittura mondiali. E coi libri? Ecco, proprio perché lo hai escluso in ogni altro campo, credi che sia giusto concederti ancora questo piacere giovanile dell'aspettativa in un settore ben circoscritto come quello dei libri, dove può andarti male o andarti bene, ma il rischio della delusione non è grave. Dunque, hai visto su un giornale che è uscito un nuovo libro di Italo Calvino, che non ne pubblicava da vari anni. Sei passato in libreria e hai comprato il volume. Hai fatto bene. Già nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento dei Libri Che Non Hai Letto che ti guardavano accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando d'intimidirti. Ma tu sai che non devi lasciarti mettere in soggezione, che tra loro s'estendono per ettari ed ettari i Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere, i Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura, i Libri Già Letti Senza Nemmeno Bisogno D'Aprirli In Quanto Appartenenti Alla Categoria Del Già Letto Prima Ancora D'Essere Stato Scritto. E così superi la prima cinta dei baluardi e ti piomba addosso la fanteria dei Libri Che Se Tu Avessi Più Vite Da Vivere Certamente Anche Questi Li Leggeresti Volentieri Ma Purtroppo I Giorni Che Hai Da Vivere Sono Quelli Che Sono. Con rapida mossa li scavalchi e ti porti in mezzo alle falangi dei Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri, dei Libri Troppo Cari Che Potresti Aspettare A Comprarli Quando Saranno Rivenduti A Metà Prezzo, dei Libri Idem Come Sopra Quando Verranno Ristampati Nei Tascabili, dei Libri Che Potresti Domandare A Qualcuno Se Te Li Presta, dei Libri Che Tutti Hanno Letto Dunque È Quasi Come Se Li Avessi Letti Anche Tu. Sventando questi assalti, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resi­stenza i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere, i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,
I Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Que­sto Momento,
I Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,
I Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Questa Estate,
I Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,
I Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile.
Ecco che ti è stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.
Ti liberi con rapidi zig zag e penetri d'un balzo nella cittadella delle Novità Il Cui Autore O Argomento Ti Attrae. Anche all'interno di questa roccaforte puoi praticare delle brecce tra le schiere dei difensori dividendole in Novità D'Autori O Argomenti Non Nuovi (per te o in assoluto) e Novità D'Autori O Argomenti Completamente Sconosciuti (almeno a te) e defi­nire l’attrattiva che esse esercitano su di te in base ai tuoi desideri e bisogni di nuovo e di non nuovo…
Hai gettato ancora un’occhiata smarrita ai libri intorno (o meglio: erano i libri che ti guardavano con l’aria smarrita dei cani che dalle gabbie del canile municipale vedono un loro ex compagno allontanarsi al guinzaglio del padrone venuto a riscattarlo), e sei uscito.











| 00:56 | commenti (10)

ATTENZIONE ATTENZION...

ATTENZIONE ATTENZIONE

L'economia che premia gli squali e la cultura dell'happy hour sta causando l'estinzione delle piccole librerie indipendenti. A Springfield (Ohio-Provincia di Pavia) ce n'è una con una gloriosa storia ventennale e la reputazione di unico avamposto del libro decente in quel territorio. La libreria sta per chiudere, sopraffatta dai creditori e da uno sfratto. Si potrebbe salvarla, ma si potrebbe fare di più: costruire un progetto economico collettivo e costurirlo a partire dalla rete. Che tradotto significa: tutti quelli che desiderano ci mettono dei soldi che servono a riavviare l'attività e fondare una nuova società, la quale si impegna a fornire libri (anche con spedizione postale e con condizioni di grande vantaggio) ai sottoscrittori delle quote. Il meccanismo è quello del Real Madrid o del Barça, solo che noi non compriamo Ronaldo o Beckham ma un bel po' di copie del Giovane Holden. Chi ci sta lo dica. Sarà contattato da un agente della Cia travestito da Alba Parietti. ps. Primo passo: pubblica questo testo sul tuo blog / Blog di riferimento primabase.splinder.it

| 00:27 | commenti (2)

gennaio 29 2004

io cammino per stra...

…io cammino per strada,

giro lo sguardo sul mondo. giro tutto l’orizzonte

lo avvolgo di me e…e…e non posso non sorridere.

 

stasera son passata dal centro per tornare a casa…tornare a casa tranquilla senza fretta di dover ancora terminare il lavoro. senza i pensieri che rincorrono soluzioni…

son passata nel traffico del centro…con calma…

quasi un premio per i lavori terminati e ben riusciti

per il tempo fuggito di questi giorni…che non torna, è vero…ma lascia sempre una traccia.

 

e avevo fame…ma nessuna fretta di mangiare con i libri aperti e l’orologio in mano.

 

una pausa nel traffico…sfiorando sanpietro e castelsant’angelo…

girare intorno a castelsant’angelo…girare intorno a quell’angelo con la spada sguainata…è per me un’emozione fortissima.

non mi abituo mai

non smetto mai di meravigliarmi.

 

e poi ancora qualche semaforo rosso e passo tra l’isola tiberina e trastevere…una discesa e sono al foro boario.

 

poi il circomassimo…e il mio cuore si allarga per tutta la sua lunghezza   e sulle labbra il ricordo leggero di una notte d’estate…

 

e poi…e poi..ancora cartoline…e nel sorriso…una frase. oggi.

mi saluta veloce, una stretta di mano, mi guarda negli occhi e  mi dice…tra il bianco dei suoi capelli…’a presto…’  esce di scatto….

prendo dei fogli sparsi sul tavolo. mi fermo. ricordo che ho lasciato qualcosa a metà.

attraverso il corridoio…e lo ritrovo lì. fermo. cappello e cappotto. ombrello puntato.

quasi ad aspettarmi.

gli passo accanto…e con voce…una voce che non è la sua,  mi dice: ‘quante inutili parole si perdono, quanta inutile dimostrazione di scienza e vanagloria…lei rimanga così…sorridente. imperturbabile nel suo sorriso. non si lasci intaccare…se anche lei si lascia intaccare…beh…allora è finita!...allora è finita…’

 

non so che dire…mi esce un flebilissimo ‘grazie’…che lui non ascolta…è già nella pioggia.

 

| 22:36 | commenti (5)

...in questi giorni,...

...in questi giorni, passo il nastro rosso tra le dita...lo annodo, lo sciolgo...e lo riannodo.

e sorrido...e rubo parole...e ricomincio...senza soste...

buongiorno…

 

Chiari mattini,
quando
l'azzurro è inganno che non illude,
crescere immenso di vita,
fiumana che non ha ripe né sfocio
e va per sempre,
e sta - infinitamente.

Sono allora i rumori delle strade
l'incrinatura nel vetro
o la pietra che cade
nello specchio del lago e lo corrùga.
E il vocìo dei ragazzi
e il chiacchiericcio liquido dei passeri
che tra le gronde svolano
sono tralicci d'oro
su un fondo vivo di cobalto,
effimeri...

Ecco, è perduto nella rete di echi,
nel soffio di pruina
che discende sugli alberi sfoltiti
e ne deriva un murmure
d'irrequieta marina,
tu quasi vorresti, e ne tremi,
intento cuore disfarti,
non pulsar più! Ma sempre che lo invochi,
più netto batti come
orologio traudito in una stanza
d'albergo al primo rompere dell'aurora.
E senti allora,
se pure ti ripetono che puoi
fermarti a mezza via o in alto mare,
che
non c'è sosta per noi,
ma strada, ancora strada,

e che il cammino è sempre da ricominciare.

e. montale
































| 10:07 | commenti (7)

gennaio 28 2004

…strani periodi…sarà che sono donna (…mò…donna…mavalà ermione…non esagerare!!)…ricominciamo…

 

dunque…strani periodi…umore ballerino…sorriso e voglia di piangere…intrecciati insieme come edera.

ed è forse proprio questa voglia…forte…ma arginata che mi porta su e giù…

 

se potessi piangere…come ogni brava bambina…

se potessi farle uscire queste lacrime…

e invece niente.

 

testarde come me…rimangono ancorate. le sento.

a volte inondano gli occhi…tutti rossi e annacquati…poi un attimo prima di scendere

un attimo prima di segnare il percorso sulle guance…

un attimo prima che le più coraggiose, in avanscoperta…, segnino la pista nera che le farà scivolare divertendosi lungo la linea curva del mio viso…

 

un attimo prima…io…infondoinfondo esulto!! e mi dico ‘ecco!! ci siamo!!!’

 

e quelle si fermano.

 

che rabbia.

 

dio che rabbia….fatemi urlare!!!

fatemi piangere…

 

no no…fatemi rideresorridere!!!

che ho voglia di correre e arrampicarmi

 

foto di doisneau

| 14:09 | commenti (10)

e dato che sono in p...

e dato che sono in periodo di riflessioni sulla vita (mia) e di bilanci...mi sforzerò di fare più errori...o di perseverare nei migliori...

Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.

Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in più posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti; non ti perdere l'oggi.

Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo

jorge luis borges

























| 00:08 | commenti (8)

gennaio 27 2004

vorrei attraversare la vita così...oggi...

foto di cartier-bresson

| 19:38 | commenti (5)

per freemorpheus e e...

per freemorpheus e esopensiero...

e per questa vita che a volte sembra miraggio nel deserto...libertà incagliata.

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

e. montale








| 00:04 | commenti (11)

gennaio 26 2004

lunedì... Davanti a...

lunedì...

Davanti alla porta dell'officina
l'operaio s'arresta di scatto
il bel tempo l'ha tirato per la giacca
e come egli si volta
e osserva il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo e
strizza l'occhio
familiarmente
Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone?

j. prevert














| 13:45 | commenti (10)

gennaio 25 2004

donne...

foto di r. capa

| 23:37 | commenti (3)

ci sono giornicome ...

ci sono giorni…come questo, che sento il tempo che passa.

non il fluire distinto dell’acqua del fiume.

non l’alternarsi veloce di nuvole gonfie di vento…

 

no, sento lo stacco del tempo.

 

nessuna nostalgia.

 

guardo la  mano sinistra e distendo le dita.

la giro.

mi mostra il palmo rosa.

guardo la linea, rossa, della vita

e cerco la traccia del tempo…

cerco il passato e il futuro…espressione curiosa negli occhi.

 

e il gesto è lo stesso di tanti anni fa.

in veranda, il verde ed il mare brillante d’estate.

 

‘ma che fai?’

‘leggo la mia mano’

‘ah!’

‘e che leggi?’

‘lamiavita!!’

‘ah! fa’ vedere…’

‘ma non c’è scritto niente!’

‘ appunto!...tu non hai occhi per leggermi.’

 

io vedevo i miei occhi sul mondo…le mie mani che scorrevano grano…una corsa…

la sua spalla sotto la mia guancia.

 

ma vedevo anche la mia indipendenza. le pareti invalicabili della mia libertà…dove tu non puoi entrare

mia madre ‘sii indipendente…non c’è maggior libertà di non dover chiedere i soldi per un paio di calze’

mia madre…aveva lottato la sua guerra d’indipendenza…l’aveva vinta… e poi si era arresa agli occhi verdi di mio padre…

 

adesso è inverno.

le mura sono spesse e la notte bussa…

 

guardo il palmo della mia mano…

vedo ermione felice che corre tra i pini.

felice? si, felice

perché il suo nastro rosso non si è mai spezzato…e continua a scorrere sul palmo della sua mano…

| 20:47 | commenti (1)

e ho socchiuso gli o...

e ho socchiuso gli occhi...emergendo da una notte neranerissima...ho steso le braccia e sorriso alla luce tra le tende.

risveglio.

...e la musica tende i suoi fili per farmi alzare...e mi faccio guidare...mi arrotolo e gioco. seguo le onde...

...e mentre mi alzo, cadono a terra le ultime tracce di un sonnosenzasogno...lo vedo a terra...inoffensivo e sorrido.

potrei calpestarlo.

ci passo sopra... lascio l'orma del mio piede nudo.

siii...la mano tra i capelli...sale dalla nuca alla fronte.

eccomi. ci sono.

'Seconda stella a destra, questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all' isola che non c'è.'

e. bennato






| 11:25 | commenti (7)

gennaio 24 2004

e uno due tre...e vi...

e uno due tre...e viaaaaaa...si ricomincia...

foto di lartigue

| 22:55 | commenti (2)

...sono due giorni c...

...sono due giorni che ci penso. sono due giorni che ermione ha lasciato che l'elfo svanisse. 'inevitabilmente'. come sabbia tra le sue dita. due giorni 'accartocciati'. due giorni di uno strano colore.

ma adesso ermione ha steso le braccia...ha sciolto i sogni nell'acqua e non ne rimane che una traccia...una bolla di sapone nella sua memoria.

e allora...raccoglie questa bolladipoesia, soffiata da foil

e saluta con la mano nel vento, definitivamente, un ricordo che era diventato sogno.

lei guardò nei suoi occhi

e seppe,

in quel preciso istante,

che mai più

avrebbe visto qualcosa di simile.

le tremarono i polsi,

le lacrime in piena

risalirono agli occhi...

era l'abisso,

il più profondo

che avesse mai visto.

sconfinato,

senza qualcosa che,

neppure lontanamente,

potesse rassomigliare ad una fine.

lui era l'infinito,

la possibilità estrema,

il luogo dove l'umanità si smarriva

per poi rinascere un istante dopo.

ma lui era lì ora,

davanti ai suoi occhi.

così vicino

come forse mai le era stato.

eppure,

nello stesso tempo,

era nel cielo,

lontanissimo

ed aveva il nome di tutte le stelle.

gli sorrise.

lui piangeva.

e le gocce che gli rigavano le guance,

presto,

lo fecero assomigliare ad un oceano.

lei provò ad aprire la bocca...

lui con un sorriso la zittì.

"amami"

avrebbe voluto dirgli.

"ti amo da sempre"

avrebbe voluto risponderle.

"amami"

avrebbe voluto ripetergli piangendo.

"non ho mai amato

come lo sto facendo adesso"

avrebbe voluto spiegarle.

eppure,

rimasero in silenzio.

e solo in quel momento

lei comprese l'amore,

il dolore,

la morte

e tutte quelle piccole cose

che non aveva mai considerato.

sorrise anche lei

e cominciò a piangere.

come quando c'è il sole

e d'improvviso viene a piovere.

come quando qualcuno

canta e ride sotto la pioggia

e sa di farlo

anche per chi gli passa accanto

e, scuotendo il capo,

da ad intendere di non capire...

lei sorrideva e piangeva.

lui piangeva e sorrideva.

innamorati del mondo attorno

che, scuotendo il capo,

dava ad intendere

di non riuscire a capire...

foil - bolle di sapone

| 19:53 | commenti (6)

ci sono notti che ...

ci sono notti che non sono nere.

ermione è lì…che aspetta che il mondo si spenga…che le parole e i colori si annullino

per avvolgersi di nero…e fermare il respyro.

 

ma a volte la notte tradisce. e il nero è ferito da un lampo di bianco.

una frattura…e i colori entrano. ma senza rosso.

solo verdi e grigi. viola e marrone.  senza bagliori. opachi.

 

e allora vorrei chiudere gli occhi. ma sono già chiusi.

allora li apro.

ma sono stordita.

la linea sottile che separa il sogno dal vero. è svanita. l’ho persa.

 

dov’ero? dove sono?

ogni tanto mi perdo.

lucio fontana

Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
(...)Sarà che un giorno si presenta l'inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro a quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente e più niente ti vede, più niente ti tocca.
sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste, ne ho prese e ne ho date di botte,

che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo, dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c'ha un nunero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.
Chiamatemi Mimì,
per i mie occhi neri e i capelli
e i miei neri pensieri.
(...)per spiegare  che domani va meglio
e vedrai cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume,
che sembra che è ferma, ma hai voglia se va.
(...)
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,
come le lacrime tornano agli occhi e fanno più male.
E nessuno ti vede e nessuno ti vuole  per quello che sei.
Sarà che i cani, stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto "Vietato passare".
Il tuo amore è un segreto, il tuo cuore un divieto,
personale al completo, ma va bene così.
(...)

f. degregori


























| 10:28 | commenti (8)

gennaio 23 2004

eccooomiiii...... ...

eccooomiiii......

foto di lartigue

| 16:48 | commenti (9)

gennaio 22 2004

Casafinalmente case...

Casa…finalmente casetta…CALDA.

Ecco il premio per aver superato tutti gli ostacoli di un flipper…ed esser scappata tutto il giorno…opps…tutta la settimana…da un ostacolo all’altro…suoni luci e colori…dio che stanchezza.

E mentre ero nella fase più dura del gioco…traffico impazzito delle otto di sera in una citta impazzita che deve arrivare presto a casa per la partita di calcio…tra il rosso degli stop  e dei semafori…e un malditesta sottile e cattivo…mi sono immersa nel nastro rosso di ermione (che non è un nastro d’asfalto!!!) …e tra un’onda e l’altra del mio umore ho pensato a questi ultimi tempi.

A questo doloro rosso nel petto che compare quando meno te lo aspetti.

Ti trafigge…taglia il respyro e se ne va…indifferente.

Al mio pugno, stasera chiuso come non mai…con i nervi tesi fino al collo…che una vibrazione potrebbe farli suonare.

 

A queste braccia sempre aperte…

 

A questo tempo che non mi basta…mi sfugge tra i pini…e…

Niente. non basta…non basta mai.

 

E al mio sorriso felice sui vostri commenti…sui vostri blog...

 

Alle parole…dette scritte lette taciute urlate mangiate rincorse…

 

E al mio lavoro…parte del tutto

E alla mia giacca…alla ricerca di una ‘proiezione olistica’ che diventi visione

 

E ai nonsense…e ai sensi…

 

E così il malditesta è sparito…e sono arrivata a casa…che bello!!!

| 21:20 | commenti (15)

il nastro rosso un...

il nastro rosso è un pò stropicciato oggi...mmm...

gli occhi strizzati e stropicciati da mani senza quiete

 'non ti toccare gli occhi'...vabbè va...immergiamoci qui...

Mangiamo pane e castagne, in questo chiaro di luna.
le mani bene ancorate, su questa linea.
Domani ce lo diranno, dove dobbiamo andare.
Domani ce lo diranno, cosa dobbiamo fare.
Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte nel cuore,
come un miraggio incastrato, tra la noia e il dolore.
Domani ce lo diranno, dove dovremo passare,
ma c'è una terra di nessuno, ci si deve passare.
Aspettami ogni sera, davanti a quel portone,
e se verrai stasera, ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma
se mi chiami amore, io ti risponderò.
Mangiamo pane e castagne, come una poesia,
perduta nella memoria, dai tempi di scuola.
Domani ce lo diranno, cosa vorranno che sia,
ce lo diranno domani, prima di andare via.
Aspettami ogni sera, davanti a quel portone,
e se mi chiami amore, mi chiamerai per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, ti riconoscerò.

f. de gregori




















| 16:40 | commenti (3)

gennaio 21 2004

non fermatela...vi prego non fermatela...

foto di r. capa

| 19:27 | commenti (13)

(...) - Certo: terr...

(...)

- Certo: terrò il segreto e tornerò.


Non ne sono sicuro. Potrà dirlo solo quando sarà uscito da qui e ricorderà questi momenti. Io posso ucciderla, deformarle quella bella faccia, scavare nella sua anima e farle capire che lei è su una sedia paralizzato, spiato dal dolore quanto me. Posso rubarle Pilar, scoparla, stuprarla, ammazzarla. Posso chiamare qui tutti gli scrittori che hanno sofferto e portarli a testimoni di ciò che lei non ha capito fino in fondo, che tremenda responsabilità è scrivere, e di come lei gioca con parole che potrebbero incenerirla. Posso farle vedere come il privilegio di ridere e far ridere è un dono impagabile, per cui nessun ringraziamento o preghiera è sufficiente. Posso far questo. Ma non posso alzarmi, darle la mano e dire: amico mio, ritorni pure a parlare con me. Non posso accompagnarla alla porta. Non posso nasconderle che sono nelle mani di mia madre, di un infermiere sadico, di un fratello maggiore che mi odia. Noterà che io ho scritto più di quanto lei abbia parlato. È in questo tempo che le chiedo di entrare. Non per diventare mio amico, la mia solitudine è senza porte. Né per dividere le mie fantasie e la mia infinita cattiveria.


- E per cosa allora ?

[...]

Per far nascere

s. benni












| 16:04 | commenti (3)

ed ecco anche la poe...

ed ecco anche la poesia di garcia lorca che avevo postato ieri e poi cancellato...dedicata al grande stefanone che se ne è accorto

...e poi me ne vado a nanna...buonanotte...

La canzone,
che non dirò mai,
dorme sulle mie labbra.
La canzone,
che non dirò mai.
Una lucciola stava
sopra le madreselve,
e la luna pungeva,
con un raggio nell'acqua.

Allora io sognai,
la canzone,
che non dirò mai.

Canzone piena di labbra
e di alvei lontani.

Canzone piena di ore
smarrite nell'ombra.

Canzone di viva stella
sopra un giorno eterno

f. garcia lorca

 






















| 02:08 | commenti (9)

...non rimandare a d...

...non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi...e poichè tecnicamente oggi è già domani mattina...

...ecco  a voi, madames et monsieurs, ladies and gentlemen

un dettaglio della oramai famosissima giacca...

 

| 02:04 | commenti (3)

mmm...adesso ho trop...

mmm...adesso ho troppo sonno e non ho tempo  (forza) di postare la foto...domattina lo faccio. promesso...

ho tanto sonno... sono stata a cena con sol e abbiamo chiacchierato tanto che alla fine ci hanno dovuto cacciare mentre tiravano giù la saracinesca...e noi fiumi di parole su parole...non ci era bastato il fiume del blog...no no ancora a parlare parlare...

e adesso sono quasi le due (ommioddioommiioddio) tra quattro ore e mezza suona la sveglia...

| 01:49 | commenti

gennaio 20 2004

sto rubando cinque m...

sto rubando cinque minuti all'urgenza del mio lavoro. mi sono rinchiusa, stavolta volontaria, nel centro di calcolo...per risolvere problemi 'mportantissimi...e così ho lasciato tutti fuori dalla porta. tra chi ti insegue alla ricerca di una risposta...ooooohhh ma io ho mica risposte per tutto...e chi ti cerca per ricordarti..e per chiedere ...o per dirti 'ho un nuovo problema...che dici?'

e che devo dire...datemi cinque minuti di immersione così ricomincio a respyrare...

ecco sì...cinque minuti di rumore ovattato...solo la ventola dei server che tengono tutto in piedi....cinque minuti di freddo polare...ma ho messo la mia giacchetta nuova multicolore che ha fatto girare la testa a tutti...che ha fatto sollevare un hhoooooohhh come quello degli avventori del bar di netta...vi dico solo che è intarsiata di azzurro verde marrone e celeste e blu...e mi piace da morire.

ecco cinque minuti a galleggiare tra le onde della mia giacca nuovanuovissima...che solo a guardarla sorrido.

ecco, mi sono già dimenticata delle facce in attesa dietro il vetro...li saluto con la manina...

aspettatemi...sto riemergendo...con il sorriso.

vabbè va...diciamo dieci minuti...

| 11:42 | commenti (8)

guardo e riguardo il...

guardo e riguardo il post qui sotto.

la poesia è bellissima...nulla da dire.

mmm...ho forse esagerato con quel nudo di roiter?

mah...forse si...però... pensavo fosse una foto perfetta per quella poesia. la natura e la naturalezza. ecco...la simbiosi.

vabbè va...tanto oramai è qui...e la lascio.

buonanotte

| 01:05 | commenti (9)

gennaio 19 2004

...e mentre sono qui in un freddissimo centro di calcolo...solasoletta...in attesa che un applicativo di cui non capisco assolutamente nulla compia il suo percorso attraverso la rete per giungere fino a me...chiudo gli occhi e corro un pò...

Come i problemi, l'amore sbuca dal folto della foresta
e si ferma davanti a noi, tremante e gentile.

 

Ce ne andavamo per strada con l'ascia in spalla,
borbottando canzonacce da contadini,
il sole una lama che tagliava i rami,
i canti degli uccelli come canti di ladruncoli
fuggiti da uffici di contabilità
per registrare di lì in poi solo foglie.

 

Il brodo dell'aria era delizioso
nelle narici e mormorava di casa
quando tu sull'erba morbida, in una radura improvvisa,
tu ti fermasti, i tuoi occhi dolci come acqua di fonte,
gli uccelli ammutoliti, l'aria immobile, e c'era solo la luce
a seccarci con le sue sillabe distorte.

bruce dawe

foto di roiter

| 19:50 | commenti (1)

...così affronterò q...

...così affronterò questa settimana...con le braccia aperte..

| 00:59 | commenti (7)

gennaio 18 2004

quando pera dice dav...

quando pera dice davanti alla tomba di craxi ad hammamet di trovarsi di fronte a 'patrimonio della repubblica',

beh non si sbaglia...difatti un patrimonio scomparve in quegli anni 'dalle vacche grasse.'

ermione indignata.

| 23:36 | commenti (2)

roma. io adoro roma....

roma. io adoro roma. non è la mia città. non  ci sono nata. non ricordo i tram verdi di legno e le corse a villa borghese la domenica mattina.

e le gradinate di trinità dei monti quando non si va a scuola.

non ho fatto qui neanche l’università

che quella l’ho sciolta in quattro anni di una pisa indifferente al mio studio.

o forse indifferente io alla sua nitidezza.

non so

non avevo tempo e amore per guardarla. era intralcio alla mia corsa, avevo fretta. e basta.

 

a roma sono arrivata in un pomeriggio di settembre…due valigie. una stanza in un appartamento. triste, tristissimo. tra le mani il classico numero di telefono ‘per qualunque necessità’…che sai che non userai mai.

 

l’orgoglio di chi è fresco di laurea e la consapevolezza che non serve a niente. la  puzza dell’abisso…della strada da attraversare nella nebbia…ommioddio e adesso?

 

sono passati sette anni, cinque lavori, quattro case, due amori, una vita. la mia.

 

sono passati i risvegli senza soldi e il suo abbraccio in fondo alle scale. ‘eccomi’

sono passate le domeniche in lacrime senza speranza

e quelle di risa argentine di corse in bici.

 

sono passate le ore e  i giorni.

 

tutto passa per poi ritornare.

tranne il tempo

 

ermione guarda la sua clessidra. felice. ogni granello un’emozione.

ogni granello…un sasso lungo il sentiero.

tutto chiuso in una scatola di vetro

e questo movimento è la sua felicità

 

ermione è ferma.

 

il mare rumoreggia nero in fondo allo strapiombo.

 

e il nastro rosso vola. leggero. leggero.

| 19:52 | commenti (3)

per iniziare la dome...

per iniziare la domenica con un sorriso...ermione oggi un pò pinocchia!!!

[...]

Pinocchia:
Ma io sento che sono nata per uscire, per vedere.
Ho le gambe, saranno per camminare. Il naso per infilzare qualcosa.
Le tette qua, per fare il latte, ho tirato a indovinare.
E qui sotto ? Non lo so, ma promette bene.
Geppetto:
No resta qui. Fuori è freddo. Ti racconterò una storia.
Pinocchia:
Uffa. Lunga ?
Geppetto:
Il tempo che ci vuole. Allora, c'era una volta una ragazza che si
chiamava Cenerottola. Era povera, lavorava tutto il giorno in casa,
non usciva mai ed era contenta.
Pinocchia:
Era scema ?
Geppetto:
Si accontentava. Era iscritta a un partito dell'epoca che le diceva
che doveva accontentarsi
. Aveva due sorelle brutte, cattive, maligne,
invidiose di lei.
Pinocchia:
Siamo sicuri ? Non è che era lei a essere invidiosa di loro ?
Geppetto:
No. Allora in quel paese c'era un re con un figlio principe che
non voleva sposarsi, non gli piaceva nessuna donna, preferiva andare con
gli amici a caccia, nei boschi col suo falconiere, era ... non guardarmi
così, non era come pensi, era un principe un po' sofistico.
Allora il re disse: diamo un grande ballo, invitiamo tutte le ragazze del
paese, il principe ne sceglie una, la sposa e zitti tutti.
Ma Cenerottola non poteva andare al ballo perchè non aveva neanche un
vestito nell' armadio, non aveva uno straccio da mettersi.
Pinocchia:
Bugia classica. Dicon tutte così.
Geppetto:
Non aveva niente che fosse all'altezza di Sua Altezza.
Pinocchia:
Sarà.
Geppetto:
Ma per fortuna arrivò la fatina.
Pinocchia:
Ma come, questa è una disgraziata, sempre chiusa in casa, sfigata e adesso
c'ha la fatina personale ? E come ha fatto ?
Geppetto:
(spazientito) L'aveva perchè... perché Cenerottola e lava e sgura e stira,
coi bollini del detersivo aveva vinto un premio, che era la fatina, va
bene ? E la fatina disse: salaga dula, mengica bula.
Pinocchia:
Era africana ?
Geppetto:
(sempre più spazientito) No, era una formula magica ! Insomma con la fata
e salaga dula e l'incantesimo Cenerottola mette su un vestito bellissimo
poi prende una zuc... un taxi e va al ballo. Il principe appena la vede
perde la testa, la invita a ballare e ballano come due angeli.
Pinocchia:
E chi le aveva insegnato a ballare ? Se Cenerottola stava sempre in casa,
dove aveva imparato ? Con un corso per corrispondenza ?
Geppetto:
Non lo so. Uffa non mi interrompere. Allora, ballano valzer e mazurca e
smorzoni e rivalzer e il principe si innamora. Ma lei deve tornare a casa
entro mezzanotte.
Pinocchia:
E' vero, chiude la metropolitana.
Geppetto:
Ma no, finisce l'incantesimo. E mentre lei corre via, perde la scarpina.
Aveva un piede piccolo piccolo, che nessun'altra aveva il piede come lei,
piccolo così....
Pinocchia:
Sì, dai, ballava sui moncherini
Geppetto:
Ma no, è che ...
Pinocchia:
Babbino, ma che storia mi racconti ? Una che stava tutto il giorno in casa
a sgurare ed era contenta, c'aveva la fata africana, piaceva a un principe
che preferiva i falconieri e ballava sui moncherini...
Geppetto:
(sconsolato) Porca Troia. Mi hai distrutto la favola.
Pinocchia:
No, no, scusa papà, non avvilirti, dai raccontane un'altra, non sarò più
così critica.
Geppetto:
Bè... aspetta che penso... ah, sì, c'era uno che si chiamava Luke
Skywalker e che aveva con sè la forza... e aveva uno spadone di luce e lui
con lo spadone zac e colpiva e zac zac e tagliava e zac la forza e zac e
zacchete (crolla seduto) e anche questa è una gran cagata !
Pinocchia:
Va bene papà, basta così.

stefano benni























































































| 12:24 | commenti (6)

senza paura...

foto di smith

| 00:19 | commenti (7)

gennaio 17 2004

Tranquillissimo pome...

Tranquillissimo pomeriggio invernale. Tante cose da fare. Da dire. Non mi va.

Solo i sorrisi e i pensieri.

Niente gesti.

Voglio stare qui con il mio nastro rosso tra le mani.

Passarlo tra le dita

Segnare le nocche

 

Una traccia d’azzurro alla finestra e una lacrima verde nel cuore.

Germogliata d’inverno e non ancora cresciuta.

 

Son qui.

 

Soffio rosso d’attesa senza attesa.

Che ondeggia leggero il mio nastro nel tempo

 

Sono qui.

| 17:06 | commenti (9)

Quello che sei ti sc...

Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri: li custodisci, come abiti smessi, nell'armadio di una sconosciuta saggezza, e di un'inesperata pace. riesci a capirmi? riesci a capire come tutto questo sia bello? Credimi, non è solo un modo più lieve, di morire Non mi son mai sentita più viva d'adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un eco, e come un'enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall'altra parte della vita. Con una leggereza che sembra una danza.

a. baricco

| 15:01 | commenti (2)

gennaio 16 2004

giochiamo....

(dopo tutta una giornata dietro la lavagna - splinder profuso fuso in scuse -...ermione vuole solo giocare... non pensare)

foto di lartigue

| 21:28 | commenti (8)

gennaio 15 2004

Sul cielo verde, un...

Sul cielo verde,

una stella verde,

che cosa può fare, amore,

se non perdersi?

 

Le torri fuse

Nella nebbia fredda,

come ci devono guardare

con le loro finestrelle?

 

Cento stelle verdi

Su un cielo verde,

non vedono cento torri

bianche, sulla neve.

 

E questa mia angoscia

Per renderla viva,

devo decorarla di rossi sorrisi

f. garcia lorca

| 22:42 | commenti (4)

e dato che il cielo ...

e dato che il cielo è sempre più blu...oltre le nuvole

cliccate qui...e alzate il volume...

io preferisco i pinguini

| 11:44 | commenti (5)

così...

| 11:19 | commenti (2)

ci sono momenti, com...

ci sono momenti, come questo…come oggi…che il dolore rosso nel petto si fa cattivo e gli occhi affamati guardano e non vedono. e non gliene frega niente di vedere il mondo là fuori.

…e il respiro diventa pesante…e non riesco a capire.

non capisco cosa stia succedendo.

è reale o è fantasia?

vorrei solo dormire…tirare le tende e sentire calore…mi sveglio tra un mese.

no! io non sono  un disertore e le battaglie sono mie!

non ci mando altri sul campo.

 

davanti al grande specchio (attraversato da una ferita che tagliava in due la sua immagine come la sua anima) si guardava. guardava i fianchi e le gambe. no oggi così no...sto malissimo…e il viso pallido segnava il suo disappunto. oggi proprio non va.

attraversava il corridoio e in due mosse cambiava pantaloni e camicia.

era veloce…e aveva tutti i vestiti sparsi a portata di mano.

perché lo faceva ogni giorno. ogni giorno si vestiva almeno due volte…a volte tre…a volte quattro…e allora era meglio che nessuno incrociasse il suo sguardo al lavoro. lo avrebbe fulminato. impedendo a chiunque di parlare.

l. lo sapeva. si affacciava timida sulla porta  e le chiedeva in un sussurro 'tutto a posto?...hai bisogno di niente?’ lei non rispondeva, la guardava…mascelle serrate e guance morse dai denti…alzava e abbassava gli occhi…lentamente.

l. capiva e se ne andava.

 

| 09:12 | commenti (1)

gennaio 14 2004

ermione oggi è ritor...

ermione oggi è ritornata in un ufficio (ermione ne ha un paio...) che la aspettava da prima di natale...ha trovato una montagna di carte ...e un regalo...un intero cespo di peperoncini rossi piccantipiccantissimi (che ermione non mangia...ma questo la ha fatta rideresorridere)

oggi musica...

Kiss that dyke I know you want to hold one
Not on strike but I'm about to bowl one
Bite that mic I know you never stole one
Girls that like a story so I told one

Song bird
Main line
Cash back
Hard top


By the way I tried to say I know you
Waiting for


By the way I tried to say I know you
Looking for

red hot chili peppers











| 16:16 | commenti (8)

Voglio vederti dan...

Voglio vederti danzare
come  le zingare  del deserto 
con candelabri in testa 
o come le balinesi nei giorni di festa

voglio vederti danzare
come i dervisches tourners che girano 
sulle spine dorsali
al suono di cavigliere del Katakali 

e gira tutto intorno alla stanza mentre si danza danza 
e gira tutto intorno alla stanza mentre si danza

e radio tirana trasmette 
musiche balcaniche mentre 
danzatori bulgari 
a piedi nudi sui bracieri ardenti
nell'Irlanda del nord
nelle balere estive 
coppie di anziani che ballano 
al ritmo di sette ottavi

e gira tutto intorno alla stanza 
mentre si danza danza

nei ritmi ossessivi la chiave
dei riti tribali 
regni di sciamani
e suonatori zingari ribelli 
(...)
f. battiato

| 14:47 | commenti (3)

mi sono svegliata al...

mi sono svegliata al caldo...e felice...e "bellissima"...adesso corro in ufficio e interrogo qualcuno...'come sono oggi?'....e qualcuno sorridendo dirà 'bellina'...e io dirò  con il ditino alzato...'nonono...sono belllisssima'....e ridendo continuerò...a correre...

buongiorno

| 07:42 | commenti (7)

  un regalo di...

 

un regalo di esopensiero...che ermione, emozionata, ringrazia


....pescare nel fondo della memoria le luci per

scorgere nel buio del sentiero che verrà...

esopensiero


| 01:43 | commenti (4)

gennaio 13 2004

Stasera ermione ha...

Stasera ermione ha due guance rosse che sembra heidi quando ‘le sorridono i monti e le caprette le fanno ciao’

…e ha di che arrossire, stasera, ermione…

…oggi ha dato il meglio di sé…

 

ore 15.00 saluto l’ufficio…strabiliato…e strabiliata io stessa affronto un pomeriggio romano lavorativo dirigendomi verso casa. stupefacente.

 

0re 15.20 (non c’è traffico) arrivo a casa e faccio la prova ‘citofono’. Non funziona. Ommiodiooommioddio…e adesso quando arriverà il novello prometeo a portare il fuoco…penserà che non sono in casa…aaaahhhh aaahiuto.

Salgo trafelata le scale (1 piano) e chiamo…’guardi il citofono non funziona, mi potrebbe chiamare al telefono quando arriva? Si? Grazie!’

Passo la mano sulla fronte (che non è sudata chè sono sempre alfreddo&algelo)…e respiro

E mi metto di punta a sorvegliare il telefono e la finestra.

 

16.00 squilla il telefono

è lui!

Apro la porta, colpo di vento e si chiude

Scendo le scale, apro il portone…guardo in fondo al minivialetto…e si chiude anche il portone…mi blocco.

Lo vedo ridere al di là del cancelletto…gli apro.

E penso –alcatraz ha meno porte e cancelli!!! –

Lo accolgo sorridente…e con nonchalance (tipica di ermione) lo conduco al portone.

Infilo la chiave. parlando

La chiave NON gira. Non si apre.

Ritento. Una volta

Due volte

NIENTE

Lui mi guarda…e mi dice ‘ma è la chiave giusta?’

Io insisto…dico ‘sisisi’. Mi fermo. Mi guardo le mani e le chiavi.

E con una voce sottile nel rosso vergogna dico ‘opps…ho sbagliato chiave’.

Lui ride.

 

Entriamo in casa…la porta si apre sul corridoio e su un lato la mia bicicletta rossarossissima…lui avanza sicuro. C’è stato altre volte.

Avanza con giaccone e borsa degli attrezzi…sicuro.

Porta il fuoco.

Prometeo!

…ma non guarda e si impiglia nel manubrio della bicicletta…opps…

ermione sogghigna…

 

guarda la caldaia…e la caldaia lo guarda…un brivido (il mio)…si avvicina, la accarezza con mano sicura…apre lo sportellino…mi guarda. Guarda me. E io penso…’ma guarda la caldaia…chè è rotta, no?!’

Mi guarda…sempre più intensamente…inizia a sorridere…adesso a ridere

Preme un pulsante, muove una leva

La caldaia si ACCENDE.

Ermione ha gli occhi pieni di meraviglia…ma un pallido sospetto inizia ad attraversarle la mente…

E con voce sempre più sottile chiede ‘era un contatto che non funzionava, vero?’

Lui finora NON ha parlato…ma ridesorride…e dice ‘no…era chiuso il gas!’

Aaaahhhhhh

Ermione sprofonda.

| 20:21 | commenti (13)

()La giostra gira ...

(…)La giostra gira

appesa ad una stella.

Tulipano delle cinque

parti della terra.

 

Sopra cavallini

mascherati da pantere

i bambini si mangiano la luna

quasi fosse una ciliegia(…)

f. garcia lorca

| 18:30 | commenti (1)

gennaio 12 2004

pistaaaaa!!!

| 17:47 | commenti (13)

Demoni e meravigli...

Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si e ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si e ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste(...)
j. prevert

…notte di demoni

attaccati ai miei capelli

.…non riesco a scioglierli nella luce del giorno.

Sono aggrappati.

 

Scuoto la testa

I capelli pendolano rabbiosamente il mio tempo

 

Vento e maree…

 

Aggrappati

Rabbia e stanchezza

 

Giro lo sguardo…e il mio pugno chiuso, inerte

Lungo il mio fianco

 

Voglio chiudere gli occhi

Voglio vederti sulla mia porta

Mentre mi guardi

In silenzio

 

 

Sono stanca.

 

Voglio una mano aperta

Dove posare la testa e dormire

E sognare

 












| 15:14 | commenti (7)

gennaio 11 2004

Dimentico sempre dim...

Dimentico sempre dimentico
che non ho ali per volare
e ogni notte
sfioro nei miei sogni
i gradini
della scala della vita

che importa
se non ho ali per volare

come vento
che ha un corpo
scosto
i fili d'erba
del prato

come brezza
che ha mani colgo
i fiori nel campo

come vento del sud
do calore
a chi ha tanto freddo
nell'anima

r. tagore























| 22:32 | commenti (5)

no title

| 18:23 | commenti (5)

ho fame. Mi sono s...

…ho fame.

Mi sono svegliata presto…e poi tra il telefono e il sonno ho traghettato la mattina.

…e ancora adesso sbadiglio

e non so se ho sognato o se ho parlato…non lo ricordo più…e forse non ha molta importanza adesso.

No, effettivamente non ha nessuna importanza.

Le parole scorrono tra scariche elettriche e pali difettosi …e durano il tempo di ascoltarle.

Ti aggrappi, disegni colori e espressioni su pause e respiri.

…ridi, sorridi, emozioni…

te le porti dietro come barattoli legati da un filo (rosso) che strascicano a terra la loro compagnia…

e si aggrovigliano  in giorni.  notti.  Mattine

 

…e così, adesso ho fame.

Che mangio?....vediamo cosa c’è nel mio frigo.

Un ananas…no, direi proprio che adesso non mi va

Un po’ di ricotta…beh si…questa è interessante…

Una mozzarella scaduta da 3 giorni…questa la lascio qui…per il momento…a riposare

Qualche uovo…

Due arance…

Passiamo al freezer…qui abbiamo:

carne rossa. No…oggi non mi va la solita bistecchina zitella

petto di pollo. Aaaahhhh…mi ricorda che devo mettermi a dieta…vade retro!!!

Gelato al cioccolato…già sono alfreddo&algelo…mi manca il gelato…bah, forse mi riscaldo un po’…

Spinaci arruolati in cubetti militari.

 

mmm…meditiamo…che faccio?

mmmm…ho fame….

 

Ecco!

Ho voglia di ricotta e spinaci…si si di ravioli che sanno di casa e di caldo…di un sorriso infarinato.

 

La farina c’è…le uova pure…su su ermione, rimboccati le maniche e prepariamoci all’evento:SI CUCINA!!

 

mmm…ma che ore sono?

Le DUEEEE?...ma quanto son stata al telefono…

Ma ho fame…no no non posso aspettare.

Ma ho voglia di ricotta e spinaci…che faccio?

 

Vabbè…non c’è scritto da nessuna parte che il ripieno debba SEMPRE stare DENTRO…può qualchevolta RIBELLARSI…e fare la rivoluzione!!!!

Le regole son fatte per essere infrante!!!

 

…e così ho messo l’acqua sul fuoco…

…e ho fatto evadere gli spinaci dalla loro prigione di ghiaccio

…e ho creato loro un materasso di ricotta e pepe nero…

…e ho fatto volare le rondini sciogliendo i nidi giocosi della pasta all’uovo…

 

…e mi sono riscaldata davanti ai fornelli…(aspetto da non sottovalutare…)

 

…e la rivoluzione è nel piatto…

…e la mia fame è sazia!

 

 

| 15:40 | commenti (3)

Esisterà davvero il ...

Esisterà davvero il "Mattino"?
C'è una cosa come il "Giorno"?
Potrei vederlo dai monti
Se fossi alta come loro?

Ha piedi simili a Ninfee?
Ha penne come un Uccello?
Proviene da famose regioni
Di cui non ho mai sentito parlare?

Oh qualche Studioso! Oh qualche Marinaio!
Oh qualche Sapiente dai cieli!
Vi prego di dire alla piccola Pellegrina
Dove il luogo chiamato "Mattino" dimora!

emily dickinson










| 14:17 | commenti (1)

gennaio 10 2004

foto di boubat

| 18:50 | commenti (3)

un buongiorno... is...

un buongiorno...

isprirato da speedo...

‘(…)nel crepuscolo del mattino l’armadio con lo specchio che luccica

la tavola

le pantofole

gli oggetti si vedono l’un l’altro e si riconoscono

 

(…)nella nostra stanza la freschezza azzurra è un’onda di brillanti

le stelle sbiancano nella nostra stanza

(…)nel crepuscolo del mattino apro la radio

(…)la fine del sogno scintillante nel crepuscolo

m’illumino

mi vedo e mi riconosco di nuovo

ho un po’ di vergogna

ma solo un poco

al mattino il crepuscolo nella nostra stanza

è come una vela pronta per il viaggio

come una vela chiara’

 nazim hikmet

| 11:13 | commenti (10)

gennaio 9 2004

di solito la nostra...

…di solito la nostra mezz’ora, a volte un’ora intera…svicolava tra parole e paletti, che le mi imponeva. E lo slalom gigante diventava discorso…scambio. Quesiti e dogmi…risposte e paure…risate.

stamattina…invece…niente slalom. Dopo un mese di silenzio. La discesa libera!...ma la mia!...non la sua. E così mi son trovata alle 7.45 del mattino…ancora intirizzita dal freddo (di casa mia…non della strada…che avevo attraversato sotto la pioggia e senza ombrello…)…a casa della mia amica PSICOLOGA!!

Premetto che oltre al freddo& al gelo….ermione stamattina si era svegliata con la sindrome ‘nonmistabeneniente’ unita a quella ‘voglioindossarequellacamiciamaèancorabagnata’…quindi…dopo aver riversato metà armadio sul letto…aveva optato per un maglioncino crema nuovonuovissimo…oddio, comprato due mesi fa e indossato una decina di volte nelle mattine ‘nonmistabeneniente’ e poi…sulla porta, ogni volta,…passo indietro…gesto veloce e cambio maglietta!

…quindi…già ermione…che era un po’ ‘stranita’…come dicono a roma…ma soddisfatta di essere finalmente riuscita ad uscire di casa con quella maglietta...

va dalla sua amica, che è anche psicologa…e si trova tra il caffè e gli abbracci della mammadellapsicologa…sotto piena osservazione clinica.

Ermione diventa piccolapiccola…mentre lo sguardo di lei assume il peso di un incudine…la precisione di un bisturi…l’attenzione di un microscopio.

Ermione dice (e lo pensa davvero) “sto bene…è un bel periodo, mille emozioni e soddisfazioni…non mi guardare così…sto bene. Davvero!”

Niente…lei non muove neanche le palpebre…mentre le pupille dilatano il buio.

Ermione prova a divincolarsi…peggio, peggio. Lei inizia a guardarle le mani…i gesti di ermione.

Ermione…ormai è una coccinella a pancia all’aria…

Lei si avvicina…le zampette di ermione muovono l’aria sempre più inutilmente…lei si avvicina e sentenzia:”figlia mia…ferma ‘sta cazzo di giostra, che tra due anni sei cotta!”...

tbc (forse...)

| 23:45 | commenti (4)

teporesogno tepore...

…tepore…sogno tepore…rosso e caldo come…

un bacio? no

un abbraccio? nono

una carezza? nonono

come un termosifone!!!

…eh si…ermione è alfreddo&algelo…che la caldaia ha deciso di andare in vacanza nei giorni più freddi dell’anno!!

…eppure…l’ho sempre trattata benissimo…bene…poco lavoro…un contratto part-time…9 mesi di vacanza retribuita all’anno…una visita annua dal tecnico più sognato da tutte le caldaie di roma…che con mano ferma le accarezzava le valvole e il vestito…massima riservatezza (non ho mai assistito ai loro incontri…)

e lei che fa?

mi tradisce, si spegne…e se ne va…

vabbè…e adesso?

adesso tremo…sotto il mio plaid di lana rossarossissima…sotto un plaid di pile verdeblu…sotto tutto ciò…insomma…sotto tutto ciò escono due manine…no, anzi una, che si muove felina sulla tastiera…

-tbc

| 22:54 | commenti (2)

.... un filo blu e il mio nastro rosso...

Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle -Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni -i giorni, gli istanti- che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo -Tu sei matto. E per sempre lo amerà.

a. baricco

foto di boubat

(riposto la foto..chè mi sembra perfetta...)

| 16:20 | commenti (4)

sarò 'disconnessa' t...

sarò 'disconnessa' tutto il giorno...ed è una giornata....

| 11:13 | commenti (1)

gennaio 8 2004

ho camminato a lungo...

ho camminato a lungo...alla ricerca di un mondo più lento... il vento sferza il viso e trascina indietro parole e ricordi... blu notte e fori di luce nel cielo.  ma giro a vuoto. non c'è. ho chiamato il suo nome...e nella rete ancora vibra il suo nome. è durato un istante. un lampo e poi il buio.  ...è in silenzio. è nella tenda...e addolcisce il sorriso...forse. spero.

| 00:53 | commenti (8)

gennaio 7 2004

...come una sferzata...

...come una sferzata di vento...come uno schiaffo su un sorriso...

PER FAVORE POSSO AVERE UN UOMO
Per favore posso avere un uomo coi calzoni di velluto a coste.
Per favore posso avere un uomo
che sappia il nome di 100 rose diverse;
che non si scocci se i miei conigli distratti
vanno e vengono
come fossero padroni loro,
che mi faccia un curry cremoso con fragrante cedronella,
che cammini come Belmondo in A Bout de Souffle;
che attacchi tutte le mie amate cartoline -
spedite da posti esotici
dove lui non s'aspetta di venire con me,
ma ci verrebbe se glielo chiedessi, cosa che farò -
sul muro della sua camera, e solo quelle,
a cominciare da Ivy, il Famoso Maiale Che Si Tuffa,
di lui in azione ne ho comprate dieci;
che parli anche come Belmondo, con labbra morbide
e sigillate come boccioli di peonia
ricoperti di cioccolata (cioccolata fusa);
che sa che montare ostinato sopra di me come un piumone
imbottito di libri della biblioteca e sacchetti per la spesa
è troppo facile: per favore posso avere un uomo
che non sia disposto a questo.
Che non sia disposto neppure a dire che sono "carina".
Che, quando esco dal bagno trotterellando
con gli squittii di un maialino appena strofinato
che non vorrebbe altro che una scorpacciata
di affetto e indisciplina e non complicazione,
apra le braccia come un trogolo perché io mi ci ficchi.

selima hill





























| 13:00 | commenti (10)

no title

| 12:43 | commenti (1)

  è la veloci...

 

…è la velocità dello spostamento che mi colpisce.

mi sembra a volte di essere una foto…il sorriso in primo piano…e dietro… mille scenari diversi.

che scorrono senza didascalie

casa, mare,scuola,montagna,lavoro,telefono,rete…corsa…sorriso

ermione sempre uguale.

i suoi pini e le sue onde.

…sempre vento…sempre mare.

 

voglio pioggia.cattiva e fredda

voglio sorriso di piacere

voglio urlare sopra il mare

voglio nebbia

…e nel grigio ad aspettare

voglio il sangue delle labbra

 

una striscia rossa e calda

| 00:43 | commenti (3)

gennaio 5 2004

notte magica la be...

notte magica…

la befana mi ha sempre affascinato e intimorito.

non sono i re magi che arrivano…no no…

è la vecchia un po’ strega un po’ pazza che arriva.

con il ‘vestito alla romana’…che ancora oggi mi chiedo…ma come mai sarà questo vestito alla ‘romana’?

e adesso che il tempo è passato e non ho più paura di trovare il carbone al posto delle monete di cioccolato…(e non perché sono buonabuonissima…)

adesso che gli amici mi chiamano e dicono ‘oh…mi raccomando, copriti bene che stasera fa freddo…e la notte è lunga e di lavoro…’

 beh…anche adesso, che tutti i regali sono già arrivati…tutte le sorprese scoperte…la casa è in silenzio…i dolci alla fine (menomale…non ce la faccio più!!)

beh anche adesso…che befana vuol dire partenza, ritorno al lavoro (menomale…non ce la faccio più!) me ne vado a dormire con gli occhi chiusi strettistretti…le orecchie tesetesissime…e penso ‘befana befanina…vienimi a trovare, ma ti prego…non ti fare sentire e vedere…chè ho paura!!’

ermione sorride…

ciao befana…su dai…iniziamo a lavorare che la notte è lunga e gli amici son tanti!

| 23:32 | commenti (7)

gennaio 4 2004

foto di lartigue

| 23:22 | commenti (11)

gennaio 3 2004

stavo navigando a br...

stavo navigando a braccia aperte nella rete...un'immersione...il blu. gli occhi aperti che non mettono a fuoco. inghiotto saliva. scendo ancora. una bracciata. c'è qualcosa che brilla.

ma non la raggiungo. mi manca il RESPIRO.

allora mi spingo verso il tetto luminoso di onde e veloce, l'acqua mi scivola il viso. riemergo. RESPIRO.

chiudo la bocca e la luce netta e reale mi ferisce gli occhi.

cos'era. laggiù. mi attrae.

mastico un pò di ossigeno. chiudo gli occhi. un silenzio. e giù. di nuovo la spinta.le spalle. le braccia.

le gambe non hanno ostacoli.

raggiungo nel blu. è una pietra. bagliori di sangue, di voglia, di azzurro.

rimango in silenzio e la guardo. la leggo.

NON posso toccarla. non vuole.

è RES PYRO

| 23:48 | commenti (10)

ti sveglie rinasci...

…ti svegli…e rinasci. ogni giorno.

e il bagliore del sole

e la lacrima lenta

e quel sorriso

e quel bacio.

 

ermione che corre.

intreccia le mani…quattromani…

tende le braccia…tre calendari...

alza lo sguardo...due lenti sottili

nega un sorriso…una partenza

regala un sorriso…rimandiamo a domani

 

…e domani ermione riparte…ritorna al mare.ancora tre giorni di mare.

ho tanto da scrivere…mare e vento nelle mie dita...ho bisogno di tempo…e raccolgo i granelli nella clessidra che scorre….e questo muoversi di parole e sabbia è la mia felicità…

 

‘disarmata io m’odo

pianger di te alle balze del destino

con le tempie di orrore musicate

con la mano odorosa

di un germoglio d’incontro non cresciuto

 

agile in te oscillava la memoria

del mio volto proteso. ora diversa

è la vicenda rapida di Amore.

 

questa lunga pietà che mi patisce

nelle membra confonde la freschezza

del mio pensiero attonito e veloce.

 

non dilungarti troppo dal mio passo

quando sfioro le stelle!”

alda merini

| 02:43 | commenti (5)

gennaio 1 2004

buon anno e buon risveglio...che sia sempre un sorriso e un bacio...

...auguri...che si avveri...che rimanga...che sia sempre

| 11:10 | commenti (11)