la pazzia di ermione corre tra i pini e le onde del mare
 



ottobre 31 2003

... ieri sera ermione ha deciso di accendere un fiammifero.

e così inebriata dalle vs parole e stordita da un bicchiere di vino (rosso rossissimo)...si è avvicinata al telefono e ha iniziato a digitare. stavolta gli parlo apertamente. basta. basta tergiversare...e girare intorno come farfalle intorno al fuoco. ogni numero, un boato - è il cuore che esplode.

pausa

linea

primo squillo."magari sta cenando..."

secondo squillo."forse lo sto disturbando"

terzo squillo."ancora uno squillo e chiudo"

quarto squillo."eccomi" - la sua voce.

l'elfo è connesso.

ed ermione si è persa. occhi spalancati sul ciglio di uno strapiombo nero sul mare.

le braccia aperte...il vento,contro, la regge in bilico...il mondo gira.il piano si inclina. spruzzi di onde lontane sul viso...

ermione ha sulle labbra un bacio e un sospiro, un sorriso si insinua.le parole sbocciano e spiccano il volo

"eccomi, amor mio, raccontami del mattino al risveglio e degli occhi che incontri. raccontami dell'aria che respiri e del vento che ascolti. raccontami della sera e dei tuoi sogni...io sono qui. sempre."

e l'elfo dice "T'amo io solo...Nè mi nuoce che le stelle raccontino la mia storia. L'alba attinge alla tua luce, il tramonto alla mia...Finchè tu resti mia, mio è il segreto della sera, mie son queste lune.. Gli astri della notte son per me un manto, Sulla palpebra dell'Oriente è il mio fazzoletto. (Nizar Qabbani)"

è un attimo.

l'elfo risponde "eccomi" ed ermione chiude le braccia e dice "ciao, come stai? hai visto kill bill?"

| 18:07 | commenti (5)

ottobre 30 2003

"Tre fiammiferi accesi, uno per uno nella notte. Il primo per vederti tutto il viso. Il secondo per vederti gli occhi. L'ultimo per vedere la tua bocca. E tutto il buio per ricordarmi queste cose"
(Jacques Prévert) 

don't worry, father mat...io non sono triste...a volte malinconica.
ma assolutamente felice di vivere e incontrare gente e cambiare di continuo.
il mio amore per l'elfo è una stella polare. mi orienta e, se ci sono nuvole, mi lascia vagare apparentemente a vuoto. ma io lo so che lui è lì.
e questo mi basta. (forse...)
diciamo che lui non sa nulla e che io tengo i fiammiferi in tasca






| 14:49 | commenti (6)

ottobre 29 2003

il blog è una strana cosa.

ermione lo guarda e si stupisce.

sembra difatti un tamagochi virtuale che si nutre di parole e commenti.

che cresce con il contatore ed è avido dei pensieri altrui.

la mattina, appena alzata, ermione si connette (e vorrebbe avere il chip in testa come stefania rocca in nirvana)

e guarda come sta il suo blog...se ci sono commenti...se il vento amico è passato...se c'è qualcosa di nuovo da scoprire.

poi scrolla i residui di sogno ancora attaccati ai capelli e fa il primo passo nel mondo reale.

doccia, colazione silenziosa (per forza, vive da sola!).

e decide l'umore della giornata - sceglie cosa indossare...

di solito il colore dominante è il blu e scarpe basse basse...

poi mette il piede sinistro fuori dal portone e sale sulla giostra.

che gira gira vorticosa. una vita piena di parole volate e perdute e di parole ed emozioni che vorrebbe che non volassero via come farfalle e che deve inseguire.

ermione è una bimba FORTUNATA. vive la vita che ha voluto, vive la vita che si è cucita addosso con tanta cura. solo che ci sono degli spifferi. ce n'è UNO. lo spiffero dell'elfo silvano che continua a soffiarle nell'anima. un elfo strano strano. ad ermione basta solo pensare a lui che la sua anima si scioglie in rivoli di acqua sorgiva.

ma l'elfo è lontano. vive lontano e a volte ermione non sa più se è un sogno o un ricordo...ma poco importa. (forse...)

| 21:21 | commenti (1)

(...) piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri(...)

a roma è arrivato l'autunno e io ho lasciato l'ombrello in macchina!!







| 14:59 | commenti (1)

ottobre 28 2003

la giostra gira gira veloce. veloce.

non ti fermare. ermione ride

tra i sorrisi al telefono e gli occhi di un bimbo...tra le parole sognate e quelle assonnate.

tra le risposte che non ottieni mai e le risposte che non vorresti mai.

tra le domande leggere come nuvole e impenetrabili come nebbia

tra gli amici che capisci..e quelli, ormai tanti, che non capisci più

tra la vita che corre

e la giostra che fischia.

anche questo lunedì è passato.

 

| 00:42 | commenti (2)

ottobre 24 2003

...è venerdì. sono felice. ed ermione più di me...perchè il suo blog compie una settimana e il suo contatore sale...e lei inizia a muoversi con maggiore scioltezza in questo strano mondo dei blog.

dove ognuno urla la sua voce...sperando che qualcuno la ascolti. e la ascolti così, pura come l'eco di montagna. senza tutti i filtri e le paure dei confronti e dei raffronti. dove il "se" non esiste.

e dove ermione può urlare quell'amore infinito che le sfibra e le riscalda l'anima

e dove ermione può ridere e piangere...dimenticando i perchè

e dove i perchè non sono più così importanti.

| 09:23 | commenti (2)

ottobre 23 2003

ermione ha deciso che il post di ieri è troppo triste...non va bene per niente. e così l'ha cancellato. che bimba pestifera

basta basta ricordare.   tanto il tempo che cronos ci ha dato...poi non ritorna. è un attimo. e quindi è inutile sprecarlo ricordando o cercando a tutti i costi di riviverlo. 

godiamoci il presente e non forziamo gli eventi (e i venti), sosteniamoli e prepariamoci a quel levante teso che ci farà sognare ancora.

 

| 18:28 | commenti (4)

ottobre 22 2003

piove...ed ermione non è triste. solo che ha bisogno di raccontare la sua tristezza. perchè a volte solo sbattendola tra le lettere, la puoi osservare. e capire. e far uscire. mandarla in giro per la rete. e non farle più trovare la strada di casa. poi ogni tanto torni a guardarla...ma i tuoi occhi sono cambiati...e alla fine puoi, dolcemente sorriderne.

ecco la tristezza autunnale di ermione:

inutile.

tutto sembrava inutile, adesso.

dopo una settimana in mare senza la certezza della terra.

senza la definizione della terra ferma. la terra, dove tutte le cose hanno un posto e ogni movimento è un cambiamento. il mare, dove nessuna cosa ha un posto e ogni movimento è il respiro dell'eternità. e tu stesso sei parte di quel respiro.

adesso, che la barca si avvicinava alla costa. tutto sembrava inutile.

la barca si avvicinava e la terra diventava più grande. i fondali iniziavano a schiacciarsi sotto la chiglia e tu, tu, sempre più piccola, avevi paura.

solo una settimana fa il mondo intero non avrebbe smosso il tuo castello di sabbia, le tue certezze di neve. solo 7 giorni per creare il mondo e dare il via all'eternità. solo 7 giorni per cambiare il presente e tutta l'eternità per ricordare...

difatti il tuo vestito nuovo, disegnato e cucito con cura (senza amore ma con dedizione) era caduto in mare al primo SOFFIO.

e non erano stati solo i suoi occhi, i suoi occhi che sono il mare stesso (no, non il colore- ma la luce, l’abisso…)

era stato anche il suo respiro, che sapeva di sale e di alghe. sapeva di acqua salmastra nella quale affogare.

e tu, tu eri affogata tra le onde della sua tristezza...onde che ti portavano via

lontano

ormai senza ancore e senza più porti.

| 21:36 | commenti (4)

ottobre 21 2003

ermione questa giornata non può dimenticarla, la vuole condividere ed urlare.

è stato difatti uno di quei giorni in cui la grandezza di elios e il sorriso di tethys fanno sì che ogni cosa che accade diventa bella, quasi fosse "domenica".

stamattina ermione si è svegliata piangendo e singhiozzando. era tempo che non succedeva più. le lacrime le rigavano il volto e i singhiozzi sbocciavano sul suo letto...un nodo nel cuore si scioglieva e ne scaturivano aghi di solutidine.

ma ermione da brava bambina si alza...e lascia il suo lettino pieno di "nontiscordadime" e inizia la sua giornata. indossa le sue scarpette nuove nuovissime e prima di fare i primi passi, esprime il desiderio - come le hanno insegnato gli gnomi, suoi amici- chiude gli occhi stretti stretti, non vuole sbagliarsi...e muove il piede sinistro...

e ha funzionato, giuro, ha funzionato - ermione è felice, elios le ha regalato un raggio di sole con cui correre tutto il giorno e tethys, sorridendole, l'ha baciata sulla fronte, come fa con le nereidi sue sorelle...

e così ermione ha potuto sentire accanto a sè il respiro degli amici,

degli amici di cui conosce gli occhi e la voce...e degli amici di cui conosce solo lo sguardo.

che bella cosa è la vita!

| 22:05 | commenti (2)

ottobre 20 2003

ermione sa che il lunedì è sempre un pò triste, soprattutto quando piove quella pioggerellina sottile senza sorriso che ti sembra che il mondo si è spento.

così ha pensato di farci sorridere, raccontando la storia della sua nascita:

"iniziamo bene la nostra storia:

c'era una volta...un padre

e no, ancora dovevo nascere....

c'era una volta...un ragazzo

e no, aveva già i suoi bei 30 anni

....o mio dio, cosa ho scritto...ma io ho già più di 30 anni...cio vuol

forse dire che sono una bruttina stagionata incosciente di esserlo?!...

presto i sali!!!!

ricominciamo:

c'era una volta un giovane di bell'aspetto (eh si, il papà è sempre l'uomo

della nostra vita!)

che desiderava un figlio.

siamo all'incirca all'inizio degli anni settanta, profondo sud (non così

profondo poi...),

una primavera gialla e azzurra che ti accarezza il cuore

una futura mamma dal sorriso di ciliege

il mare che decide quando e se si può uscire di casa.

ci troviamo infatti in una casa sulla spiaggia così vicino al mare, ma così

vicino che quando

le onde si gonfiano e il vento soffia cupo bisogna aspettare che l'onda si

ritiri per andare a scuola

e lasciare le orme sulla spiaggia di corsa ...

che bello quasi quasi non nasco...rimango qui ad osservare.

e invece mamma mi parla...vuole una figlia...vuole un'altra se stessa a cui

dare la felicità che lei ha intravisto.

ma come dicevo siamo nel profondo sud (non così profondo poi...) nel quale

il primogenito DEVE essere un maschio,

la prosecuzione della specie richiede un figlio maschio che porti il nome

del nonno, che portava il nome di suo nonno e così via ...una dinastia

di nomi alternati carlo/ferdinando/carlo/ferdinando/carlo...non so come si

possa così arrivare ad adamo...forse qualcuno ha avuto un pò di fantasia

nella notte dei tempi.

tutto ciò per dire che tutto era pronto per l'arrivo di Carlo,

premetto siamo nella preistoria e l'ecografia non c'era.

quindi: completini azzurri, lettere ricamate, "pancia bassa" che vuol dire

sicuramente maschio!

e invece mamma mi parla...i suoi ricordi diventano i miei sogni...le sue

speranze le mie visioni ...

..e io inizio a pensare...ho poco tempo...mi devo sbrigare, inizio a

scalciare

..."fatemi uscire!!!!"

l'ostetrica "nessuna fretta, manca più di un mese"

come, come ? devo aspettare ancora? ma io VOGLIO USCIRE, ho fretta, non ho

tempo da perdere...devo VIVERE.

inutile dire che fu per puro spirito di contraddizione nei confronti della

sicumera della scienza ("c'è tempo, c'è tempo...") che decisi che tempo non

ce n'era più.

e così nacqui in uno splendido pomeriggio di metà aprile

ovviamente sotto il segno dell'ARIETE.

non vi dico la gioia di mamma...

ma quel bel giovane che abbiamo lasciato nella sala d'aspetto di una clinica

bianca, come reagirà ad un tale evento?

eccolo lì, che aspetta agitato con accanto il padre (nonno) che gli sussurra

nell'orecchio di quando era lui ad aspettare...un pò apparati, rispetto alla

mia coppia di stretti futuri parenti, sul fondo della sala c'è un

capannello di gente che aspetta...l'attesa è quasi materia...l'ansia e la

gioia si scambiano.

ad un certo punto arriva l'infermiera, ha un bel sorriso sul camice bianco;

guarda al centro della sala e dice "sta bene, è una BAMBINA!"

a questo punto il bel giovane (che ormai è padre) si gira verso il padre (

che ormai è nonno) e dice "meno male che non è la nostra!"

e invece miei cari...anche qui per puro spirito di contraddizione...ero

proprio io.

inutile dirVi che la prima parola che ho imparato è stata "NO!"

| 14:29 | commenti (1)

ottobre 17 2003

la favola bella....

ermione questi due giorni è andata nei monti a trovare le ninfe sue sorelle, le fate sue nipoti e gli gnomi suoi amici.

li ha rivisti tutti e hanno parlato parlato parlato...si sono raccontati le storie più belle... e quelle più tristi le hanno rese banali (in modo che non facessero male).

hanno giocato con le nuvole e hanno corso nel fango...hanno scambiato sogni e parole nel dormiveglia.

hanno corso nel buio con i raggi luminosi per vedere cosa fanno gli altri abitanti del bosco sotto la coperta di Notte...e li hanno trovati che giocano e aspettano come i bimbi quando non hanno sonno e tutta la casa è in silenzio "posso venire nel tuo letto?" "si, giochiamo insieme sorellina."

e come tutti i bimbi ermione non ha sonno quando è felice.

ed ermione è stata felice.

perchè c'è uno strano elfo nel bosco ...che la fa ridere

le racconta le storie più assurde e assolute

e lei non smetterebbe mai di ascoltarlo...per questo è sempre lì a chiedergli "racconta, racconta"

e lui ogni tanto si gira di scatto e bramisce...ed ermione ride.

allora lui si trasforma in orso bruno cattivo cattivo...ed ermione prima si spaventa e poi ride.

allora lui dice che la lascia lì nel bosco e che farà venire i cervi a sbranarla...allora ermione gli crede e fa la faccetta triste triste

poi lui la guarda con gli occhi buoni buoni...ed ermione sorride felice.

è un elfo strano strano...da grande vuole fare elvis!

e poi vede le cose che gli altri neanche guardano...vede ermione in un negozietto ecosolidale...un libro in mano...i bimbi intorno.

e a ermione questo fa un pò paura,

perchè lui vede quello che ermione ha nascosto,

perchè lui le entra nell'animo come il coltello nel burro appena fatto.

allora il cuore di ermione inizia a battere forte...sembra che voglia quasi uscirle dal petto

ma è solo un attimo, perchè ermione si riprende e chiede "racconta racconta"

vuole che la voce dell'elfo copra il rumore del cuore.

poi cronos, che è sempre quello più cattivo e dispettoso (non ha mai perdonato ermione di essersi presa un mese di vita in più- e da allora la fa correre correre correre verso qualcosa che ermione non trova - "avevi fretta eh?, allora cerca di arrivare al tuo orizzonte" ed ogni volta che ermione pensa di averlo trovato ecco un'altro paesaggio si apre e l'orizzonte è ancora lontano"); cronos quindi decide che il tempo concesso sta per scadere.

ermione deve uscire dal bosco.

ermione ubbidisce e ha due lacrime che tira dentro...ma le lacrime gemmate e mai sbocciate lasciano una traccia di lumaca che solo atlante sa riconoscere...e la pioggia è scesa forte e le mucche son scappate e il cielo si è incupito.

e ermione e l'elfo sono usciti dal bosco sotto aghi di luce dorata, coperti dal mantello dell'elfo.

ma quelle due lacrime sono ancora lì...devono uscire. ermione non vuole e inizia a parlare, ha perso il filo e parla, non sa più neanche lei di cosa e chiede all'elfo "su su, fammi domande, fammi parlare".

ma le lacrime son testarde, le due lacrime cercano una strada

non possono rimanere così, allora si insinuano nelle parole e nelle domande...nelle canzoni e nei ricordi

e decidono che l'elfo ha occhi più belli.

così le lacrime si ricongiungono al mare.

| 21:35 | commenti (2)