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maggio 16 2009 Certi giorni, mentre tieni fermo lo sterzo con la mano sinistra e lasci la destra poggiata sulla gamba, ti sembra di aver fatto pace con il mondo. Le curve si susseguono e si replicano nelle messi tagliate come cerchi in una dimensione liquida che tu stesso crei attraversando. Vibrazioni che si estendono oltre il grano tra i papaveri che si inchinano sotto i palmi delle mie mani in corsa. Sarà che questa mattina mi sono svegliata mentre parlavo con mio padre. La sua domanda era ancora nitida nella voce del sogno quando il normale arrovellarmi nel letto ha dissolto ogni cosa. Non ne ho parlato con nessuno. Non ne parlo con nessuno. La sensazione fresca senza memoria del sonno appena evaporato mi ha attraversato come un bagliore di lama. E ho capito cosa significasse per mio padre sognare: ottenere il risarcimento della vita privata di luce e di movimento. Senza foto da rispolverare e senza più la possibilità di intravedermi: ‘mettiti in controluce…si così…ecco riesco a vedere appenaappena la forma del tuo viso’- Non ci sono foto intorno a me. Aspetto che la mia mente ricomponga la sua figura che ogni giorno si spezzetta in mille ricordi e riprese. E qualche volta, raramente, la notte parliamo.
foto di n. economopoulos | 23:12 | commenti (3) dicembre 31 2008 conto i passi che occorrono per superare la soglia stanotte di un anno bisesto, nefasto, funesto... disegno di chen zhou| 16:32 | commenti (3) dicembre 17 2008 un mese fa...circa
quando mi apre la porta, io avanzo decisa con un refolo di freddo intorno alle spalle.
È ancora presto e la sala è vuota e non ci sarà nessun altro per le prossime ore.
Il cameriere arriva incerto e ci riconosce solo quando lui gli indica il solito posto accanto alla finestra che guarda sul lago.
Mi ha aspettato davanti casa per quasi un’ora…mentre io correvo e imboccavo scorciatoie su scorciatoie per venirgli incontro.
Appena arrivo mi sorride e mi dice ‘sai cosa mi spaventa adesso?’
‘no…che cosa?’
‘…che a casa tua adesso fa più freddo che qui fuori davanti al cancello.’
Sorrido…è probabile. Molto probabile…
Appena dentro…inizia a cercare qualcosa da mangiare e di buono…’tanto lo so che qualcosa trovo!’
Lo guardo rovistare nel cesto verde del pane
Dai…sbrigati…che ho freddo ed ho fame
Ecco! …mentre addenta una striscia di pizza bianca e rosmarino
Ma sono appena le sette
Sisisi…e che c’è una regola?!
No…ma magari è ancora chiuso…
Dai…mettiti un maglione pesante ed andiamo.
Posso mettermi le scarpe da tennis?
Sbrigatiiiiiiii
e adesso è caldo. Il vino è nel bicchiere sbagliato, il cameriere si è confuso tra i nostri discorsi…e abbiamo travasato… che quello dell’acqua non dava soddisfazione.
mi guarda negli occhi dove lui solo vede certi lampi e certe ombre
io sono felice perché oggi è iniziata una nuova salita.
Ordina anche per me, come sempre.
Poi si volta e mi dice…e adesso raccontami.
Apro le mani e rotolano al centro della tavola biglie di vetro colore rubino.
| 22:11 | commenti (3) novembre 19 2008 È una serata stanca, che mi accoglie con un plaid verde e blu sul divano beige e una tazza caldissima di tea verde e tulsi…
A dire il vero…credevo fosse zenzero…invece è tulsi, basilico santo.
Mi sento accolta…e fuori il mondo infreddolisce e si ripiega.
Io questi mie giorni li ho stesi sopra un foglio bianco, che ho piegato in quattro.
Ho cercato di raccogliere la polvere di sogni al centro…e spero me ne sia rimasta ancora un po’ attaccata ai polpastrelli…
Perché gli incubi ancora non sono rientrati e la notte tarda ancora bussano al risveglio…
Mi chiedo ancora dove sia iniziato l’incubo e finita la realtà.
Forse nel riquadro della piccola finestra davanti al mio cuscino, da dove entrano le stelle e l’alone bianco della luna piena?
O forse in questa voglia di scrivere che non trova pace perché ancora non sa dove, non sa quando…non sa come?
just slipped through my fingers as life turned away
its been a long cold winter since that day
its hard to find hard to find hard to find the strength now but i try and I don't want to don't want to don't want to speak now of what's gone by anathema - a natural disaster
| 23:08 | commenti (3) novembre 16 2008 questo si..anche questo…e i mandaranci riempiono la busta azzurrina che tra poco porgerò per la ‘pesa’…
è giorno di mercato ed è nuvolo.
passo lo sguardo sull’uva…e storco la bocca sui cachi…l’ultima volta che li ho comprati, proprio lì…un anno fa, avrei voluto addolcire un amaro profondo. fu inutile.
mi distraggo e d’un tratto sento qualcuno che si avvicina con dei fiori in mano: Costantino.
e io già sorrido al pensiero della conversazione assurda che ne verrà fuori…come le telefonate intercorse in questo anno in cui non ci siamo visti.
perché Costantino non parla bene l’italiano e balbetta…ma questo non lo scoraggia dal cercare di fare lunghe telefonate, alla fine delle quali io cerco di tirare le fila…e a volte mi arrendo ad un ‘Costantino più piano! non ho capito…!’
insomma si avvicina con quella sua faccia larga e i colori chiari…ed esordisce ‘signorina ermione…che bello. come stai?’ voce che viene da altri freddi…
scambiamo due brevi battute…gli chiedo de ‘La moglie seconda’ come lui chiama l’attuale compagna, dopo che la prima gli ha preso i soldi ed è tornata in romania, ‘tutto bene e ‘il tuo marito’?’
gli dico d’istinto ‘non c’è più!’
glielo dico così…tutto d’un fiato. e mi sorprendo io stessa.
perché è stato proprio come sputare fuori un nocciolo duro che oscurava il respiro.
lui si fa triste e dice ‘quando è morto? mi spiace. perché non mi ha detto prima…’
e nel dirlo mi porge un fiore.
scuoto la testa e le mani a rifiutare il dono…
nononono. non è morto
e allora dove è?
non lo so, costantino, è andato via’
e perché?
perché gli ho detto di andare via.
e perché?
perché…succede, Costantino. succede.
no. non succede.
scambiamo ancora due frasi…ma non lo ascolto già più…
raccolgo da terra la pietra secca e dura del mio dolore coagulato.
la metto in tasca.
e sento che il sole mi riscalda le mani.
| 14:45 | commenti (4) novembre 11 2008 Al di là dalle idee, al di là da ciò che è giusto e ingiusto, c'è un luogo. Noi ci incontreremo là. Gialal al-Din Rumi settembre 25 2008
| 12:41 | commenti (2) agosto 3 2008 sono andata a caccia stanotte. di stelle. nel mio giardino. e adesso torno a sognare con due stelle cadute nell’acqua scura dei miei desideri. un tappeto sonoro di grilli e cicale dove appoggiare l’affannare aspro dei motori che affrontano le curve in salita, lo scampanellìo lontano di una mucca giù in fondo. i cani che si fanno eco l’un l’altro. aggancio gli occhi ad un satellite che passa fluido. lontano. e un dialogo invisibile nel giardino più in là. dove un padre affronta suo figlio: ‘ma…da grande, come farò a distinguere le persone buone da quelle cattive?’ bello l'eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave | 11:52 | commenti (3) giugno 26 2008 Rientrando a casa, ho salito di corsa le scale per togliere il peso dei vestiti di un giorno di lavoro pieno di parole E ho distrattamente posato sul letto i due libri comprati oggi….durante una pausa pranzo rubata al mercoledì…che di solito è zeppo di fogli bianchi scarabocchiati di riunioni infinite. Apro le imposte sulla valle che scende lunga per poi tirarsi su a segnare un confine e…respiro Rientro e poso lo sguardo sulle copertine …c’è qualcosa di strano. Le riguardo. Le guardo. Le riguardo e allora…ecco mi metto a rideresorridere scuotendo la testa...perchè anche le mie copertine, entrambe!!!!, mi stanno guardando e riguardando
(…)L'amore, ha lo stesso meccanismo del gratta e vinci. (…) Il mio pensiero principale, è l'amore. Invece per tutta la vita spendi tempo con i gratta e vinci. Aldo Nove | 00:26 | commenti (1) giugno 2 2008 dusk is dawn is day r.e.m. continuo a canticchiare ‘low,low,night suits me fine è un pomeriggio piovoso di un giorno di festa. Le gambe incrociate sul divano…e i piedi che non arrivano a terra… La pioggia graffia la vetrata sul giardino. Il ‘mio’ piccolo giardino che affaccia sulla valle e ha piccoli fiori bianchi sul confine. È una strana sensazione. Come questo vento che alza e abbassa i rami e scompiglia il prato Strana sensazione avere una casa. Non era nella lista delle mie ‘cose da fare’…benché lo fosse in quella delle persone a me più care. Ma…mi sono sempre ritenuta ‘in corsa’…o meglio ‘in fuga’. Credendo che fermarsi avrebbe voluto dire perdere qualcosa. Mi accorgo solo ora, Dopo un inverno come questo. Dopo mi basta il profumo dell’alloro che saluta dalla finestra della cucina…per un sorriso.
mimmo locasciulli | 19:08 | commenti (3) |